I banchi con le ruote… divertimento dei bambini

Lun, 05/10/2020 - 09:30

L’epidemia da Coronavirus, certo, è stata diversa dalle altre malattie virali che annualmente minacciano la nostra salute; si tratta d’un virus resistente e non sappiamo con certezza come si sia diffuso. La nostra civiltà, tecnologicamente avanzata, è stata colta all’improvviso dal diffondersi del virus e i sistemi sanitari mondiali si sono trovati impreparati a fronteggiare  adeguatamente la situazione. Anche il mondo scientifico, colto all’improvviso, nei primi tempi ha balbettato compiendo molti errori. La sanità italiana, anche nelle aree dove tradizionalmente risultava eccellente, non si è sempre dimostrata all’altezza. L’Italia, a differenza della Germania, non aveva e non ha strutture sanitarie attrezzate diffuse sul territorio e ha ospedalizzato malati che invece andavano curati a domicilio. Non si conosceva la natura dell’epidemia e anche per questa ragione sono stati commessi degli errori; il virus, però, non ha colpito tutte le Regioni con la stessa virulenza: col tempo la scienza, forse, ci spiegherà le cause. Ma quando il Governo, impaurito e cosciente di non possedere strutture sanitarie adeguate, ha deciso l’isolamento e la chiusura delle scuole, lo ha fatto anche nelle Regioni in cui il virus aveva fatto solo qualche comparsata, vedi le Regioni del Sud. Ora bisogna riaprire le scuole e mandare i ragazzi in classe in sicurezza, si dice. Il Governo e i tecnici non trovano un accordo e le Regioni balbettano quasi tutte. Dopo mesi di dibattiti politici e tecnici sappiamo che la popolazione infantile viene colpita di rado, e che la Calabria è stata quasi risparmiata e lo è tuttora. È chiaro che ciò che vale per la Lombardia non vale per la Calabria. Da noi non occorrono banchi con le ruote, divertimento dei ragazzi, ma un medico o un infermiere in ogni scuola per prendere la temperatura. Si poteva chiedere aiuto ai medici pensionati tramite l’Ordine dei Medici, senza gare frettolose e costose per banchi con le ruote che servono solo per fare giocare i bambini. Anche il ministro Azzolina, come i suoi colleghi Gentile, Casati, De Sanctis, Croce e tanti altri che hanno modernizzato la scuola, doveva lasciare la sua impronta: ecco i banchi con le ruote. Chi ha dimestichezza col comportamento di bambini e ragazzi in classe sa che non servono a niente; fra un anno quei banchi saranno senza ruote. Invece di attrezzare il territorio per fronteggiare eventuali casi d’infezione s’è pensato di scegliere la via più appariscente e inutile che, però, assieme alle mascherine, forse altrettanto inutili in classe, dà l’impressione che i provvedimenti necessari siano stati presi. Bastava rivolgersi all’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri per chiedere aiuto. In tanti pensionati sarebbero stati disponibili a supportare le scuole a titolo anche di volontariato.

Autore: 
Bruno Chinè
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