I diritti dei malati

Sab, 21/11/2020 - 18:30

Ha ragione il mio amico avvocato di Locri: «Quando iniziamo a raccontare storie vecchie, significa che non siamo al passo con i tempi». Così, viene da ricordare una politica che era migliore di adesso. La modernità, per fortuna, viene avanti da sé, ma la "governance" delle istituzioni e il livello del confronto si stanno dimostrando inadeguati. Siamo stati testimoni di passaggi che contengono circostanze e persone che hanno inciso sulla nostra vita, che ci appartengono. Il tempo passa, confonde e dimentica. La scrittura ferma il tempo, mette la memoria in riga, i luoghi in pagina. La Sanità, fino agli anni ‘90, era gestita dai Comitati di Gestione, che erano organi portati talvolta a forme di lottizzazione, ma che funzionavano molto meglio di quelli monocratici, i Direttori Generali e/o Commissari. Erano composti da personale politico che veniva dai Comuni, quindi dalla conoscenza di Bilanci, Personale, Progetti, persone che avevano un ruolo importante nei partiti, esperienza. Operavano in un clima di civile confronto: all'USL di Locri c'era la dialogante opposizione al centrosinistra del compianto e stimato preside Carmelo Filocamo, del (allora) PCI. Nella cabina di comando c'era il democristiano del momento e poi il sindaco di Locri, i rappresentanti delle correnti minori, gli alleati socialisti. Nell'USL confinante, quella di Siderno, è stato Presidente del Comitato di Gestione un socialista che raccoglieva una stima unanime, Cosimo Iannopollo. Adesso, viene normalmente catapultato alla guida di un'ASP un Carabiniere, perché si ritiene che portare la divisa significhi servire bene lo Stato anche in un ambito che non conosci: i fatti si sono molto spesso incaricati di dimostrare il contrario. Nei reparti degli ospedali di Locri e di Siderno c'erano equipe mediche messe nelle migliori condizioni per operare. Vi era un ottimo livello dell'assistenza, primari tutti prestigiosi, la necessaria strumentazione, piante organiche ampie, specialisti, servizi: ne derivavano giudizi positivi, la fiducia dei cittadini, la gratificazione degli operatori. Il metro di misura in Sanità è la differenza tra la vita e la morte, la salute e l'invalidità, la rapidità di una diagnosi e una polemica strumentale tra pubblico e privato (convenzionato e, quindi, a carico del Servizio Sanitario Nazionale). I diritti dei malati vanno osservati, vengono prima delle polemiche artificiose. Ai cittadini vanno pure spiegati i danni che nascono dall'assenza nella gestione di procedure di controllo serie e rigorose. Una struttura privata fa investimenti con accortezza, vive sul giudizio dell'utente, dentro i limiti del contratti firmati. È nella sanità pubblica che rilevi spesso tempi infiniti per gli acquisti, sovraprezzi, concorsi rinviati sine die, errata distribuzione del personale, contenziosi inspiegabili, mancanza di aggiornamento, grandi sprechi. Ne soffre la qualità dell'assistenza, ne soffrono due volte i cittadini, perché finanziano la sanità con i loro contributi. Si deve andare alla ricerca della corruzione da stroncare. Cercando di capirci bene dove e come.

Autore: 
Franco Crinò
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