Il virus della “legalità”

Lun, 30/03/2020 - 20:00

«Gli ’ndranghetisti si presenteranno, come sempre, come benefattori, come gente che aiuta chi ha bisogno, i poveri, questo lo fanno già, da sempre, dando ai disperati 30 euro al giorno per un lavoro in nero, e questi si sentiranno, sul piano psicologico, ancora più prostrati e ancora più riconoscenti verso chi gli darà questi 30 euro»
Il rischio è un aumento «del consenso per gli ’ndranghetisti proprio sul piano della risposta sostanziale che loro riescono a dare»
Per quanto possa valere davvero poco, ho sempre avuto grande stima del Procuratore Gratteri, ma oggi mi sono sentito umiliato leggendo sulla stampa queste ed altre sue affermazioni, posto che tutti, specialmente nell'Italia del Sud, si versa in condizioni di seria e grave difficoltà.
Sicuramente, il Procuratore di Catanzaro Gratteri ha inteso esprimere soddisfazione per le misure adottate dal farmacista d'Italia, Giuseppe Conte, per sostenere un Paese che soffre per varie ragioni, ma la sua è tautologia!
Rilevo con grande rammarico che neppure una  parola è stata da Lui dedicata alla "legalità" di un "staterello" (altro che Stato!) che finge di ignorare la gravissima esposizione al rischio della vita della popolazione carceraria, soprattutto quella in attesa di giudizio, che, secondo la "più bella del mondo", dovrebbe pure essere titolata di una urticante e mal digerita presunzione di innocenza.
E, dunque, si preferisce rimanere in silenzio e con la benda sugli occhi davanti alla conclamata ed irresponsabile impossibilità di garantire, tra quelle mura spietate, le distanze tra le persone, fottendosene di lasciare senza risposta l'obbligo, giuridico e morale, di modulare l'azione statale alla gravissima straordinarietà della pandemia che, unitamente alle misure restrittive imposte sul territorio nazionale, ha di fatto cancellato le esigenze cautelari sottese a qualsivoglia provvedimento limitativo della libertà personale sin qui adottato da chi ne ha titolo.
Se queste gravissime e ciniche omissioni obbediscono ad una idea di "legalità", allora è il caso che il Popolo Italiano, a partire da quello Calabrese, ricordi che, al tempo di Hitler, uccidere un ebreo, uno zingaro, un pederasta, ovvero consegnarlo alla Gestapo o alle SS, rispondeva ai canoni di "legalità" pretesi ed imposti dal regime.
Ecco perché mi è sembrato di cogliere una corrispondenza tra l'intervista del Procuratore Gratteri e la sclerotizzata fissità di pensiero del neo componente del CSM Nino Di Matteo, secondo il quale "la concessione di un beneficio in maniera indiscriminata rischia di apparire un cedimento dello Stato al ricatto di chi ha organizzato le rivolte nelle carceri" dietro le quali ci sono, nemmeno a dirlo, le "organizzazioni criminali".
Eppure a me era parso si trattasse di misure grazie alle quali venire incontro al diritto alla vita che viene quotidianamente calpestato nelle carceri italiane.
Ma, giusto per non privarsi di nulla, ecco che la performance del magistrato palermitano proprio oggi si arricchisce di un'altra perla: "I padrini e i loro complici potrebbero già avere iniziato a contattare imprenditori e commercianti assaliti dalle difficoltà economiche".
Di questo passo -chi potrà mai sostenere il contrario???- ben presto ci sarà data la possibilità di sapere che il coronavirus sarà stato consegnato al regime del 41 bis.
Nel frattempo, si continui pure a pisciarci in testa, ma, per carità!!!, senza la pretesa di farci credere che stia solo piovendo!

Oreste Romeo

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