Il sidernese Antonio Stalteri ricevuto in Senato parla dei problemi dell’Università

Dom, 29/09/2019 - 16:40

Lo scorso giugno vi avevamo parlato di Antonio Stalteri, ragazzo di Siderno che, per poter studiare Economia e Commercio, è partito alla volta di Roma. Gli impegni universitari non hanno impedito ad Antonio di coltivare anche la passione per la politica che, nella scorsa primavera, lo ha portato a ricoprire un importante incarico all’interno del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari, organo consultivo del Ministero dell'Università e della Ricerca della Repubblica Italiana che ha il compito di presentare pareri e proposte che riguardano l’attuazione di riforme relative al mondo universitario, di salvaguardare il diritto allo studio e discutere dei finanziamenti messi a disposizione degli atenei nazionali.
La settimana scorsa, l’associazione “Vento di Cambiamento - Fenix”, di cui Antonio fa parte, ha ricevuto dalla 7ª commissione del Senato della Repubblica, che si occupa di “Istruzione pubblica, Beni Cultruali” l’invito a un incontro durante il quale i ragazzi avrebbero dovuto esprimere un parere sulla condizione studentesca universitaria a livello nazionale e sul precariato nella ricerca universitaria.
«Si è trattato - ci ha raccontato Antonio - di un’indagine conoscitiva andata in diretta streaming sul canale Web del Senato, durante la quale ci siamo soffermati su alcuni aspetti relativi al diritto allo studio.
«La nostra attenzione si è concentrata sulla mancanza di finanziamenti per le borse di studio e sul fatto che oltre 7mila studenti, in Italia, non le ricevano pur avendone il diritto. Anche gli studenti fuorisede sono stati uno degli argomenti all’ordine del giorno: abbiamo portato all’attenzione della commissione, infatti, come in tutto il Paese ci siano poche case studenti e siano spesso distanti dagli atenei, una condizione che genera spesso problemi logistici per coloro che, provenendo da un’altra realtà, sono così costretti a rivolgersi ad affittuari che li obbligano ad accettare condizioni contrattuali poco consone se non addirittura in nero. Altro argomento sensibile, sempre legato alle esigenze dei fuorisede, è stato quello della partecipazione democratica: abbiamo deciso infatti di avanzare la richiesta che i fuorisede votino dove hanno dimora, per evitare così le spese determinate dalla necessità di spostarsi per partecipare alla vita politica del Paese.
«Entrando nel merito della questione finanziamenti, dunque, abbiamo fatto notare che questi, anche se aumentati nell’anno corrente, assumono comunque un trend negativo rispetto al 2018 se messi in relazione con l’inflazione, una condizione che determina, all’esito dei fatti, un sottofinanziamento esorbitante soprattuto rispetto allo scorso decennio».
Ovvia la soddisfazione di Antonio per aver potuto partecipare a un incontro in cui le istituzioni hanno dimostrato grande sensibilità alle problematiche espresse dai membri del Consiglio.
«La speranza - continua Antonio - è che questo possa essere solo il primo di una serie di incontri che ci garantiscano di trovare soluzioni alle tante problematiche che affliggono il mondo dell’università e della ricerca senza ricorrere a finanziamenti esorbitanti. Intanto - conclude, - abbiamo già in programma un incontro con il Viceministro dell’Istruzione e abbiamo avviato un progetto con altre associazioni nazionali che dovrebbe permetterci di presentare in tempi brevi al Ministero una petizione attraverso la quale richiedere nuovi finanziamenti per l’università e per la ricerca».
Un obiettivo ambizioso ma che sarà certamente perseguito con la serietà e la costanza a cui questi ragazzi già ci hanno abituato.

Autore: 
Jacopo Giuca
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