Il sindaco Lucano e i piccioni in fascia tricolore

Lun, 06/08/2012 - 11:03
Il sindaco Lucano  e i piccioni  in fascia tricolore

Domenico Lucano, sindaco di Riace, ha dato una lezione a tutti i piccioni in fascia tricolore che in Calabria e specialmente nella Locride intendono risolvere i problemi dei territori amministrati, correndo a sedersi attorno a un tavolo zoppo, chiedendo l’intervento dall’alto, diplomatizzando il conflitto. Ha capito  che è l’azione a decidere. E contro gli insolenti ritardi burocratici, che negano ai migranti, nel suo paese divinamente accolti, persino la miseria  dei dovuti 4 euro giornalieri, insieme al sindaco di Acquaformosa,  Giovani Manoccio, e all’ardimentoso giovane operatore, Giovanni Maiolo, ha messo in atto uno sciopero della fame, che al suo ottavo giorno è stato salutato dal successo. Cui hanno contribuito i migranti, che per ben due volte hanno giustamente dato vita ad esemplari proteste. Ora, da qualche giorno, la Corte dei conti di Catanzaro ha riconosciuto il debito del comune di Riace, soggetto attuatore del  Progetto “Emergenza Nord Africa”. I soldi arriveranno, sia pure limitatamente all’anno 2011.
La cronaca  finisce qui. Ma c’è bisogno d’una postilla aggiuntiva. Ed è questa. Domenico Lucano, Giovani, Manoccio, Giovanni Maiolo, i migranti si sono mossi, hanno agito in splendida solitudine, come monaci nei deserti della Tiberiade. Gravata e paralizzata evidentemente dallla preoccupazione di non disturbare i padroni del cocchio, l’Associazione dei Sindaci, mirabilmente presieduta da Giorgio Imperitura, non ha dato segno di vita. Non ha offerto solidarietà, testimoniata, viceversa, a vergogna degli amminstratori locali, da sindaco del Cosentino, il già citato Giovanni Manoccio. Non s’è messa alla testa di un movimento di lotta, che non è puramente umanitario, ma difende i diritti umani violati dei migranti. Né, peraltro,  inziative di sostegno sono venute singolarmente dai sindaci della Locride. Dobbiamo pensare  che scava scava, sotto il perbenismo filisteo, s’annida la tabe razzista? Dopo tutto, che cosa  sono per le narici olfattate di tanti piccioni in tricolore i neri di Riace se non sacchi d’immondizia? Da non buttare in mare per non inquinarlo, allontanando i turisti. Farli morire di fame è più igienico, e dà lavoro alle pompe funebri.

Autore: 
RODERIGO DI CASTIGLIA
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