Il nostro territorio deve tornare ad essere oggetto di programmazione

Dom, 06/05/2018 - 16:00

Nelle ultime due settimane i sindaci della Locride sono stati protagonisti di altrettante manifestazioni per il diritto alla mobilità. Qual è il bilancio dei due eventi?
Guardando al fronte dei sindaci, dei cittadini e delle parti sociali coinvolte, riuscire creare un contesto unitario è già un risultato che getta le basi utili a risolvere il problema per il quale abbiamo protestato. In termini concreti, il vero risultato ottenuto è che abbiamo finalmente fatto chiarezza. Dopo anni di informazioni sommarie, infatti, abbiamo saputo dai rappresentanti di ANAS che il ripristino del ponte sul fiume Allaro richiederà un altro anno e mezzo e, considerato che il vero problema non è tanto il tempo necessario al completamento dei lavori, ma i tre anni persi a causa di errori di valutazione e di un’effettiva incapacità di affrontare la questione palleggiando le responsabilità da un ente all’altro, vigileremo affinché la scadenza del 31 dicembre 2019 non slitti di un altro anno, o peggio. Per quanto riguarda la questione Locri-Ardore, invece, non dimentichiamo che non stiamo richiedendo la realizzazione di un nuovo progetto, ma che venga concluso il già finanziato Lotto 2, con il quale si fa riferimento al percorso che va da Marina di Gioiosa Ionica ad Ardore. Giunti a Locri, infatti, la strada è stata interrotta senza che venissero date informazioni convincenti relativamente al perché non ci sarebbero più i fondi necessari a completare un percorso per realizzare il quale erano state già effettuate tutte le bonifiche archeologiche del caso. Con la manifestazione della scorsa settimana, venerdì abbiamo ottenuto un incontro in Regione, grazie al quale adesso possiamo fare la giusta pressione su ANAS affinché ci spieghi per quale ragione un intervento di 200 milioni crei così tante difficoltà quando nel nord Italia sorgono dall’oggi al domani varianti inutili che rappresentano un vero spreco di denaro pubblico. Se non avremo risposte concrete in merito assisteremo all’ennesima mortificazione del nostro territorio, tanto più che i cittadini non possono continuare a essere abbindolati con prese per i fondelli, ma meritano notizie puntuali.
Come mai avete dato tanta importanza allo sblocco dei lavori per la Locri-Ardore?
Non perché il loro completamento possa radicalmente cambiare la vita dei residenti, ma perché non riusciamo a comprendere come sia possibile realizzare il Lotto Ardore-Palizzi se non si completa questo e, di conseguenza, come si possa porre la parola fine sui lavori del Megalotto1. Per questa ragione, ad Ardore, abbiamo sottolineato la nostra volontà non di focalizzare semplicemente l’attenzione sulle incompiute, ma di imporre a chi di competenza di rendere il nostro territorio nuovamente oggetto di programmazione.
Questo discorso mi pare che si ricolleghi a quello che facevamo lo scorso anno relativamente alla realizzazione della Bovalino-Bagnara. Sulla vostra agenda ci sarà spazio anche per quest’altra incompiuta?
Abbiamo già programmato per il prossimo 2 giugno una manifestazione dedicata alla Bovalino-Bagnara, sulla quale è calato un silenzio imbarazzante. Eppure lo Statuto della Città Metropolitana contempla lo sviluppo e la realizzazione di diverse opere strategiche per l’Area, tra le quali, oltre naturalmente all’Aeroporto dello Stretto e al Porto di Gioia Tauro, vengono elencate anche l’ammodernamento della Ionio-Tirreno e la Bovalino Bagnara. È giunto il momento che questa volontà di crescere attraverso le infrastrutture della Città Metropolitana venga finalmente soddisfatta, tanto più che la Bovalino-Bagnara non sarebbe utile solo alla Locride, ma anche all’intera area metropolitana, considerato che avvicinerebbe la fascia Ionica all’Aeroporto Tito Minniti regalandogli finalmente nuove opportunità di crescita e darebbe un senso anche alla ZES, che può avere ricadute positive sulla Città Metropolitana solo se tutti vi possono accedere. Ma, come avevo affermato anche lo scorso anno, la Bovalino-Bagnara rappresenterebbe anche una liberazione democratica per il nostro comprensorio, in quanto renderebbe Platì, da sempre nota per la sua chiusura morale e per i fatti di cronaca, un punto di accesso privilegiato della Locride, trasformando il paese da luogo simbolo dei sequestri di persona a ponte ideale con l’Europa. In questi termini, la manifestazione del mese prossimo vuole essere una sorta di seguito ideale alla manifestazione dello scorso anno, con la differenza che in questa occasione godremo finalmente della sinergia con i sindaci della fascia tirrenica, a dimostrazione dell’acquisita consapevolezza che solo con la sinergia possiamo raggiungere risultati concreti.
In occasione della manifestazione della scorsa settimana Monsignor Oliva, come sempre sensibile in tema di sviluppo del nostro comprensorio, ha dichiarato che la mobilitazione si è resa necessaria per evitare che queste opere rappresentino il tradimento della politica nei confronti della popolazione. Ma questo tradimento non si è già consumato?
Si è già consumato e si consuma da 50 anni a questa parte. Ciò che dobbiamo fare adesso è ripartire da ciò che abbiamo e la presenza di alcune figure istituzionali alla nostra iniziativa, sotto questo punto di vista, non può che essere un segnale fortemente positivo. Anche se siamo su posizioni differenti e anche se ha dichiarato di dover approfondire la vicenda, non ho potuto che apprezzare la partecipazione del senatore Fabio Auddino, che ha dimostrato che la deputazione eletta in Calabria è attenta ai bisogni del nostro comprensorio. Allo stesso modo ho gradito la presenza di Maria Teresa Fragomeni, che ha voluto metterci la faccia a poco più di una settimana dalla sua nomina ad assessora regionale sottolineando il forte senso di appartenenza alla sua Locride. Il clamore generato da presenze illustri come le loro ci ha fatto comprendere una volta i più che è dai sindaci che deve partire l’idea di rilancio del territorio, ma anche che, senza una vera sinergia istituzionale, continueremo a restare nell’isolamento in cui siamo rimasti per lunghi decenni. Ecco perché dobbiamo continuare a ricercare la sinergia con la deputazione, ma anche con la Città Metropolitana, la Prefettura, il Governo, quali che siano le loro ideologie o posizioni politiche, perché sulle opere pubbliche che vanno a colmare il gap tra Calabria e resto del Paese non possono esserci divisioni di sorta. È per questo che, il 2 giugno, conto di incontrare nuovamente Auddino e la delegazione dei 5 Stelle, ma anche i rappresentanti del mio partito, del centro destra e persino Matteo Salvini che, eletto con i nostri voti, riceverà certamente un invito a partecipare.
Nonostante quanto ci hai appena raccontato non sono state poche le critiche alla vostra iniziativa e qualcuno, come spesso accade, ha affermato che la vostra sarebbe stata solo l’ennesima passerella…
Chiederei a questi detrattori “la passerella di chi?”. Quella che chiamiamo volgarmente “passerella politica” è sempre finalizzata a qualcosa, ma i sindaci che hanno partecipato non sono candidati a nessun ruolo istituzionale e dubito fortemente che Giovanni Calabrese o Salvatore Fuda abbiano tentato di rastrellare voti per le Amministrative sotto il ponte a Caulonia. Mi sembra piuttosto chi fa questo genere di polemiche a voler cercare di ritagliarsi uno spazio politico, quando noi abbiamo organizzato il nostro presidio democratico come sindaci che hanno accantonato l’appartenenza ai partiti e che vogliono soltanto dare voce a una difficoltà dei nostri cittadini.

Autore: 
Jacopo Giuca
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