Il sindaco Calabrese chiede risposte alle questioni riguardanti l'ospedale a Sarica

Mar, 06/05/2014 - 19:26

Caro Franco,

è trascorso ormai oltre un mese dalla Tua visita nella Città di Locri e, con non poca amarezza, mi vedo costretto a ricordarTi e sollecitarTi gli impegni presi per il rilancio della “Sanità” nella Locride. Speranzoso e fiducioso che qualcosa possa ancora cambiare, attenderò solo qualche giorno, poi, mio malgrado, mi vedrò costretto ad intraprendere forti iniziative di protesta finalizzate a far comprendere, a chi di competenza, il dramma che oggi stiamo vivendo in questo territorio e che, soprattutto, non vi è alcuna disponibilità a continuare a veder morire pian piano ed in silenzio l’ospedale civile della Locride, oggi definito ospedale “Spoke”. Fa sicuramente piacere constatare che in altri ospedali della Provincia e della regione si inaugurino nuovi reparti, si contrattualizzino dirigenti medici con ruoli apicali, si acquistino qualificate e moderne attrezzature, e si portino avanti investimenti importanti per dare, giustamente, ai cittadini, una sanità di qualità; ma non è accettabile che per quanto riguarda l’ospedale Spoke della Locride, l’ex ospedale di Siderno, la Sanità sul territorio della Locride, ci siano solo belle “promesse”, fasulle e demagogiche inaugurazioni di scatole vuote, per come fatto dal Tuo predecessore prima delle tardive, ma apprezzabili dimissioni. E’ evidente che il declino dell’ospedale locrideo è stato programmato da un accordo politico bipartisan e tutto ciò trova lampante conferma nell’incredibile silenzio dei “simpatici” Consiglieri Regionali di entrambi gli schieramenti, sempre pronti a fare incetta di voti sul territorio, ma mai disponibili a promuovere azioni concrete per la Locride. A proposito degli attuali consiglieri regionali, anche quelli “esteriormente” attenti alle problematiche del territorio e sempre pronti a promuovere sterili e demagogiche “mozioni per la Locride” e “decreti speciali per la Locride”, sembrano “aver perso la parola” sul “problema sanità” salvo qualche inconsistente e ridicolo comunicato stampa dal sapore elettorale e sporadici interventi poco produttivi. A ciò aggiungo, a scanso di equivoci, che non sarò candidato alla carica di consigliere regionale, per come erroneamente riportato da alcuni organi di stampa, ma quella che, congiuntamente all’amministrazione comunale, stiamo portando avanti, è una sincera battaglia a difesa di un territorio sedotto, abbandonato e stuprato da una classe politica insensibile alle richieste di una periferia sempre più isolata e privata di servizi essenziali garantiti dalla “carta” costituzionale. Da più tempo mi domando: cosa si nasconde dietro questo atteggiamento? Perché si vuole smantellare l’ospedale della Locride? Quale compromesso politico si cela dietro questo assurda decisione che ha avuto avvio con il governo di centro sinistra, e che non si è riusciti ad arrestare nel corso del governo di centro destra? A chi siamo stati venduti o, meglio, svenduti? Cosa abbiamo fatto per meritare una simile umiliazione?  I cosiddetti “impedimenti” previsti dal “Tavolo Massicci” valgono solo per l’ospedale di Locri?

Come vedi sono tanti gli interrogativi ai quali io ed i cittadini della Locride non riusciamo a darci risposta. Ad oggi purtroppo si registrano le condizioni minime di sopravvivenza di reparti strategici, soprattutto, del settore dell’emergenza – urgenza al pari di altri importanti settori di quella che dovrebbe essere un’offerta di sanità adeguata per  un territorio di circa duecentomila abitanti. Pertanto, ancora fiducioso, auspico di poter ricevere giusta attenzione a questo rinnovato grido d’allarme; se così non fosse, mi vedrò costretto nelle prossime settimane ad incatenarmi presso l’ospedale di Locri ed  iniziare lo sciopero della fame. Sicuramente saranno azioni atipiche per un sindaco (qualcuno dirà che mi farà bene!!!!) e purtroppo iniziative mortificanti, ma necessarie per cercare di bloccare un incomprensibile progetto di smantellamento di cui sicuramente Tu non hai responsabilità ma rischi di diventarne complice ed esecutore se non riuscirai a trovare la forza ed il coraggio per invertire la rotta. Certo della Tua sensibilità nei confronti della Locride, della quale sei originario, auspichiamo di poter raccontare ai nostri figli che l’”ospedale” che i nostri concittadini hanno voluto e realizzato, non è stato smantellato grazie al coraggioso impegno e determinazione del commissario Franco Sarica. Attendo Tue.

Giovanni Calabrese

Sindaco di Locri

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