Il lungo cammino verso i diritti civili

Mar, 23/02/2021 - 14:00

Franco Corbelli, docente di professione, spende il tempo che gli rimane durante la giornata e anche le sue risorse economiche per favorire percorsi di crescita civile e morale, in una terra che spesso da retta a pregiudizi e modi di fare e di pensare arcaici e da Medioevo. Ha fondato – venticinque anni fa – l’associazione “Diritti Civili”, contribuendo a migliorare la vita di moltissime persone, tra queste ne ricordiamo due: Tatyana, giovane badante ucraina bruciata e uccisa a Brancaleone il 16 settembre 2013, che non potè essere salvata, ma il cui rimpatrio della salma venne pagato proprio dal leader dell’associazione e dal Comune di Brancaleone; ma, soprattutto, quella – molto più risalente nel tempo – di Antonia Aloi, melitese nel 1998 di 44 anni, a cui la commissione per la pensione di invalidità ridusse la percentuale di handicap dal 90 al 70 % , nonostante necessitasse di ventilazione artificiale 24/24h, col rischio – scongiurato solo dopo due settimane di proteste e minacce di esposti alla Magistratura – della sospensione del misero sostentamento statale. Soltanto per un particolare cavillo normativo, la pensione di 380 mila lire (oggi 190 euro) non venne sospesa, grazie soprattutto all’impegno dell’associazione “Diritti Civili” e del suo leader Franco Corbelli, che segnalò pubblicamente la questione, promuovendo una campagna mediatica che coinvolse VIP come Marina Ripa di Meana, originaria della cittadina grecanica, e di istituti bancari come il Credito Italiano. In questi giorni, ricorre il 25° anniversario della fondazione dell’associazione, abbiamo pertanto ritenuto doveroso ricordare chi – senza il bisogno di show e passerelle – ha contribuito a rendere migliore, nelle cose che contano, il nostro territorio e la vita delle persone che lo popolano. 

Autore: 
Giuseppe Clemente
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