Renata e quella luna crudele sopra il mar Jonio

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Un pensiero per ricordare la donna trovata morta in mare oggi a Siderno

La prima volta che vidi Renata mi ricordò all’istante una campionessa olimpionica di salto in alto. Una rumena. Una molto bella. Ma Renata, la giovane donna trovata morta oggi nelle acque dello Jonio sidernese, era polacca. Aveva collo e gambe lunghe tipici delle slave d’Istria, e lavorava da Ferro mi pare, un’attività su Via Jonio, che ora non c’è più. Sorrideva quel giorno, sotto una frangetta già vintage anche per l’ultimo occidente d’Europa. Sorridevano tutte le ragazze dell’Est che a cavallo tra la fine degli anni novanta e il nuovo millennio, sospinte dall’alito amico di papa Wojitila, approdavano qui da noi, abbagliate da un sole che spunta dal mare e da arance che hanno più sangue del sole. Sono bastati dieci anni e l’illusione è svanita, il sole s’è spento, il sangue è stato asciugato dalla tristezza. E anche lo Jonio è ritornato crudele e indifferente come la Luna di Mastru Bruno Pelagi, una luna velata che puntualmente si alza, se ne va, e non gliene frega nulla del mondo e della solitudine di Renata, tanto lo stesso farà domani,  mentre la pietà dura sole poche ore…e poi muore.

Autore:
(em)