Il dopo Covid-19, per la Calabria, è un’occasione unica

Dom, 12/04/2020 - 10:00

La settimana appena trascorsa si chiude, fortunatamente, con un calo di contagi da Covid-19 e con un affondo durissimo della Germania, che scrive sui quotidiani “In Italia la mafia aspetta i soldi dell’Europa”. Ma anche con una serie di parole ed eventi incomprensibili, come le manifestazioni per celebrare i medici come eroi del nostro tempo e, come contraltare, i soliti giornalisti di carta che cercano a tutti i costi scoop e notizie per far aprire inchieste contro gli stessi medici. Le contraddizioni di questo Paese rischiano di essere fatali.
Eppure la settimana appena trascorsa si era aperta al meglio, con la conferenza stampa in cui il premier Giuseppe Conte annunciava un ulteriore investimento di 400 miliardi per sostenere le imprese italiane con prestiti garantiti dallo Stato al 100%. Per me un buon investimento per il futuro di questo paese, ma soprattutto per la nostra zona, in cui le speranze per il dopo e le aspettative per il futuro sono essenziali. Lo ha intuito subito anche un esperto di economia e di Calabria come il deputato Antonio Viscomi, che ha espresso la sua soddisfazione parlando di una occasione unica per la Calabria perché, con questi fondi, la regione che ha un sistema economico carente e non ha sicuramente una struttura imprenditoriale come le regioni del nord, può costruire una nuova epoca, fondata su alcuni principi. Innanzitutto la cooperazione, che può portare benefici a tutti i settori economici che si possono sviluppare in Calabria dall’agricoltura alla cultura, dal turismo alle nuove tecnologie: fare rete deve diventare imperativo. La seconda cosa importante è che tutto questo processo debba essere guidato in qualche modo con un'unica azione di marketing, marketing che deve diventare la religione dell’imprenditoria post Covid-19. Questa è la strada da percorrere secondo Antonio Viscomi, che chiude il suo intervento osservando che ogni momento di crisi in economia può diventare un momento di ripartenza.
Ripartenza è l’azione che deve guidare gli imprenditori del territorio attraverso il dopo Covid-19.
La nostra terra troppo spesso, nel momento di fare il salto di qualità, è stata vittima di una classe dirigente debole, che si è venduta al potente di turno, come ci ricorda Daniele Castrizio nelle sue lezioni, dal 1059, quando si è sottomessa ai Normanni, e dopo agli Svevi, agli Angioini, agli Aragonesi, agli Spagnoli, ai Borbone, ai Piemontesi e finanche ai Catanzaresi. Purtroppo è una questione politica, perché da quando la nostra società non è più stata una Polis siamo diventati schiavi, soprattutto la classe dirigente costituita da nobili che non rappresentano il popolo.
Nella Locride in particolare questa è stata la storia, forse è giunto il momento di trovare in questo virus la forza per far ripartire tutti quei settori dell’economia che finora erano misteriosamente fermi. La Locride deve costruire il dopo emergenza con le ricchezze più importanti del suo territorio, unendo le forze in un'unica strategia di sviluppo. Dall’agricoltura bisogna pretendere le produzioni più buone e di migliore qualità, dalla Cultura bisogna tirare fuori progetti che valorizzino i nostri centri, mentre chi può deve rendere accoglienti i nostri paesi in modo da vendere in un unico contenitore i nostri sapori, i saperi e la nostra bellezza. Tutto questo si chiama, marketing, rete ed e-commerce. Semplice.
Anche noi siamo preoccupati che i fondi possano interessare la ‘ndrangheta, ma siamo più preoccupati anche della mancanza di sviluppo, perché la legalità può essere anche un ospedale che funzioni, forse.
Questa è la strada da seguire, solo con la forza della conoscenza della nostra storia e attuando dei principi economici solidi, come ci indicano i professori Castrizio e Viscomi, possiamo giocarci la nostra nuova occasione.

Autore: 
Rosario Vladimir Condarcuri
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