Il campione della cultura visita la Locride

Dom, 01/10/2017 - 18:00

Il percorso estivo delle intelligenti iniziative promosse a Gioiosa Jonica dal geniale Nicodemo Vitetta, presidente del locale Club Unesco, non poteva avere una più ricca manifestazione conclusiva.
Sabato 23 settembre, nel sontuoso contesto architettonico delle dimore nobiliari del centro storico, ha avuto luogo un autentico cenacolo culturale, per la singolare idea di Vitetta di una “Cena con l’autore”.
Ospite illustre e graditissimo il campione della cultura, del giornalismo e della scena televisiva nazionale Marino Bartoletti.
Accolti con vivo compiacimento anche dal Sindaco Salvatore Fuda, dagli assessori Lidia e Luca Ritorto, dal Procuratore della Repubblica Vincenzo Lombardo, dai giornalisti Ilario Balì e Pino Albanese, oltre che da numerosi sostenitori dei valori alti della cultura, hanno animato la discussione con Marino Bartoletti il giornalista Tonino Raffa, storica “nostra” voce di “Tutto il Calcio minuto per minuto”, e il Ugo Mollica, appassionato cultore di letteratura e di sport.
Con piglio di giovanile freschezza e di sicura competenza, ha coordinato gli interventi la giornalista Annamaria Implatini.
Il profumo delle prelibatezze gastronomiche dello chef Giuseppe, nella Locanda del Palazzo di Rocco Novembre e Giuseppe Palermo, ha dimostrato convenientemente come la cultura, orchestrata sulle note di una sensibile dolcezza d’animo e di pensiero, sappia rendere fascinoso e coinvolgente un dialogo a più voci, quando sono dotate di particolare sintonia.
Con diverse coloriture si è parlato della incidenza dello sport e di taluni messaggi televisivi sulle dinamiche sociali dell’Italia del dopoguerra, sfogliando pagina dopo pagina uno straordinario libro-documentario, carico di vivacità e di brio, ma pure denso di elevata luce di verità e di sentimento.
Bartoletti, estraendo dalle sue rigogliose riserve un primo gruzzolo di perle di memoria, ha dipinto un suggestivo panorama dei personaggi e degli avvenimenti che per lunghi anni hanno fatto vibrare di interesse e di emozione l’anima popolare della nostra terra.
Sollecitato adeguatamente da misurate considerazioni e rilievi, Marino Bartoletti si è disimpegnato con validissime strategie di pensiero, muovendo con scientifiche retrospezioni dai timidi accenni di risveglio degli anni ‘45/’46, per risalire alla magica stagione olimpica di Italia ’60 e poi al successivo compiersi di quello strano e squilibrato sviluppo, che, senza mai conseguire una configurazione omogenea equamente distribuita, lentamente è naufragato in un mare di grossolane presunzioni e di incompletezze allarmanti.
Incursioni sempre spontanee nella storia civile e artistica dell’Italia di tanti decenni, accompagnate da acute valutazioni e da sentite, spesso sofferte, riflessioni.
Il Giro d’Italia, prima affettuosa cerniera di riunificazione della Patria, per una nazione tutta da reinventare dopo tante sciagure; l’Olimpiade di Roma, primo approdo di soddisfazione e di sollievo, dopo la l’affannosa febbre di ripartenza, durata per tutti i nostri meravigliosi anni cinquanta.
Oltre questo periodo di umile e limpido entusiasmo, una realtà di diversa consistenza, entro cui una grande, virtuosa famiglia, dotata di umanità, di sapienza artistica e di vigore sportivo ha saputo comunque coprire di nobili imprese il territorio culturale e sociale dell’Italia.
Tra le tantissime figure che il bellissimo volume BAR-TOLETTI richiama a nuova vita e di cui Annamaria Implatini ha declamato abilmente un’intelligente selezione di brani, citiamo soltanto alcune, rimandandovi per il resto alla godibilissima lettura del testo, che raccomandiamo vivamente agli amici dello sport e della musica leggera, ma soprattutto agli amanti della buona lettura e del linguaggio elegante e gentile.
Ricordiamo la grandiosa immagine di Gino Bartali, il cui nome è impresso sul muro d’onore del Giardino dei Giusti a Gerusalemme, da dove, evento straordinario, partirà il Giro d’Italia 2018. E poi, in una successione che, essendo necessariamente molto parziale, non vorremmo fosse considerata irriguardosa, segnaliamo, senza alcun ordine di tempo o di categoria, la tappa di Trieste del Giro del ’46; l’intelligente umorismo e la giovialità di Anna Marchesini; il candore sportivo di Gaetano Scirea e di Giacinto Facchetti; il purissimo slancio di generosità degli angeli del fango di Firenze ’66, la formidabile dimensione da numero uno di Sandro Ciotti, che la raucedine è riuscita soltanto a esaltare; l’estro inimitabile di Omar Sivori, che vivrà sempre di leggenda nella poesia del calcio universale; la delicata tenerezza di Mia Martini; la voce vellutata di Giorgio Gaber, davanti al cui ricordo Bartoletti offre soltanto l’omaggio del suo doveroso silenzio. E poi tanti e tanti altri nostri compagni di viaggio, saliti a bordo della nostra giovinezza, per lasciarvi durevolmente segni consistenti di emozione.
E mentre rinnovo le lodi per l’infaticabile Nicodemo Vitetta, ideatore di un incontro di pensieri e parole (c’è pure la pagina di Battisti ad aspettarvi) così nobili e chiare, torno a invitarvi a leggere il libro, che vi regalerà senz’altro un volo dolcissimo ed emozionante nella favola degli eroi veri della vostra gioventù.

Autore: 
Ugo Mollica
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