I sindaci della Locride discutono sulle opportunità della ZES

Dom, 30/07/2017 - 10:10

Il luogo e le modalità sono speciali e di tutta eccezione.
È l’Episcopio di Locri, con tanto di accoglienza esercitata in prima persona da S.E. il Vescovo Mons. Francesco Oliva, ad accogliere i Sindaci convenuti in Assemblea per discutere sui contenuti del Decreto-Legge 20 giugno 2017, n. 91. Disposizioni urgenti per la crescita economica del Mezzogiorno (G.U. Serie Generale n. 141 del 20.06.2017) – Problematiche e prospettive.
A condurre i lavori i rispettivi presidenti dell’Assemblea e del Comitato dei Sindaci, Francesco Candia e Rosario Rocca.
Presenti i rappresentanti dei principali Comuni della Locride, nonostante la concomitanze della scadenza degli assestamenti di bilancio che li vedeva impegnati nei Consigli Comunali, la discussione e il confronto si incentra sulla portata generale del provvedimento con cui l’esecutivo nazionale ha messo in campo il decreto legge, quale strumento di impatto socio-economico per sollevare il Mezzogiorno, il cui atto è ora all’esame delle Commissioni Parlamentari per la discussione d’aula relativa alla conversione in legge in calendario all’indomani.
I Sindaci hanno focalizzato in particolare la tematica della istituzione di Zone Economiche Speciali (ZES); istituto di cui si parla oramai da tempo e che ora, finalmente, pare possa trovare effettiva applicazione anche nel Sud Italia.
La definizione di massima della ZES e l’iter per addivenire ai decreti che disciplinano l’istituto e che sanciscono la effettiva istituzione consentono da subito di avere come punto di certezza che il ruolo cardine sulla vicenda è rappresentato dall’entità portuale di Gioia Tauro. I Sindaci ritengono che il requisito di “zona geograficamente delimitata e chiaramente identificata, costituita anche da aree non territorialmente adiacenti purché presentino un nesso economico funzionale e che comprenda almeno un’area portuale ecc ecc” possa vedere validamente la Locride insieme alla Piana di Gioia Tauro aspirare ed assurgere al nuovo rango di ZES.
Perciò la riunione di lavoro che ha consentito ai primi cittadini di dedicarsi con serenità e riservatezza all’esame di tale opportunità ha sortito conclusioni condivise che li vedrà prossimamente impegnati a sostenere la proposta nei confronti dei livelli istituzionali di Stato e di quelli regionali, per il raggiungimento dell’obiettivo.
Previamente sarà curato il debito coinvolgimento dei corpi sociali e delle associazioni rappresentative del territorio per realizzare il massimo coagulo e la necessaria consapevolezza su detta ambita realtà. Al momento la partecipazione del Vescovo risulta essere di grande valenza rappresentativa anche in relazione alle aspettative che le popolazioni nutrono rispetto alle variegate misure contenute nel provvedimento legislativo.

Rubrica: 

Notizie correlate