Il soprano Maria Grazia Tringale: un'anima profonda alla conquista del mondo

Lun, 22/02/2021 - 20:00

Maria Grazia Tringale è un soprano, nata a Catania nel 1991, che sin da bambina sogna di diventare una cantante lirica. Da maggio 2020, è seguita dal manager calabrese, di Bivongi, Mimmo Bova che la sta aiutando e incoraggiando a realizzare il suo sogno, quello di esibirsi nei teatri di tutto il mondo. Una ragazza giovane, con le idee chiare, ma soprattutto con una spiccata sensibilità e profondità d’animo.

Ci racconti dei tuoi sogni da bambina?

Fin da piccola cantavo e mi piaceva esplorare la natura. Così mentre passeggiavo tra gli alberi, cantavo e da lì ho capito quale fosse il mio sogno: quello di realizzarmi come cantante.

Quali sono, secondo te, i tuoi pregi e i tuoi difetti?

Secondo me, non esistono i pregi e i difetti, ma le qualità di una personalità, di un’anima, di un essere. Ogni personalità ha le proprie crepe, ma proprio da quelle crepe che entra la luce.

Nel 2009, a soli 18 anni, hai vinto il premio Speciale “Giovane Promessa”, concorso lirico internazionale “Voci del Mediterraneo, a Siracusa..Come ti sei avvicinata al canto lirico?

All’età di 13 anni sono entrata a far parte di una Accademia Diocesana, dove ho intrapreso lo studio della teoria di solfeggio, del pianoforte, della dizione, della direzione corale e del canto. Il canto veniva insegnato da un soprano giapponese, la quale si è accorta della mia dote naturale e ha deciso di seguirmi per circa otto anni.

In seguito, hai ottenuto il premio “Euterpe” rivolto alle giovani promesse. Hai avuto una guida in questa fase della tua carriera?

Assolutamente si. Quello è stato il periodo in cui frequentavo il liceo musicale di Catania e il docente di canto era il maestro Filippo Piccolo, dal quale sono stata sostenuta sia tecnicamente che moralmente.

Come descriveresti la tua voce?

A me piace molto il mio timbro, ne sono innamorata, coloro che mi ascoltano dicono che la mia voce sia angelica.

Le opere i cui ti sei esibita: Norma, Violetta, Musetta, il ruolo di Annina nella “Traviata” quali emozioni ti hanno regalato?

Emozioni uniche, meravigliose, indelebili, grazie ai quali ho imparato a crescere, a evolvermi, a migliorarmi. Ho, innanzitutto, studiato la vita dei personaggi che interpretavo, immedesimandomi nelle loro vite, cercando empaticamente di vivere le loro sofferenze e le loro gioie. Grazie all’interpretazione di questi ruoli, mi sento più forte e più grande dentro.

Cosa provi, dentro di te, ogni volta che sali in un palcoscenico?

Un insieme di emozioni che vanno dall’ansia, alla gioia, alla paura di sbagliare, al forte senso di responsabilità che l’artista sente di avere nei confronti di un pubblico che, in quel momento, ha pagato, per vedere uno spettacolo e si aspetta il meglio da parte degli artisti. Pertanto, le emozioni sono tantissime, però una volta che inizio a sentire l’orchestra entro in un vortice di energia e penso solo a stare bene e a cantare.

La sensibilità è una dote, fondamentale, per una cantante lirica?

La sensibilità è una dota fondamentale per ogni essere umano, soprattutto per l’artista. Non può esistere un artista senza la sensibilità, perché il suo obiettivo principale è quello di creare e di trasmettere emozioni e, per farlo, ha bisogno di sensibilità e amore.

Hai qualche soprano del passato a cui ti ispiri?

Si, Maria Callas, lei è sempre stata con me. La segue da sempre, non lo mai abbandonata e lei non ha mai abbandonato me. La sua sensibilità e la sua forte bontà d’animo, che traspare dalle sue interpretazioni, le porto sempre dentro di me. Infatti, lei non ha mai dato importanza alla tecnica vocale, ma solo all’emozione.

C’è qualche tenore del passato con il quale avresti voluto cantare? Con chi, invece, sogni di cantare nel tuo futuro?

Si, Giuseppe Di Stefano, un tenore siciliano che ha lasciato un vuoto enorme, perché con la sua tecnica vocale libera ha trasmesso moltissimo. Sarebbe bellissimo, oggi, sentir cantare in maniera libera i tenori. Un tenore, invece, con cui mi piacerebbe duettare, in futuro, è Andrea Bocelli.

Ci sono stati dei momenti, lungo il tuo percorso, in cui hai pensato di smettere?

Si, ci sono stati. Da sempre mi sono affidata a tanti insegnanti, perché sono una ragazza curiosa, amo esplorare e scoprire nuove cose. Allora, questa mia curiosità mi ha portato ad avere tanti docenti di canto, anche artisti famosi. Ho pensato di smettere, perché ero stufa di ascoltare quello che ricevevo, esternamente, come lezione. Mi sentivo un’anima persa, un’anima costretta a seguire gli altri, per questo ho deciso di ascoltare me stessa e le esigenze che il mio apparato vocale mi chiedeva. Questo accadeva, perché mancava quel potere umano che è l’empatia e, senza di essa, non potrai mai comprendere chi hai di fronte. Questa esperienza è stata utile per diventare un’ottima insegnante. A me piace molto insegnare, i miei allievi si trovano bene con me, perché riesco ad immedesimarmi in loro, ed adattare la maniera di cantare al loro apparato vocale.

Com’ è nata la tua collaborazione con il manager calabrese Mimmo Bova?

La mia collaborazione con Mimmo Bova nasce a maggio 2020, quando per caso ho trovato il suo profilo facebook, rimanendone colpita. Avevo notato delle foto che lo ritraevano in occasioni televisive importanti, perciò mi presi di coraggio e lo contattai privatamente, mandandogli i miei video artistici e il mio curriculum. Così abbiamo concordato un appuntamento a Roma e sono partita, in piena pandemia. Devo dire che ne è valsa la pena.

In che modo ti sta aiutando nel tuo percorso lavorativo?

Devo dire che mi sta aiutando non solo nel percorso lavorativo, ma anche in quello morale. Mi reputo una ragazza fortunata, perché ho da sempre sperato di trovare una persona che mi prendesse a cuore e finalmente l’ho trovata. Da maggio mi segue, mi porta ovunque. Ho già fatto un concerto in Calabria, a Monasterace, la scorsa estate. Nonostante sia tutto fermo, lui non si ferma mai. Infatti, in questi giorni, sarò a Roma per degli appuntamenti importanti.

Quali saranno i tuoi prossimi progetti e quali sono i tuoi sogni?

I progetti futuri sono diversi e numerosi, stiamo lavorando tantissimo. Il mio manager, Mimmo Bova, sta programmando i prossimi eventi: saremo a Roma, Milano e soprattutto nella meravigliosa Calabria. i miei sogni, invece, sono stare bene in salute, io e le persone che mi circondato. Sono poche le persone che mi amano incondizionatamente, ma sono quelle che mi vogliono davvero bene e io desidero che siano sempre felici. Il mio sogno è quello che il mondo possa migliorare, ed evolversi nell’amore incondizionato; infine, con tutto il cuore, vorrei cantare nei teatri di tutto il mondo.

Autore: 
Rosalba Topini
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