Il San Luca non è più una favola, ma una grande realtà

Dom, 31/05/2020 - 18:30

Mercoledì 3 giugno la LND dovrà pronunciarsi sull’esito finale dei campionati di calcio dilettantistici, sospesi quando mancavano soltanto poche partite al termine per il sopraggiungere dell’emergenza Covid-19. E se tutto va bene, come è già stato anticipato, il San Luca in serie D non è più soltanto un sogno di mezza estate o di un inverno burrascoso, ma piuttosto, se vogliamo restare nel campo delle cose incredibili, una favola che un gruppo di ragazzi vestiti in maglia giallorossa, gestiti a loro volta da un gruppo di professionisti desiderosi di scrivere la nuova primavera del paese, sono riusciti a trasformare in realtà a suon di gol e di prestazioni sopra le righe, che hanno calamitato l’attenzione a livello nazionale, perché la squadra messa su in fretta e furia e puntellata in corso d’opera si è pure permessa il lusso di battere il record di gol realizzati che, guarda caso, era detenuto dal glorioso e blasonato Torino.
Certo, adesso comincia il bello, diranno tutti quelli che non hanno mai creduto nel progetto nato il pomeriggio del 21 aprile del 2017, quando la nazionale cantanti e quella dei magistrati furono chiamati a inaugurare il nuovo impianto sportivo in quella che passerà alla storia come la partita della legalità. Ma se per bello, come pensano i tifosi del San Luca che hanno avuto un ruolo non secondario nella cavalcata trionfale dei propri ragazzi - se pensiamo che in trasferta la squadra è seguita da un media di 250 tifosi - s’intende rimboccarsi le maniche e lavorare sodo, il San Luca è bello e confezionato, perché in quanto a programmazione seria e oculata non ha da invidiare niente a nessuno, perché nella squadra, dal magazziniere al presidente, sanno tutti cosa devono fare.
Un pallone colorato e non più soltanto bianco e nero, 22 ragazzi che prim’ancora che buoni calciatori sono degli uomini cresciuti al tempo giusto, una società composta non da sognatori, ma da dirigenti capaci quanto concreti, lungimiranti oltre ogni limite, e un pubblico appassionato e maturo, pronto per palcoscenici più grandi e prestigiosi: sono questi gli ingredienti che hanno contribuito al miracolo del San Luca calcio, diventato, dopo soli tre anni, una delle stelle più lucenti presenti nell’universo del calcio dilettantistico calabrese. Un successo macchiato soltanto di striscio da situazioni sopravvenute e contingenti come quella del Covid-19. Un trampolino dal quale ripartire in tutta umiltà per continuare a scrivere altre e più interessanti storie di sport e di vita. Storie che possono permettere alla gente di San Luca - gente d’Aspromonte, come scriveva molti anni fa lo scrittore più importante che la Calabria ha saputo sfornare, Corrado Alvaro, al quale non a caso è stato pure intitolato il nuovo impianto sportivo – di veicolare meglio l’immagine di una comunità, come è stato fatto per tutto il campionato di promozione, e ancora di più nel corso di questo ultimo campionato, se è vero, come ci risulta, che i tifosi del San Luca hanno trasformato le domeniche in una grande festa sia tra le mura amiche, sia lontano dal proprio paese.
Cosa potrà significare la serie D per il paese che qualcuno molto frettolosamente ha definito “irredimibile” lo sapremo molto presto. Per ora ci basta ricordare che la maglia giallorossa sfida quelle delle gloriose squadre di serie A, perché non sono pochi i ragazzini di San Luca che hanno acquistato e la indossano con orgoglio. E ci basta sapere, inoltre, che in paese e nei centri vicini non si parla più soltanto degli effetti del virus, della forestale che ha mandato tutti in cassa integrazione, del lavoro che non c’è, dei treni che non passano più e il mare che è sempre più blu. Uno degli argomenti più gettonati nelle piazze dei paesi sono infatti le gesta e i risultati di un gruppo di ragazzi che a forza di giocate e schemi da stropicciarsi gli occhi sono pure riusciti a portare sulle comode poltroncine del Corrado Alvaro le donne del paese. Un avvenimento che vale più di un gol ammazza partita, conosciuto anche in terre molto lontane come la Cina, la Nuova Zelanda e l’Australia, perché grazie a Valentino Costanzo, un giovane architetto ricco di fantasia, la società si è pure costruita una pagina web che è tra le più cliccate e seguite di tutta la regione.
Ma ripeto, il bello deve ancora venire. Perché se il buongiorno si vede dal mattino, il pallone, questa sfera magica colorata, darà ancora alla gente di San Luca tempi e modi per scrivere altre e più importanti pagine di un libro il cui primo capitolo è stato stampato poco meno di tre anni fa.

Autore: 
Antonio Strangio
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