Imprese disperate, ma c’è una speranza

Sab, 18/05/2013 - 11:25

Un provvedimento sblocca crediti, ispirato ad un’iniziativa di Piemonte e Lombardia, è stato proposto da Confindustria Reggio per cercare di uscire dallo stallo economico in cui ci troviamo. La Camera di Commercio di Reggio dovrebbe istituire un fondo che possa rappresentare una garanzia per le banche, così da fare riaprire i rubinetti per gli imprenditori, mentre gli enti si dovrebbero impegnare a rientrare dei crediti accumulati.

Diecimila euro, questo l’importo di un certificato di credito che un imprenditore della Locride ha presentato alla banca in cui è cliente da una vita. Fino a qualche tempo fa non avrebbe avuto nessuna difficoltà. Entrare in banca con una certificazione di credito emessa da un ente pubblico era una garanzia sufficiente. Oggi non più. Piccole e medie imprese nel reggino, ma un po’ in tutto il paese, falliscono o sono in estrema difficoltà e per buona parte l’insolvenza di comuni e pubbliche amministrazioni è una delle cause.
Pagamenti, forse, a sei mesi e gli imprenditori spesso devono anticipare di tasca propria, senza alcuna certezza di rientrare del credito. Come se non bastasse la sempre più preoccupante situazione economica e i mancati pagamenti da parte dei comuni stanno spingendo un numero crescente di banche a rifiutarsi di coprire i certificati di credito e a concedere prestiti agli imprenditori che lavorano con gli enti pubblici. Questo circolo vizioso sta bloccando qualsiasi iniziativa e sta portando al collasso il sistema delle piccole e medie imprese.  
La Lombardia, come il Piemonte, ha messo a punto un’iniziativa Sblocca Crediti. In sintesi data l’insolvenza di molti comuni e le crescenti difficoltà incontrate dagli imprenditori che avanzano crediti dalle pubbliche amministrazione, le Camere di Commercio delle rispettive regioni hanno stipulato accordi con imprenditori, banche e comuni. Attingendo alle casse della Camera di Commercio è stato creato un fondo di alcuni milioni che sarà usato come garanzia con le banche che riapriranno i rubinetti per gli imprenditori che si presenteranno con un certificato di credito di enti pubblici. E contemporaneamente i comuni si impegneranno a restituire gli anticipi della Camera di Commercio e coprire i propri debiti.
Il Presidente della sezione Turismo di Confindustria Reggio, Giuseppe Nucera, vorrebbe proporre la stessa idea alla Camera di Commercio di Reggio Calabria. Tra l’altro secondo quanto dichiarato da Nucera la Camera di Commercio reggina dovrebbe avere a disposizione circa 20 milioni di euro e per sostenere questa proposta basterebbe metterne a disposizione 4/5 milioni. Tra l’altro la cassa della Camera di Commercio dovrebbe solo fare da garanzia per le banche fino a che le pubbliche amministrazioni non saranno in grado di coprire i debiti. e poi quelle risorse non sono altro che il frutto dei versamenti degli imprenditori e sarebbe quindi logico che in questo momento di crisi fossero usate per dare un po’ di respiro alle imprese.

 

Autore: 
Eleonora Aragona
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