Il Reddito di Cittadinanza spingerà a un censimento reale del disagio

Dom, 03/02/2019 - 17:40

Carissimo Ilario,
come ti avevo preannunciato mi permetto di rispondere al tuo articolo su La Riviera dove ti esprimi sul reddito di cittadinanza esponendo le tue perplessità, legittime e, come sempre ti accade, fondate e di buon senso. Però, pur essendo, tu, d’accordo sul fatto che qualcosa andava fatta, dici che il RdC renderebbe cittadini “oggetti inerti”. Ecco, io credo che, invece, l’obbiettivo del Movimento 5Stelle vada esattamente in direzione opposta. Provo a spiegare perché dal mio modestissimo punto di vista. Per poter accedere al Reddito bisognerà che anche chi aveva smesso di cercare un lavoro si riavvicini a un Centro per l’impiego e dichiari la propria posizione reddituale, cosa che in tanti casi non avveniva più; e chi era caduto in povertà dopo i Governi dei tanto preparati e capaci governanti era, lui sì, oggetto ormai inerme e fuori da qualsiasi circuito di reinserimento nel mondo del lavoro e ai margini della socialità. Tutto ciò vuol dire, in primis, che questa speranza, generata da questa misura sulla quale tutti, o quasi, siamo convinti fosse necessaria, spingerà a un censimento reale del disagio in Italia e, come ben sappiamo - e tu meglio di chiunque altro, da osservatore attento quale sei sempre stato – i dati che verranno fuori dimostreranno come questo disagio sia maggiore dalla nostre parti. Quindi, partirei dal fatto teorico e statistico per poi giungere ai passaggi pratici. Inizio col dire che, intanto, ci sono criteri di accesso rigidi che prevedono anche sei anni di carcere a chi dichiara il falso per accedere al reddito. Inoltre, se dovesse funzionare, come mi auguro e come sono convinto, chi vorrà arrivare a percepire il reddito dovrà dimostrare di essere disponibile a entrare in un percorso di formazione e indirizzo verso l’occupazione, oltre che alzarsi dal divano e iniziare a prestare opera nel proprio Comune. E qui entrano in gioco i Sindaci, o, come piacerebbe dire a te e a me, i vari “Commissari” che gestiscono ormai gran parte dei nostri Comuni, le cui amministrazioni sono state sciolte dai vari Governi di ogni colore ed estrazione ideologica. E certamente non credo che nei nostri Comuni manchi il da fare, e più alta sarà la richiesta di accesso più la manodopera risulterà urgente e utile in quanto il disagio è concentrato maggiormente nei territori comunali più poveri, degradati e condannati alla desertificazione ambientale e demografica. Io penso che se il Movimento 5Stelle continuerà nella sua battaglia agli sprechi di denaro pubblico stavolta potrebbe essere la volta buona che i soldi stanziati arrivino al loro approdo al quale sono stati destinati. Certo, non sarà facile ma non si può certo abbandonare chi ha bisogno per paura dei “furbi”, generalizzando, e qui non parlo a te, naturalmente, con i soliti luoghi comuni sui Meridionali furbi e fannulloni. Credo sia nostro compito, io lo sento mio compito, almeno, informare bene i cittadini illustrando i pro e i contro. Inoltre, mi pare che gli incentivi a chi assume ci siano in quanto “il reddito di cittadinanza prevede che le aziende che offrono un lavoro ai cittadini che ne possono beneficiare, avranno diritto a un incentivo, che va da un minimo di cinque fino a un massimo di diciotto mesi dell’assegno inizialmente previsto per quelle persone.
Questo avverrà in tutta Italia, ma al Sud questa misura si potrà agganciare (raddoppiando) a un’altra iniziativa, già approvata nell’ultima finanziaria. Si tratta della decontribuzione al 100% dagli oneri Inps, sul 2019 e il 2020, per quelle imprese che nel Mezzogiorno assumeranno con contratti stabili under 35 o cittadini disoccupati da più di sei mesi. Ora, carissimo e illustre Conterraneo, se vogliamo criticare credo che se le critiche sono costruttive siano il sale della Democrazia e servono sempre a migliorare qualunque misura, ma partiamo dal dato di fatto che si sta facendo un investimento sugli ultimi, sugli emarginati, sui bambini ridotti in povertà e questo è il dato di fatto iniziale e inconfutabile. Tutto ciò mentre una Sinistra spiazzata e in piena confusione ci vuole far credere che un Paese Occidentale non sia in grado di dotarsi di una norma di giustizia sociale solo perché esistono i furbi. Non ci dovevano essere le coperture e invece la Ragioneria dello Stato ha dato l’ok. Avessimo ascoltato i burocrati, il RdC avremmo dovuto stracciarlo per primo dalla manovra. Purtroppo, lo dico davvero a malincuore e col massimo rispetto, non capisco la paura della Sinistra. Sarà mica la paura che si venga a scoprire che era fattibilissimo? Non era buono neppure il Decreto Dignità e invece ha favorito la trasformazione di migliaia di contratti che da tempo determinato si sono trasformati in rapporti di lavoro stabile. Il rischio che qualcosa possa non andare bene esiste, ma non può fungere da pretesto per non fare mai nulla mentre la forbice sociale tra sempre i più ricchi - sempre di meno e sempre più ricchi - e sempre più poveri – sempre di più e sempre più poveri- si divarica tragicamente. Con stima e affetto.

Autore: 
Pietro Sergi
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