I Bronzi a Riace? Perchè Sì!

Mar, 23/02/2021 - 16:00

Il ritrovamento dei Bronzi di Riace, il 16 agosto del 1972, ancora aleggia di mistero. Chi fosse stato il primo a scoprirli, i ragazzini di Riace o il sub romano? Quanti erano realmente, due, tre o quattro? Si parla anche di uno scudo scomparso! Tante le ipotesi sulla loro datazione. Chi rappresentano? Chi fosse lo scultore? Da dove provenissero e dove fossero destinati? Basterebbe solo questo, perché si pensasse a un loro ritorno al luogo della scoperta? Riace, famoso per la scoperta dei bronzi, arrivati su navi e scomparsi nel mare e il luogo dell’accoglienza degli ultimi, anche loro arrivati su delle navi, portate dal vento. Quale connubio migliore per rilanciare un territorio desertificato dalla emigrazione, il simbolo della magnificenza della Magna Grecia, luogo di eroi, filosofi e cultura millenaria. Nelle grandi città si inventano eventi culturali, nei palazzi storici o in edifici riadattati allo scopo, di artisti, quando non di varie fiere, dalla moda, ai mobili antichi, per non parlare dell’immateriale, cinema, musica, fumetti, che richiamano visitatori da ogni parte del mondo che portano ricchezza. Noi abbiamo giacimenti artistici di valore immenso, spesso ancora sotto terra e non riusciamo ad avere una idea per trasformarli nella prospettiva di un rilancio culturale ed economico. Solo per indicare alcuni, senza voler fare classifiche di merito, partiamo dall’area grecanica intorno a Bova e il suo castello Normanno, passando dalla Villa Romana di Casignana, che si sta recuperando in tutte le sue parti. Locri Epizephyri e il suo Museo e tanto, ancora, da scoprire, il Naviglio (villa Romana) a Gioiosa Jonica e il teatro greco-romano di Gioiosa Marina, a Monasterace il tempio dorico e il mosaico dei draghi e dei delfini e il suo Museo. Per non parlare dell’entroterra, Gerace con la sua cattedrale bizantina e le sue chiese, i palazzi di Siderno Superiore e di Gioiosa Ionica di epoca bizantina, la Cattolica di Stilo e il Monastero di Santa Barbara di Mammola, diventato a Parco Museo d'arte moderna (MuSaBa) grazie a Nik Spatari e Hiske Maas e tanti castelli nei paesi. Vorrei anche ricordare che nella contrada di Salvi, a Siderno, esistono reperti preistorici e altri sono stati trovati recentemente nella zona di Santi Marini durante gli scavi Anas per la nuova 106 e anche in altri paesi. Una panoramica veloce per fare capire in quale contesto di storia, arte e archeologia, il ritorno dei Bronzi a Riace verrebbe collocato. La ciliegina sulla torta. Contrapposizione con Reggio Calabria, nessuna. Reggio Calabria ha goduto di questi preziosi testimoni della civiltà ellenica, un ritorno alla sede naturale a Riace è dovuto. Le statue vanno ricollocate nei luoghi originari, come succede negli ultimi anni in cui tutti gli stati reclamano, con pieno diritto, il ritorno delle statue razziate nelle varie guerre, oppure vendute, su ordinazione da famosi “Magnati” d’arte. Si tratterebbe di trovare una collocazione adatta, di collegare tutta questa striscia di arte, storia, pensiero in una unica via della “storia antica”! Siccome è stata lanciata l’idea di Locri, Capitale della Cultura, quale occasione migliore per lanciare una proposta che risistemi il territorio, le sue opere e i suoi reperti, le sue vie di collegamento per uscire dallo stato di abbandono in cui ci troviamo. E perché non muoversi affinché la statua della dea Persefone, esposta nell’Alt Museum di Berlino non ritorni a Locri, dove fu scoperta e contrabbandata al migliore offerente?

Autore: 
Franco Martino
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