Il tempo dei ricordi

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Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 4 Maggio.

Accadde che:

1814 (207 anni fa): Napoleone Bonaparte arriva a Portoferraio, sull’isola d’Elba, dove inizia il suo esilio. Vi ha soggiornato, regnandovi, per dieci mesi, fino al 26 febbraio del 1815. Fuggi dall’Elba, la notte durante un ballo di carnevale in maschera, per la riconquista del trono di Francia, che durò solo 100 giorni per poi andare incontro alla sua distruttiva battaglia di Waterloo e al suo secondo esilio sull’isola di Sant’Elena, situata nel mezzo all’Oceano all’Atlantico. Il31 marzo 1814 le forze coalizzate di Inghilterra, Prussia, Russia e Austria entrano a Parigi, Napoleone è costretto a sottoscrivere l’atto di abdicazione, il trattato di Fontainbleau, che gli assegna l’Elba come principato e una pensione annua di due milioni di franchi. Gli elbani lo accolgono con entusiasmo, lo sbarco avviene sull’attuale Molo Elba, di fronte alla Porta a mare, dove gli vengono consegnate le chiavi della città. Dopo aver alloggiato per otto notti negli scomodi locali della Biscotteria, sede dell’amministrazione, Napoleone decide, per il suo alloggio, di ristrutturare alcuni edifici amministrativi e di vario uso, situati tra il Forte Stella e il Forte Falcone, l’attuale complesso della Villa dei Mulini.

1949 (72 anni fa): a Torino, l’aereo che trasportava la squadra dl Grande Torino si schianta sulla collina di Superga. I giocatori del Torino tornavano a casa da una trasferta a Lisbona per una partita contro il Benefica, concordata tra i due capitani delle squadre. Mazzola e Ferreira si erano conosciuti in occasione della gara tra Italia e Portogallo giocata a Genova. Ferreira chiese a Capitan Valentino di disputare  un’amichevole contro il Torino in occasione del suo addio al calcio. Mazzola si disse d’accordo e l’intesa fu presto raggiunta. L’incontro fu fissato per martedì 3 maggio 1949, ed il Torino ottenne dalla Federazione il permesso di anticipare al 30 aprile la sfida con l’Inter. La gara contro il Benfica è stata una vera amichevole, la formazione granata sconfitta 4-3 con grandi applausi al capitan Ferreira, che abbandonava il calcio, in uno stadio gremito da quarantamila persone. Il giorno seguente, il 4 Maggio, l’intera squadra sale sul trimotore I-Elce per fare ritorno a casa. Il tempo è pessimo con nuvole basse e pioggia battente. Erano le 17:03 l’aereo con il Grande Torino a bordo, eseguita la virata verso sinistra, messo in volo orizzontale e allineato per prepararsi all’atterraggio, si va invece a schiantare contro il terrapieno posteriore della basilica di Superga. Il pilota, che credeva di avere la collina di Superga alla sua destra, se la vede invece sbucare davanti all’improvviso e non ha il tempo per fare nulla. Nell’incidente perde la vita l’intera squadra del Torino, vincitrice di cinque scudetti consecutivi dalla stagione 1942-1943 alla stagione 1948-1949 e che costituiva la quasi totalità della Nazionale italiana. Sono morti, anche, i dirigenti della squadra e gli accompagnatori, l’equipaggio e tre noti giornalisti sportivi italiani: Renato Casalbore, Renato Tosatti e Luigi Cavallero.

Nato oggi:

1871 (150 anni fa): nasce a Morano Calabro (Cosenza) Carlo De Cardova prete meridionalista, autore emblematico del meridionalismo calabrese. Fonda nel 1901 la Lega del Lavoro e nel 1902 la prima Cassa rurale, tra i fondatori, in Calabria, del Partito Popolare di Luigi Sturzo. Ha contro di lui la chiesa togata, che guarda con ostilità all’impegno sociale di questo grande sacerdote, che seppe far sentire, in tempo di nazifascismo, la sua voce contro le leggi razziali. Muore a Morano il 10 marzo 1958. Il 25 novembre 2010, è stato aperto il processo di beatificazione dal tribunale diocesano di Cassano all’Jonio costituitosi nella sua città natale, dichiarandolo servo di Dio. Il 2 dicembre 2018 le sue spoglie mortali sono state traslate nella Collegiata di Santa Maria Maddalena in Morano calabro.