Il paese malinconico

Dom, 04/10/2020 - 16:30

L'ha ripescata Rocco, della nostra squadra delle amministrative, poliziotto in pensione - nella sua carriera anche la Bologna degli anni bui - che con noi condivide valori positivi, il frutto della sua arte, come chef, musicista, disegnatore, un amico versatile e pieno di orgoglio, per l'obiettivo che ci siamo dati al servizio della comunità: “Paese mio che stai sulla collina, disteso come un vecchio addormentato” della bella canzone calza perfettamente per Casignana. La placida immagine che rievoca la posizione felice del nostro amato centro sembra ultimamente il frutto dello stordimento provocato dall'amministrazione uscente, infelice. La sede del comune sistemata provvisoriamente (da anni…) nell'ex scuola elementare. Ex perché, oltre il numero insufficiente degli scolari, è stata chiusa per via di egoismi delle istituzioni e della vanità civica di alcuni genitori («I miei figli andranno comunque a scuola a Bianco»). Chiuso anche l'asilo. La sede storica del Comune, in piazza, abbandonata per rischi di incolumità alle persone, è l'emblema dei tanti danni fatti dal piccone demolitore in mano a chi non si doveva. Uno sguardo verso la gente seduta ai bar in piazza: per cercare qualcosa che non si trova. Oppressi dal disagio. Da battere con la volontà. Vanno ripresi i ricordi migliori, sistemati i muri umidi delle case lì in giro, tolta  la polvere con l'allegria che può dare una sana compagnia. Quand'era notte, in piazza, si sentivano gli echi dei propri passi. Ora sembra uno spazio che può darti un dispiacere. L'aria è sempre la stessa, ma sembra che sia passato Lucifero a rompere l'incantesimo. Nella biblioteca del vecchio Municipio letture al volo, volontariato e formazioni della Fiorentina che non vince mai lo scudetto. Il  professore, ostinato, come tutti i capelli che conserva in testa, segue le cose da più di mezzo secolo. «Ora è distrutto tutto». Siamo "medici" che conosciamo il bene e il male del "paziente": Casignana, prima cittadina della provincia a fare la raccolta dei rifiuti differenziata, ad avere una perfetta pavimentazione delle strade. Ad avere dentro voglia del vino rosso per accompagnare il ragù sulla tavola, non per lo schiamazzo, a dimostrare curiosità per l'inaugurazione di una delle tante opere pubbliche, ad avere un'illuminazione forse "esagerata" al campo sportivo, tanto era agevole l'ottenimento di finanziamenti. Una piena occupazione e i servizi sociali a discendere da una politica accorta, anche ambientale. Una piazza adatta agli eventi e ai comizi della sera. Roba da primato, insomma. Il professore ci crede ancora, e questo procura malinconia ma, soprattutto, coraggio. Sottolinea le eccellenze di Casignana, la Villa Romana di contrada Palazzi - le televisioni nazionali sono molto interessate, - le opportunità rappresentate dal Borgo Antico e dalle Terme di Favate. E pure i disastri dei servizi comunali. E le "contorsioni" sui conti dell'ente. Si porteranno di nuovo benefici alla comunità. Sarà un disturbo solo per i "carciofini sott'odio", come li chiamerebbe Longanesi, per le rane dalle bocche larghe, per quelli che non possono più disseminare le loro fotografie grandi e piccole in cornici argentate.

Autore: 
Franco Crinò
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