Intervista a Federico Biancospino «Ripartire dalle origini, questo il futuro»

Sab, 25/05/2013 - 09:13
“Un territorio coinvolgente a livello economico è stato disintegrato, molte attività hanno chiuso e il nulla è come un tumore. Se i negozi iniziano a chiudere, l’interesse verso la zona diminuisce sensibilmente. Questo lo percepisco in prima persona”

Puntare sul “Made in Italy” e, ripartendo dalle origini, creare un prodotto che non teme la concorrenza, perché unico nel suo genere. Questo il futuro di Federico Biancospino imprenditore sidernese, esportatore a livello internazionale, rimasto ben saldo al territorio di nascita.
Tutto parte dall’azienda di famiglia la “Abox Srl”, da anni nel settore degli astucci per gioielli, nella quale lui inizia a lavorare nel 2005. «Anno in cui ho deciso di dar vita al nuovo marchio “AB Collezioni”, optando così per la diversificazione dell’attività produttiva esistente, realizzando accessori moda e articoli da regalo, in risposta a quella che era ormai divenuta l’evidente crisi dell’offerta sul gioiello».
Fare impresa in Calabria e nella Locride certo non è facile, ma dalle testimonianze, neanche impossibile. Come più volte emerso anche con Biancospino ci si sofferma, inevitabilmente, sulla questione della scarsa comunicazione che impedisce un scambio costante con il resto del Mondo. «Il porto di Gioia Tauro per il lavoro di esportazione che facciamo è importante, per fortuna ancora c’è. La crisi economica si sente e non poco, l’unico settore non in crisi sono le esportazioni, continuano ad essere richiesti i prodotti 100% italiani.
Io ho un negozio sul corso principale di Siderno è mi rammarico della situazione generale. La questione delle comunicazioni è cruciale, non essendoci modo di far affluire persone in zona come pensiamo di dare respiro al mercato locale. Un territorio che poteva essere molto coinvolgente a livello economico è stato disintegrato, molte attività hanno chiuso e il nulla è come un tumore.
Se in un posto o in una strada i negozi iniziano a chiudere, l’interesse verso la zona diminuisce sensibilmente. Questo lo percepisco in prima persona, nonostante l’impegno che ci si può mettere».
In cantiere un nuovo progetto “Lekanai”, un nuovo marchio sul quale lavora da  tempo e che ha raccontato in una lettera che ha inviato a chi del settore e non solo avrebbe potuto sposare l’idea. «Il trend delle fiere europee è il ritorno al Made in Italy. Noi abbiamo deciso di parlare e produrre Made in Italy nel vero senso della parola. I nostri articoli verranno prodotti a Firenze, dalla stessa azienda che lavora per grandi marchi italiani, non dimenticando, però, le origini.
Per questo si è pensato ad un progetto nuovo che ci identifichi in modo chiaro. Sono produttore di beauty case e porta gioie, e quale miglior parola d lekanai che in greco antico significa appunto porta gioie».
Con l’idea in mente da sviluppare è andato al Museo Nazionale di Locri Epizephiri per “immergersi” nel passato, affascinato dal bicolore dell’arte greca, ha pensato che questo potesse essere il punto di partenza. «Tutto nasce da un portagioie bicolore e poi è stato aggiunto come simbolo distintivo la moneta con la testa di leone ritrovata a Reggio Calabria.
Il nuovo marchio è una scommessa personale che va oltre il discorso estetico puntando sul fascino storico e  culturale. L’unicità del marchio dipenderà dalla relazione intrinseca tra storia, cultura e impresa».
Un progetto a più ampio respiro che non si esaurisce nel prodotto in se, ma è concepito come strumento di ritorno alle origini e all’originalità. E se si è parlato di comunicazioni che devono necessariamente migliorare, invitabile un accenno a quello che è il rapporto con gli istituti di credito.
«Con gli istituti di credito il rapporto è costante, in questi ultimi mesi ancora di più. Ho voluto “pensare all’americana” sono andato con il mio progetto in banca, non pensando di dover offrire io qualcosa per avere in cambio liquidità, ma puntare solo sulla bontà della mia idea. Ci ho provato! Ormai è tutto incentrato sulla velocità e l’immediatezza, ma burocraticamente c’è tutta una prassi, fin troppo lunga da seguire, che rallenta tutto, nonostante abbia notato interesse per ciò che proponevo. In Italia manca il dinamismo e questo nel mercato non è un aspetto positivo».  
Il nuovo brand sarà presentato a luglio, ospitati dal Museo Nazionale di Locri Epizephiri, Simonetta Bonomi, Soprintendente per i beni archeologici della Calabria, come racconta Biancospino, scriverà la prima pagina di presentazione del progetto, nel quale verranno coinvolte anche le scuole. Ogni istituto in base al proprio settore “ripercorrerà” il passato, cibo, trucco, il tutto rapportato al progetto. La prima collezione si chiamerà Era e lo shooting sarà proprio a Capo Colonna, il cui santuario è stato dedicato alla Dea.
«Lavoro qui perché sono innamorato di questo mare, di questo sole e nel nuovo progetto c’è tanta Calabria che farò conoscere. Le persone a cui sto proponendo il nuovo brand rimangono stupiti delle ricchezza del territorio. Io penso che se la politica fosse più lungimirante il cambiamento sarebbe radicale».

Autore: 
Emanuela Alvaro
Rubrica: 

Notizie correlate