I prodigi di Alfano: in Calabria la movida diventa malavida

Dom, 21/08/2016 - 11:37
Un bel giorno di agosto Antonino, simpatico ragazzo di Torino, legge il suo nome sui giornali: è stato inserito nel programma FOCUS ‘NDRANGHETA. La sua colpa? Aver guidato in stato di ebbrezza. Perchè quella che a Torino sarebbe stata una semplice sanzione contro una violazione del codice della strada, in Calabria è un’operazione di lotta alla ‘ndrangheta?

Antonino è un ragazzo simpatico, brillante e di compagnia. Già da bambino era, nella costruzione dei giochi, il più ingegnoso tra tutti e anche il più temerario. Lo dimostrano i segni e le cicatrici sparse qua e là sul suo corpo snello e semiatletico. Ogni anno, ad agosto, scende in Calabria a trascorrere qualche settimana di ferie insieme alla sua cara nonnina, tra le più anziane del paese, e ai sui amici d’infanzia. Il suo fare scherzoso, a Benestare, rende più piacevoli le notti d’estate in piazza, quando i ragazzi ritornano dai locali della movida locridea. E succede che al sorgere di un’alba di mezz’estate, dopo aver ballato, scherzato e bevuto qualche birra di troppo con gli amici, la sua andatura lenta e solitaria sulla via del ritorno, si ferma all’Alt dei carabinieri. Patente e libretto, un semplice controllo, tutto tranquillo. Invece no, o almeno, non proprio tutto: c’è da fare anche l’alcol test! Sapeva delle rigidità previste nella nuova normativa del codice della strada: basta proprio poco per superare il limite del tasso alcolico tollerato. Cerca di persuadere gli uomini in divisa, vista l’ora e la sua condizione tutto sommato di sobrietà. Ma niente! La legge è legge, e non sono concesse deroghe. Multa, 10 punti in meno sulla patente e sospensione immediata della stessa per i prossimi tre mesi. Una batosta che il ragazzo accetta senza fare troppe storie, fortunatamente rientrerà a Torino insieme ad un suo amico originario di Martone e chiederà a lui di guidare la sua fiat punto nel viaggio di rientro. Spera solo che un giudice di pace gli concerà di utilizzare l’auto per recarsi al lavoro. Nella vita si occupa di grafica pubblicitaria, e ne ama parlarne con un certo entusiasmo ai suoi amici. Sul suo profilo facebook ha riportato come citazione preferita una frase di Herry Ford: “smettere di fare pubblicità per risparmiare soldi è come fermare l’orologio per risparmiare tempo”. Sicuramente nell’ormai lontana mattinata del 23 aprile 2014 Antonino si è recato a lavoro, magari era impegnato nell’elaborazione di un logo pubblicitario, quando il Ministro Alfano teneva una conferenza di presentazione del suo grandioso piano di azione nazionale e transnazionale contro la criminalità organizzata di tipo mafioso calabrese. “Non daremo tregua alla ‘ndrangheta e agli ‘ngranghetisti” queste furono le parole d’ordine di Angelino nella presentazione del programma FOCUS ‘NDRANGHETA. Roba di altissimo profilo nell’ambito della prevenzione e della lotta al crimine! “Lo Stato finalmente fa sul serio” si saranno detti i professionisti dell’antimafia più convinti. Ma Antonino, quella mattina, era troppo preso nel suo laboratorio, poi la ’ndrangheta, le mafie non lo hanno mai particolarmente attratto. Certamente avrà visto almeno una delle tre parti del Padrino, ma niente di più. Il programma ministeriale contro la ‘ndrangheta prevede tre livelli d’intervento: regionale, nazionale e internazionale. Il primo dei tre si pone come obiettivo principale la cattura dei latitanti e il sequestro dei patrimoni delle famiglie mafiose. Un lavoro incessante, senza tregua. Infatti con cadenza quasi quotidiana apprendiamo dalla stampa decine di operazioni nel programma di contrasto alla criminalità organizzata, strutturata e affiliata: violazioni del codice della strada, furti di energia elettrica, detenzioni abusive di armi da guerra, da taglio, medi, piccoli, piccolissimi coltelli, taglierini, persino forchette troppo affilate. Alla ‘ndrangheta, come promesso da Alfano, non gli si da proprio respiro. Ma Antonino non ne era consapevole, non avrebbe mai pensato che un bel giorno di agosto di due anni dopo, avrebbe scoperto dai giornali e a sue spese il programma FOCUS ‘NDRANGHETA. Incredulo si riconosce nel comunicato delle forze dell’ordine che da notizia delle operazioni portate avanti nel mese di agosto “trentaduenne di Torino sorpreso alla guida in stato di ebbrezza. Denunciato.” Si chiede come possa la sua sfortunata vicenda estiva fare addirittura notizia, su tutti i quotidiani cartacei e online. “Che avrò mai fatto” si chiede. Addirittura finito nell’ambito di un programma di azione contro la ‘ndrangheta. E ricorda Jonny Stecchino “ma quanto costano le banane a Palermo!”. Antonino ci scherza su, non capisce il perché se ti ritirano la patente a Torino è una semplice sanzione contro una violazione del codice della strada, mentre qui da noi, in Calabria, è un’operazione di lotta alla ‘ndrangheta! Stava solo tornado da una festa in spiaggia, ma non sapeva che nella Locride anche il divertimento notturno ha un sapore diverso. Niente movida, ma malavida!

Autore: 
Rosario Rocca
Rubrica: 

Notizie correlate