Il sabato fascista di Lucano tra pregiudizio e Ddt antimafia

Sab, 06/07/2013 - 11:30
Sabato scorso Riace, rappresentata dal suo illustre primo cittadino, ha girato le spalle ad autorevoli ospiti, alcuni tra l'altro di sinistra libertaria. Mimmo Lucano ha snobbato, non ha accolto né degnato oltre quel circolo di adepti specializzati in DDT contro le ‘ndrine

Formale, come la Bossi-Fini: il Festival del Cinema di Riace che si è svolto nel paese vecchio dal 26 al 30 giugno si è fermato al valido cartellone. Nel luogo con più arcobaleni al mondo non c’era un colore, un fiore, una bandierina, un cocktail, una Brigitte Bardot. Nessun coriandolo né tappeti e frutta di stagione. Nel centro dell’accoglienza è mancata l’ospitalità, la cittadinanza. Nella patria della pace si è alimentato il sospetto.
La fine di un volo?
Mimmo Lucano da qualche tempo non apre le ali, picchia basso, imbrattato di un  petrolio che non si scioglie. Gracchia solo antimafia, quell’antimafia social nazionalista, sparuta, civil servant, gravida di un fascismo che condanna Guantanamo ed esalta il 41 bis, che applaude  chi arresta Lele Nucera e perseguita invece chi si permette di sfiorare i black bloc.  Quella falange carica di simboli discutibili, malata e condannata a ripetersi senza risultati.
Sabato scorso Riace, rappresentata dal suo illustre primo cittadino, ha girato le spalle ad autorevoli ospiti, alcuni tra l'altro di sinistra libertaria. Mimmo Lucano ha snobbato, non ha accolto né degnato oltre quel circolo di adepti specializzati in DDT contro le ‘ndrine.
Ma la giornata no di un sindaco a cui questo settimanale ha dedicato più d’una cover story non si è esaurita con la caccia alle blatte di Mastrosso. Mimmo Lucano ha anche respinto un artista newyorchese che adora la nostra terra e che ha offerto collaborazione in cambio di alloggio. Gratuitamente. Ma niente. Jeremy Holden era un po' allegro, col suo cappello verde acceso, i pantaloni larghi. Ma lui è americano non curdo, e neppure palestinese. Portava il foulard, mica la kefia.
Detto questo, per me, Mimmo Lucano rimane storicamente il miglior sindaco di questo territorio, la sua opera è immensa, peccato che a breve finirà nella mani figure capaci solo di disperdere patrimoni. Una cattiva prestazione ci può stare: in una carriera di gloria l'ha registrata pure Edson Arantes do Nascimento detto Pelè.
Vincenzo Caricari, direttore artistico. L'uomo delle stelle della kermesse riacese replica a un articolo de “la Riviera” accusandola di invidia e disfattismo.
Obnubilato e gonfio d'irriconoscenza dimentica però che “la Riviera” gli è stata amica, che questo sporco settimanale è stato sempre vicino alle persone col suo talento.
Ma bianco e nero, panna e limone, si attacca a kefie e foulard e subisce, annuendo, la trama scostumata di Lucano contro i diversi.
Su Caricari mi fermo qui. Raspo, ma non pubblico le ulteriori dieci righe che lo riguardavano direttamente e che avevo già scritto. Amici in comune (molto protettivi con lui) mi hanno garantito che la sua grassoccia impulsività è sì sguaiata, ma sana.
Dello stesso avviso il direttore Crupi e l'editore Condarcuri.
Aggiungo solo che nella Riace angusta della kermesse cinematografica non c'era la Locride.
Più del 99% della gente del nostro territorio non conosce un Festival che rimane da ultima provincia. è una tendenza che in futuro merita certamente un'inversione. E Resistenza.
Ercole Macrì

Autore: 
Ercole Macrì
Rubrica: 

Notizie correlate