Il sorriso dei ragazzi ci salverà

Dom, 22/03/2020 - 20:00

Sono convinta che in mezzo alla totale confusione, al panico e al sospetto che aleggia nell’aria, una cosa ci potrà salvare: l’ottimismo con cui i ragazzi stanno affrontando questa situazione. Ho sempre ammirato la loro capacità di adattamento, il loro entusiasmo nelle piccole cose, il loro modo di divertirsi con poco. Da un giorno all’altro, sono passati dall’avere giornate frenetiche a non avere nulla da fare. Eppure non si lamentano, svolgono i propri compiti, chi ha la fortuna di avere un giardino gioca all’aperto. Forse il Coronavirus ha fatto qualcosa di buono: riportare i bambini a giocare all’aria aperta. Hanno i loro momenti difficili ma, mentre noi adulti continuiamo a lamentarci e a cercare a tutti costi l’untore, loro si organizzano le giornate con forza e serenità. Mi è sempre piaciuto chiacchierare con i bambini e i ragazzi, specialmente ho sempre amato ascoltarli, perché sono convinta che da loro si può imparare tanto, soprattutto a rimanere sempre un po’ fanciullini, come affermava il buon Pascoli. Le loro risposte, alla mia domanda su cosa pensano di questo periodo, li mostrano per i piccoli grandi eroi coraggiosi che sono e mette in evidenza la consapevolezza che hanno della gravità della situazione che stiamo vivendo, ma con la totale sicurezza che presto questo triste momento sarà solo un brutto ricordo.

Martina: Spero che questo periodo bruttissimo passerà al più presto e ritorneremo a scuola. Mi mancano tutti i miei compagni e i professori. Spero che ci sia qualcuno che ci aiuti a cacciare il virus come hanno fatto in Cina. Il Coronavirus sarà un brutto ricordo che non dimenticheremo mai, spero che i medici e i santi ci aiutano a sconfiggerlo. Per fortuna sono arrivati i medici cinesi ad aiutarci. 

Maria: Siamo nel 2020 e io, come tutti, non mi aspettavo di passare un periodo del genere. È stata una cosa inaspettata, anche se da ciò sto imparando ad apprezzare cose a cui prima non davo nessun valore, come uscire con un’amica, andare a scuola, in palestra, dai nonni, abbracciare gli amici, persino fare la spesa. Insomma cose giornaliere che si svolgono durante l’arco della giornata, ma che ora risultano impossibili da fare. A volte vorrei scoppiare a piangere, pensando a tutto ciò che ci manca: la mia vita e la mia libertà. Poi, però, grazie alla mia mamma, che mi sostiene, penso che devo essere forte e che presto tutto questo finirà e potrò ritornare a scuola e rivedere i miei compagni e i miei professori. All’inizio credevo che la mia famiglia fosse pazza, quando si preoccupavano per le prime voci riguardanti il Coronavirus, mi arrabbiavo con mia mamma se magari mi metteva l’amuchina nello zaino, perché ancora non riuscivo a realizzare la gravità della situazione. Ora la capisco, penso che siamo forti e che se stiamo tutti a casa e preghiamo presto questa sofferenza terminerà. E soprattutto quando tutto questo sarà finito spero che impareremo ad apprezzare la vita e tutto quello che ci dona ogni giorno.

Maria Pia: Il Coronavirus è una malattia bruttissima. In questo momento ci sta allontanando dalla vita quotidiana, ma questo non è un problema perché riusciamo ad adeguarci. Il grande problema è che alcuni hanno perso i loro cari.

Francesca: Io sono molto triste per questa malattia e vorrei che finisse, solo al pensiero di tutte le persone malate sto male. Vorrei che ci fosse una medicina per combatterlo e che non ci ricordassero ogni volta i comportamenti da assumere perché così ci fanno agitare. Quindi spero che guariscano tutti e che questo virus venga sconfitto.

Alessia: Penso che non sia un bel periodo quello che stiamo vivendo, ma anche che se tutti rispettiamo le norme che ci vengono imposte per tutelarci riusciremo a superare anche questa situazione.

Daniel: Stiamo passando un momento bruttissimo con questo Coronavirus. Stiamo sprecando la nostra vita, perché stare chiusi in casa 24 ore su 24 è solo tempo sprecato. Quindi spero che si ritorni presto alla vita normale. Una mia teoria è che, come la Giornata della Memoria, in futuro ci sarà la giornata in cui si ricorderanno i morti e tutti i contagiati da questo virus.

Ilaria: Penso che se tutti noi rimaniamo a casa non ci succederà nulla. Purtroppo alcune persone escono di casa, perché non capiscono quanto la situazione sia seria. Sono sicura che noi siamo forti e coraggiosi e non smetteremo mai di lottare. Questa è una guerra, anche se non ci sono le armi, e dobbiamo vincerla. Fatti coraggio, Italia, ce la farai!

Lorenzo: L’arrivo in Italia del Coronavirus ha portato un enorme cambiamento nella nostra vita. Affrontare il Coronavirus è difficile e adesso per noi è un momento intenso e incerto. Il virus ha portato nel mondo un periodo difficile da superare, chiede molta forza e coraggio a tutti. Io ho capito che la vita non è facile e non è un gioco. Tutto il mondo dovrebbe collaborare, alcuni pensano che sia un gioco, ma non capiscono che non ci sono più le uscite tra amici, non c’è più quell’abbraccio, quella vicinanza tra i familiari. Non si può fare più niente, solo stare a casa e rispettare le regole. Mi dispiace per quelle persone che hanno perso i loro cari. Però insieme ce la faremo.

Anthony: Secondo me, per il Coronavirus non ci dovremmo molto allarmare, ma non dobbiamo nemmeno prenderlo alla leggera.

Asia: Ho capito che è una cosa brutta, spero che finisca presto, così ritorneremo a scuola e continueremo ad imparare tante cose.

Tanti sono stati i disegni, fatti da loro, che hanno colorato le nostre giornate grazie ai loro arcobaleni e i loro messaggi speciali: “Andrà tutto bene” oppure “Io resto a casa”.
L’ottimismo e la forza dei ragazzi ci trascinerà verso un sicuro arcobaleno, dove finalmente il cielo ritornerà a essere sempre più blu.

Autore: 
Rosalba Topini
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