Il solonicchio di Soveria

Sab, 25/05/2013 - 10:56
Primo a segnare la riscossa della Letteratura calabrese è stato Gioacchino Criaco. Ma nelle pagine del Libro verde, sbandierato da Caligiuri, non c’è. Fatti i conti, l'Assessore regionale alla Cultura non è neppure un Solonicchio. È un venditore ambulante di merce che non conosce, fatta esclusione per la cipolla di Tropea.

Non tutti possiamo tutto.
Non tutti possiamo essere  Cristo, e ci accontentiamo d'essere cristianicchi.  Non tutti possiamo essere  Aristotele, e facciamo gli aristotelicchi.
Non tutti possiamo essere  Manzoni, e siamo in molti  a scrivere da manzonicchi.
Non tutti possiamo essere  Solone. E, poiché, secondo Vittorio Feltri, il Solone rimaterializzato del Libro a Torino - e questo è indubitabile - è stato Fabio Fazio, il prof. Mario Caligiuri ci è apparso nella Città di Gramsci e di Norberto Bobbio  come un Solonicchio. Ciò che non stride  con la sua umiltà cristiana di fringuello del Governatore Scopelliti. E, in tutta onestà, in questa canora manifestazione ornitologica il Governatore non c'entra. C'entra la libidine del servilismo da cui sono immuni i Soloni, non i Solonicchi. Ma a ciascuno il suo. E tutto si spiega. Seguitemi.
Il Solonicchio ha sbandierato a Torino e da Torino come leva, per liberare la Calabria dall'orrida maschera in cui è stata imprigionata, la pubblicazione d'un Libro verde - a dire vero, clandestino -  ove sono raccolte le pagine migliori della letteratura calabrese contemporanea. Ristretta, però, come il caffè, a due soli  autori del nostro cattivo tempo:  Carmine Abate e Mimmo Gangemi. Autori degni e meritevoli, ma non esaustivi della nuova generazione di  narratori che hanno avuto la forza di trascinare fuori dall'arresto di progresso la letteratura calabrese, che sembrava ormai tutta  sepolta all'ombra dei cipressi sul finire degli anni Novanta. E primo a segnare la riscossa nel duemila è stato Gioacchino Criaco con il romanzo Anime nere. Ma nelle pagine  del Libro verde non c'è. Il che non nuoce certamente alla grandezza del fausto Narratore d'Africo. Piuttosto, suggerisce che, fatti i conti, il prof. Mario Caligiuri, sempre pimpante, sempre saltellante, sempre sorridente, non è neppure un Solonicchio. È un venditore ambulante di merce che non conosce, fatta esclusione per la cipolla di Tropea.

Autore: 
Roderigo di Castiglia
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