Il Coronavirus, le decisioni da prendere e il fondo di solidarietà

Dom, 12/04/2020 - 18:00

Da quando è saltata fuori la brutta bestia meglio nota come Covid-19, il mondo ha subito un inversione di tendenza senza precedenti e ognuno di noi, bello o brutto, ricco o povero, bianco o di altro colore, si sta interrogando su quando ci lasceremo alle spalle questa devastante emergenza, come finirà e, soprattutto, che mondo ci lascerà. Molti di noi, per non dire tutti, s’interrogano su cosa fare e come comportarsi a proposito di tutte quelle attività che siamo stati costretti a sospendere e senza le quali il nostro mondo non è più quello di prima. La riflessione non lascia immuni gli uomini che vivono di calcio, lo spettacolo più bello e anche il più redditizio, perché mai come in questo momento è importante e urgente capire se riusciremo a portare a termine la stagione in corso. Un dilemma che accompagna il calcio professionistico, gravato da enormi interessi economici, ma che vale anche per il mondo dei dilettanti. Insomma la domanda è una e una soltanto. Ci sono ancora i tempi, superata la tempesta, per chiudere regolarmente la stagione in corso? È giusto chiuderla? Sarebbe più opportuno sospendere tutto in attesa di tempi migliori? Annullare la stagione come se non fosse mai partita? Considerare chiusi i campionati, confermando le attuali classifiche?
Quale sia la decisione presa alla fine, le polemiche non mancheranno e i contenti e gli scontenti si daranno battaglia. Personalmente credo che la prima cosa da fare è vedere come intervenire per dare ossigeno soprattutto al calcio dilettantistico, perché è chiaro che la sopravvenuta emergenza e i relativi provvedimenti restrittivi, che hanno inciso soprattutto a livello economico, hanno praticamente inginocchiato il calcio non professionistico e purtroppo saranno non poche le società che, in mancanza di aiuti da parte degli sponsor, riusciranno a rialzarsi. Creare un fondo di solidarietà da utilizzare per questo mondo senza grandi entrate è la prima cosa da fare. A chi invece si augura che la stagione venga annullata e si riparta da zero chiedo soltanto di spiegarmi se nel provvedimento va inserito anche che alle società vanno restituiti i soldi delle iscrizioni ai vari campionati e tutti quelli versati per coprire le multe comminate, oltre alle varie spese di gestione: rimborsi, viaggi, e via dicendo. Battuta a parte, credo che la cosa più giusta e meno dolorosa sia proprio quella – se non si riprende – di considerare chiusi i campionati e far salire di categoria le squadre che al momento della sospensione occupavano i primi posti della classifica. Lo stesso dicasi a proposito delle retrocessioni. Anche se il mio augurio è che si possa riprendere al più presto e sia il campo, l’unico vero giudice, a decretare chi merita di salire di categoria e chi invece scendere e ripartire da zero. E non venite a dirmi che è difficile ripartire perché bisogna rifare la preparazione. Non ci credo proprio. La voglia di ritornare in campo è talmente tanta che bastano pochi giorni per recuperare una discreta forma. Quanto ai tempi, si può giocare anche di mercoledì.
Considerando che in Eccellenza si devono giocare soltanto sei partite si potrebbe arrivare al termine del campionato in poco più di un mese, chiudendo così la bocca a tutti quelli che, al fine di salvare una annata disastrosa e di basso profilo agonistico, si aggrappano a qualsiasi cosa (virus incluso), pur di cancellare un’annata negativa o fallimentare.

Autore: 
Antonio Strangio
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