Il governatore Oliverio e la tumulazione della cultura

Dom, 26/06/2016 - 16:07
L'Opinione

Ci viene il sospetto che il Signor Presidente Oliverio sia convinto che la Calabria ed i calabresi non abbiano bisogno della ‘Cultura’; o quantomeno che essa sia un lusso che non si possono permettere. O forse è convinto che nessun’altro della sua maggioranza di governo, o addirittura dei più di due milioni di calabresi, sia all’altezza di occuparsi di questo aspetto essenziale della vita civile. Non si spiega, se no, perché si tenga così stretto l’assessorato alla Cultura, che, se ben gestito, con programmi seri, lungimiranti e a lungo termine, da un assessore competente e motivato, più di ogni altro comparto, potrebbe contribuire allo sviluppo economico e all’occupazione dei giovani.
Siamo stupefatti come il Signor Presidente, con decine di funzioni  attribuitegli dallo Statuto Regionale, dalla Costituzione della Repubblica, dalle leggi ordinarie, man mano che vengono promulgate; oltre ai doverosi e gravosi oneri di rappresentanza istituzionale e politica, possa anche pensare, dico solo pensare, allo sviluppo culturale della Regione. Sì, siamo stupiti, ma non più di tanto, vista la sua predisposizione naturale ad accumulare più ruoli e potere possibile. L’ha dimostrato riservandosi, oltre che la Cultura, Istruzione, Università, anche Turismo sport e tempo libero, Politiche agricole e, niente meno che la politica sullo smaltimento dei rifiuti e su Ambiente e Territorio.
Partendo da quest’ultima, non so se il Presidente sia a conoscenza della situazione delle fiumare del versante ionico come Verde, Bonamico, Careri, e se la Regione intenda intervenire prima del prossimo e sicuro disastro;  il Bonamico, in alcuni tratti ha il letto più alto della vicinissima strada provinciale. Non parliamo della questione dei rifiuti e dei depuratori, per carità di patria. In alcuni tratti di spiaggia ionica, tra i più belli del Mediterraneo, è proibita la balneazione per il mancato funzionamento dei depuratori. Quanto all’Agricoltura e alle foreste dell’Aspromonte bisognerebbe stilare un trattato apposito; non basta, Signor Presidente, cambiare il nome all’Ente della forestazione!
 Per tornare alla Cultura e ai beni culturali ignoriamo i progetti presidenziali. Sappiamo però che Istituzioni culturali, a suo tempo promosse anche dalla stessa Regione, come la Fondazione Nazionale Corrado Alvaro, che realizzava annualmente un Premio letterario tra i più prestigiosi in ambito nazionale, e che ha portato il nome della Calabria e della sua cultura in varie parti dell’ Europa, che ha espresso una produzione editoriale su Alvaro di livello alto e celebrato decine di incontri culturali,  è stata abbandonata al proprio destino. E che per grandi personaggi della cultura calabrese (Raf Vallone – centenario della nascita il 17 febbraio 2016, Corrado Alvaro sessantesimo della morte 11 giugno 2016,Il centenario della morte di Umberto Boccione cade il 17 agosto 2016) l’Assessorato alla Cultura della Regione, non solo non ha fatto nulla, ma ha contribuito alla loro cancellazione dalla memoria collettiva. Fino a quando, signor Presidente, i calabresi potranno tollerare la Sua insensibilità per la cultura in generale e per quella calabrese in particolare?

Autore: 
Fortunato Nocera
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