Incidenza dei tumori: il problema è mondiale

Dom, 27/03/2016 - 16:56
Il convegno di sabato 19 marzo ha evidenziato che i dati raccolti in merito all’incidenza dei casi di tumore nel nostro territorio sono in linea con quelli del resto del Paese. Se, da un lato possiamo tirare un sospiro di sollievo, tuttavia, dobbiamo ancora aspettare il pieno regime del neonato registro tumori di Reggio per avere dati certi e constatare che l’aumento dei casi, benché mondiale, c’è e deve essere contenuto cambiando lo stile di vita.

Nella Locride si registra un numero di tumori perfettamente in linea con quello del resto del Paese. È questa la conclusione più importante del convegno Problemi ambientali e incidenza dei tumori, tenutosi lo scorso sabato 19 marzo presso la Sala del Consiglio Comunale di Siderno. L’incontro, anticipato dal sindaco Pietro Fuda con l’espressa preoccupazione che in Calabria si celi una seconda Terra dei Fuochi con la consapevolezza e la complicità del governo, ha visto l’esposizione delle relazioni tecniche di illustri dottori provenienti da tutta la regione, dinanzi a una nutrita platea di cittadini sinceramente interessati all’argomento.
La prima relazione, a cura dell’ematologo e oncologo Pasquale Iacopino, ha cercato di spiegare le ragioni per le quali intercorre una così marcata differenza tra la percezione dell’incidenza tumorale nei cittadini di una determinata area e gli oggettivi risultati delle indagini scientifiche in merito. Accade molto spesso, infatti, che alle preoccupazioni della cittadinanza non corrispondano dati allarmanti a livello sanitario, una tendenza comprovata dai diversi grafici che il dottor Iacopino ha mostrato durante il suo discorso, che hanno dimostrato come, nella nostra area, pur essendo generalmente aumentati i casi di tumore, gli stessi non abbiano mai superato la media del resto del Paese, facendo rimanere la nostra Regione agli ultimi posti per numero di casi di cancro registrati in Italia. Vista la delicatezza del tema, ha proseguito Iacopino, la percezione dell’incidenza tumorale viene ingigantita da tutta la popolazione mondiale, sempre più consapevole, e conseguentemente preoccupata, di quali elementi possano essere alla base dell’insorgere di queste gravi patologie. Nel prosieguo della sua relazione, Iacopino ha comunque fatto rilevare l’effettiva tendenza dell’intero sud Italia a colmare rapidamente il divario dal settentrione in quanto a incidenza tumorale, sottolineando che, se i dati dovessero rimanere quelli registrati negli ultimi due anni, entro il 2050 l’incidenza sarà maggiore al sud rispetto al nord, con picchi enormi, com’è facile immaginare, in Campania. Considerato l’aumento della speranza di vita, inoltre, Iacopino ha sottolineato, in conclusione, che la percezione della società differisce così tanto da quella della comunità scientifica perché, se la prima si lascia impressionare da ogni caso di cancro, la seconda prende in esame solo quelle patologie rare o fulminanti che incorrono in soggetti di giovane (e spesso giovanissima) età, in merito ai quali i dati, fortunatamente, sono ancora sotto controllo.
A completamento di questo primo intervento, la Responsabile del Registro Tumori ASP di Catanzaro Antonella Sutera Sardo, ha illustrato i metodi e le funzioni della registrazione oncologica in Calabria. Già avviata in altre zone della regione, la stessa sta finalmente partendo anche nella nostra provincia, che potrà avere dati completi e attendibili in merito all’insorgere del cancro nella popolazione residente. La dottoressa ha spiegato come il registro raccolga i dati su un campione consistente della popolazione per incrociarli con i registri nazionali e internazionali (come l’Agency for Research on Cancer) rilevando così non solo se vi sono picchi anomali nell’insorgere di determinate patologie, ma anche quali siano le più diffuse. Grazie a un sistema di calcolo che permette di mettere in relazione il numero dei decessi (o dei ricoveri) complessivi con quelli dovuti all’incidenza di una peculiare tipologia di cancro, nel corso della sua relazione la dottoressa Sardo ha rilevato come a un numero di casi nella norma a Locri faccia da contraltare un eccesso di tumori alla trachea a Palmi, Reggio Calabria e Gioia Tauro (dov’è anomalo anche il dato relativo ai tumori del tessuto linfatico).
La successiva relazione del Dermatologo Vincenzo Schirripa ha quindi messo in evidenza come uno dei tumori più sottovalutati eppure più diffusi sia oggi quello delle pelle, derivato nella quasi totalità dei casi da dermatologie ambientali frutto dell’inquinamento (atmosferico o delle falde acquifere) dell’elettrosmog (le radiazioni prodotte da radio e tv, reti cellulari o microonde) e dai raggi ultravioletti prodotti dal sole che, con l’assottigliamento della fascia d’ozono che protegge il nostro pianeta, stanno diventando pericolosi per il nostro derma.
Alla relazione del Pediatra Francesco Mammì, che ha illustrato come il cambiamento dello stile di vita abbia influito sul nostro DNA costringendolo ad adattarsi a un nuovo stile di vita che ci rende più forti dinanzi a determinate patologie, ma più esposti ad altre, ha fatto seguito la relazione conclusiva del Direttore del Pronto soccorso di Locri Giuseppe Zampogna, che ha relazionato in merito a una piaga dell’edilizia regionale: l’abuso di amianto. La struttura fibrosa di questo minerale che, adeguatamente lavorato ha permesso per decenni la costruzione di elementi edili di grande resistenza è, infatti, come noto, alla base di gravi patologie polmonari che possono essere trattate con successo ma non senza conseguenze per i pazienti. Il dato che più preoccupa la comunità scientifica, comunque, è relativo ai tempi di incubazione delle suddette patologie, che potrebbero insorgere di qui a decine di anni, facendo temere l’arrivo imminente di una terza ondata di casi oggi impossibile da prevenire.
L’aumento dell’incidenza tumorale, insomma, è un fenomeno che interessa l’intero Paese e sul quale possiamo avere solo un minimo controllo, visto il mutare del nostro stile di vita e l’aumentare della sua speranza. Resta il fatto, come annunciato dal sindaco Fuda al termine dell’incontro, che si debbano continuare a svolgere analisi dettagliate e intavolare un discorso con  regione e stato per prendere ogni provvedimento necessario a ridurre al minimo i rischi corsi dalla popolazione e invertire la tendenza alla quale faceva riferimento il dottor Iacopino durante il suo intervento.
Il nostro destino è dipende da noi…

Autore: 
Jacopo Giuca
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