Il nipote di Gaetano contro i politici: “Basta usare le canzoni di mio zio”

Dom, 16/12/2018 - 18:20

L’8 dicembre la Lega si è riunita in Piazza del Popolo a Roma. Il leader, Matteo Salvini, dopo aver fatto il suo ingresso in scena sulle note dell’aria pucciniana “Nessun Dorma”, ha scandito i vari interventi con una playlist che non è stata affatto lasciata al caso. Tra i vari artisti, Povia con “I bambini fanno oh”, Vasco Rossi con “Un mondo migliore”, i Lunapop di Cesare Cremonini con “Un giorno migliore”, Andrea Bocelli con il brano “Con te partirò” e Rino Gaetano con “Ma il cielo è sempre più blu”. È attorno a quest’ultimo brano che si è scatenata la polemica perché la sorella del cantautore calabrese, Anna, e il nipote, Alessandro, si sono detti stufi di vedere associate le opere di Rino a qualsivoglia manifestazione politica. Abbiamo intervistato per voi Alessandro Gaetano.
Ancora una volta tuo zio viene utilizzato dalla politica per veicolare messaggi che con la sua musica hanno poco a che fare. Qualche tempo fa il suo volto finì sui manifesti di Casapound. Anche in quel caso vi arrabbiaste?
Siamo rimasti male, certo, la musica di Rino non deve essere usata per scopi politici, che si tratti di una campagna di destra o di sinistra. Vorrei precisare, però, che, diversamente da quanto riportato da qualche giornale, nessuno è mai stato diffidato da noi per aver utilizzato le canzoni di Rino.
Rino non è né di destra né di sinistra. Eppure i suoi concerti più volte sono stati gli eventi di punta in occasione della Festa dell’Unità…
Non è che Rino non simpatizzasse per alcun partito, siamo consapevoli che Rino fosse tesserato e non mi va di dire a quale partito. In ogni caso, anche se il suo partito avesse agito in maniera disonesta rispetto al popolo, lui l’avrebbe bacchettato perché Rino aveva a cuore il popolo.
Perché Salvini ha scelto quel pezzo, secondo te?
Molti pensano che trasmetta un messaggio positivo, di libertà. Ma un conto è farlo ascoltare alla fine di una serata che non ha a che fare con la politica, un conto è dare un messaggio politico poco prima.
Perché le canzoni di tuo zio sono riuscite a superare brillantemente la prova dei cambi generazionali?
Perché sono fresche. Sono canzoni che raccontano la crisi del lavoro, il dramma degli ospedali, le costruzioni realizzate in modo approssimativo, tutte denunce ancora attuali. E poi Rino parlava del rispetto dell’essere umano, un valore intramontabile.
Un ricordo che hai di tuo zio?
Voglio raccontarti un episodio simpatico. Di fronte casa nostra c’era un ristorante. Quando ci trovavamo lì c’era un signore poco più alto di me, io allora avevo 6 anni. Tutte le volte che lo vedevo rimanevo un po’ basito perché capivo che non era un bambino pur essendo alto più o meno quanto me. Un giorno Rino mi mise la mano sulla spalla e mi disse: Alessandro, sai chi è questo signore? Questo signore è uno dei sette nani. Io per qualche mese ci ho creduto!
Per tutti gli orfani di Rino Gaetano insieme ad altri musicisti hai fondato la Rino Gaetano Band. Come nasce il progetto?
Il progetto nasce nel 1999 da un’idea di mia madre. La formazione attuale compie 4 anni a marzo.
Quanto la tua scelta di diventare musicista è stata influenzata da tuo zio?
Prima di sapere di essere il nipote di un grande cantautore io ascoltavo tanta musica. Penso che si tratti di un fatto di geni. Non ho mai smesso di ascoltare musica: sono passato dal mangiadischi al walkman, dal lettore cd al minidisc fino all’mp3 e poi allo smartphone.
Cosa pensi dei gusti musicali delle nuove generazioni? Mi riferisco in modo particolare al trap che sembra sia diventato il nuovo rock.
Penso che ognuno per esprimersi possa utilizzare il linguaggio che più preferisce. Se si riesce a comunicare alla massa con il trap e non è un messaggio di guerra ben venga. Il trap non rientra comunque tra i miei gusti, non è un suono che mi piace, preferisco suoni più tranquilli o anche più rock.
Rino è riuscito a rinnovare con genialità il panorama musicale anticipando tendenze che si sarebbero poi sviluppate negli anni successivi. Pensi che il trap sia la nuova avanguardia?
Per niente, è solo una moda passeggera, le sbandate capitano a tutti!
Che opinione ti sei fatto della tragedia di Corinaldo?
Bisogna ancora fare luce su come siano davvero andati i fatti. Quello che mi chiedo adesso è: le persone che hanno perso i propri cari come stanno? Il pensiero di aver perso un figlio o una madre per così poco non ti dà pace. Quei ragazzi volevano divertirsi, perché andare via in questo modo?
Pensi che oggi Rino sia ricordato a dovere?
Non sono rare le manifestazioni o i tributi a teatro o i libri che ricordano Rino. Purtroppo, però, non tutto viene filtrato da noi familiari. Sono stati scritti libri dove vengono raccontati fatti completamente inventati su Rino. E questo modo di utilizzare l’immagine di Rino per trarre profitti non ci piace.

Autore: 
Maria Giovanna Cogliandro
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