Io non mi limito a essere con Lucano. Io sto con la Costituzione!

Dom, 15/10/2017 - 11:20

Senza ipocrisia, sono amico di Mimmo Lucano ma proprio per questo credo che una solidarietà “ad personam” potrebbe rivelarsi sbagliata e perdente.
Un rito che nasconde una sostanziale impotenza!
Non si vincono le battaglie scindendole dalla lotta politica e decontestualizzandole dall’ambiente in cui si svolgono.
Sto con il sindaco di Riace perché sono garantista con tutti. Oggi con Mimmo Lucano, un anno fa con Sekene, un ragazzo di colore ammazzato a 20 anni nel lager di Rosarno nella quasi generale indifferenza.
Nel caso di Riace non mi sentirei di parlare di persecuzione giudiziaria nè di eccesso di protagonismo di singoli magistrati. Finora non c’è stato!
Inoltre diffido dei forcaioli anche quando diventano agnelli.
Se una informazione di garanzia ha avuto e ha effetti devastanti sulla vita delle persone e, a volte, su intere comunità; se un innocente può essere impunemente marchiato a vita; se il potere dei PM è diventato enorme; se viviamo in uno Stato di polizia, tutto ciò è stato possibile per l’azione di coloro che - non sempre in buona fede - sono stati pronti a innalzare capestri incuranti della vita altrui e della sorte della nostra Terra.
Le garanzie costituzionali devono valere per tutti.
Nel caso di Riace bisogna coniugare il garantismo con una battaglia “meridionalista” perché è provato che tutto ciò che di buono nasce al di qua del Pollino è destinato a essere calunniato prima e trasformarsi successivamente in reato.
La giustizia sommaria è una brutta bestia. Lo è quando a cadere nella rete è un ragazzo di San Luca tenuto in carcere per un errore di persona nel silenzio tombale e vigliacco di molti; lo è quando un sindaco democraticamente eletto viene allontanato dal suo incarico senza processo; quando un locale viene chiuso con un semplice rapporto di polizia; quando un’impresa viene “interdetta” senza una regolare sentenza; quando arbitrariamente viene proibito un funerale; quando le carceri (o gli ospedali) diventano luoghi di gratuita tortura.
Nessuno vuole o pretende impunità per delinquenti e assassini ma solo rispetto per lo Stato di diritto.
È vero, Mimmo Lucano s’è spinto sul terreno di una sana Utopia dove i sogni diventano possibili. Non so se i magistrati configureranno come reati alcune scelte che sono limpide.
So che senza “reato” non avremmo avuto la differenziata, gli asini, il frantoio, la fabbrica del cioccolato, le botteghe solidali, la taverna, l’orto gestito dagli immigrati, l’acqua pubblica, il rispetto dell’ambiente. Non avremmo avuto la moneta locale, il “presepe”, la spiaggia libera e per tutti. Insomma, non avremmo avuto RIACE.
Qualcuno dirà: “ma non sarebbe stato doveroso coniugare queste scelte con la legalità”?
No! Con questa vuota “legalità” vigente in Calabria non è possibile. Non ci può essere legalità senza democrazia, e mentre è latitante ogni interlocutore politico che dovrebbe essere in grado di recepire le istanze dei cittadini e del territorio trasformandole in leggi dello Stato.
Ecco perché tutto da noi è destinato al fallimento.
Lucano ha violato la legge? No. Comunque NO!
In Calabria (e non solo) è la “legge” dei parrucconi, dei sepolcri imbiancati a violare la Costituzione. È la legge - meramente formale - a trasformarsi in una “camicia di forza” che tormenta i deboli mentre è inefficace contro i “forti”.
Lucano ha “spremuto” le speranze degli ultimi facendo prendere loro forma e sostanza nella sua “Città Futura” e, in questo deserto politico ha operato in regime di autentica “legalità” repubblicana senza trarre alcun vantaggio per sè.
Non posso arrogarmi il diritto di parlare per altri, ma se è legalità la scelta di “cooperare” per internare in un lager libico 500mila disgraziati, senza neanche un ospedale da campo, io voglio essere un “bandito”.
Se è legale lo stato di incuria degli ospedali, le ingiustizie sociali inconcepibili solo qualche anno fa, il licenziamento arbitrario dei lavoratori, io voglio essere un “fuorilegge”.
La legalità delle banche, dei profitti e dei privilegi non è la nostra!
A Riace, al di là dei “reati” inesistenti e dello stesso Mimmo Lucano, si sta svolgendo una lotta titanica tra la legalità delineata nella Costituzione e la legalità burocratica a favore dei forti e dei garantiti.
Io non mi limito a essere con Lucano.
Io sto con la Costituzione!
In questo senso, il mio modo di essere a fianco della bella esperienza di Riace sarà quella di partecipare -con convinzione - alla iniziativa del 22 ottobre a Siderno per l’attuazione della Costituzione (dopo 70 anni in cui è stata ignorata).
Per dare un senso all’articolo 3 della stessa.
Per ripristinare lo Stato di diritto.

Autore: 
Ilario Ammendolia
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