Il Covid e il caso Galilei

Lun, 31/08/2020 - 20:00

Coloro che difendono il valore dello studio della Storia evidenziano, innanzitutto, il convincimento che poco si possa comprendere della realtà contemporanea se non si conosce il passato. Ritrovare le radici del presente, pertanto, è fondamentale non solo per riconoscere la propria identità, ma anche per dare una spiegazione sensata agli eventi che caratterizzano l’attualità e che, lungi dall’essere fatti casuali, hanno precisa origine. Può valere anche il contrario? Può un evento contemporaneo aiutarci a capire eventi ormai lontani nel tempo? Valutare il passato con le categorie del presente è il primo errore che un vero studioso di Storia cerca di evitare, ma ciò non toglie che il vissuto degli uomini, nel pensiero e nel comportamento, è sempre lo stesso: realtà che rende attuale i poemi omerici; inoltre, la ricerca della verità non si è certo conclusa: gli studiosi proseguono le ricerche con fatica tra molte delusioni e pochi successi, nel passato come nel presente. L’epidemia da Covid-19 ha messo in luce la fragilità della condizione umana che, nonostante il grande sviluppo tecnologico e scientifico dell’età contemporanea, è sempre presente e caratterizza la vita di ogni persona. Al di là degli errori della politica, nazionale e internazionale, e dell’operato degli organismi sovranazionali, l’umanità è meno potente di quello che, a volte, sembra credere. Se concentriamo la nostra attenzione sulle tesi contrapposte espresse dai medici, non restiamo meno perplessi rispetto alle valutazioni che potremmo fare se considerassimo le scelte della Politica. In questi mesi la Medicina non ha dato, troppe volte, indicazioni condivise. Esperti di lungo corso si sono confrontati, affermando idee molto diverse, come avviene con i commenti su una partita di calcio. Nonostante la virologia esista da cento anni, nonostante da qualche decennio sia possibile disporre di potenti microscopi e di conoscenze sul codice genetico piuttosto precise, fino a questo momento non c’è accordo neanche sull’origine del Covid-19: prodotto in laboratorio o risultato di una mutazione naturale? Anche i protocolli terapeutici, dall’inizio dell’epidemia a oggi, sono stati modificati in modo radicale, senza mai giungere a un accordo su quale fosse il più efficace. Se valutiamo le tante opinioni espresse e gli errori compiuti, c’è da chiedersi: la medicina è una scienza? La risposta è sì: la medicina è una scienza e funziona come le altre scienze, sbagliando, percorrendo strade che diventano vicoli ciechi e ottenendo successi. Il pensiero, volendo cercare di capire qualcosa in più del passato, va a Galileo Galilei che, alla fine del ‘500 dà inizio alla Fisica moderna. Troppi libri di Filosofia riportano gli studi di Galilei come l’esempio tipico dello scontro tra ragione e fede, ma basta guardare al dibattito contemporaneo in tema di Covid per vedere quanto sia faticoso il cammino della Scienza, anche oggi che nessuna autorità religiosa esercita potere di controllo. E se le opinioni si sprecano mentre i ricercatori faticano senza trovare accordo, nonostante lo scambio di informazioni tra i laboratori di tutto il mondo e strumenti di indagine mai visti prima, si pretende che le tesi di una Scienza appena nata e ancora avvolta da tante incertezze, come è normale, abbiano immediato successo? La storia delle Scienze è puntellata di grandi successi poi riconsiderati e annullati e di grandi insuccessi che, a distanza di anni, sono stati rivalutati e accolti come importanti dati scientifici. Tutto ciò è avvenuto e avviene indipendentemente dal sistema politico e dalla religione: è la ricerca della verità che procede in questo modo anche quando, per motivi, ideologici, si cerca di strumentalizzare il caso Galilei per dimostrare il valore della ricerca scientifica contro la chiusura mentale voluta dal dogmatismo irrazionale tipico del cristianesimo. Non è questa la sede per dimostrare l’assurdità di affermazioni di questo genere, basta solo ricordare che la Scienza moderna è opera della cultura cristiana e che ha avuto la possibilità di nascere solo dopo che è stato riconosciuto il valore della ragione umana, riconoscimento avvenuto nel Medioevo: periodo che, come sempre avviene nel percorso dell’umanità, ha avuto ombre e importanti luci, ma che ha saputo realizzare la mirabile sintesi tra la cultura greca, romana e i valori cristiani, generando la nostra Civiltà che, pur avendo mille difetti, è di solito preferita anche da chi proviene da altre Culture. È questa Civiltà che ha dato origine alla Scienza, rendendo possibile Galilei e il caso Galilei, da altre parti il taglio della testa ha risolto tanti casi quando ancora erano solo potenziali. Se oggi si dibatte, se c’è la possibilità di confrontarsi, se ci sono dati scientifici da contrapporre nella discussione, è perché abbiamo fiducia nella logica umana e lo dobbiamo al genio di Galilei e di tanti altri scienziati, ma anche ai tanti monaci filosofi che hanno creato le condizioni affinché venisse fondata la Scienza moderna: conoscenza imperfetta, ma la migliore che abbiamo.

Autore: 
Giuseppe Giarmoleo
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