Jasmine Cristallo: "La politica ha gettato l'esca ma io non ho abboccato"

Dom, 15/12/2019 - 10:30

Nella primavera scorsa ha animato la cosiddetta "rivolta dei balconi" contro l'allora ministro dell'Interno Matteo Salvini, rivolta iniziata a Catanzaro e presto diffusasi in tutta Italia. Oggi Jasmine Cristallo è la referente calabrese del movimento delle Sardine. Di recente ospite del programma Piazza Pulita su La7, ha dichiarato: “Il Sud vicino a Salvini è ossimorico come immagine. Non è compatibile. Io per la mia terra mi auguro che sia azzerata una classe dirigente che è sbagliata. Ma Salvini non è il cambiamento”. All'indomani della sua apparizione in tv, il governatore Oliverio ha provato a lanciare la sua esca ma lei, sardina libera e indipendente, non ha abboccato. L'abbiamo intervistata per voi.
Lei si è definita come una che ha sempre fatto politica dal basso ma senza tessere; contemporaneamente, però, invoca l'unione delle forze di centrosinistra. È un "vorrei ma non posso" difficile da decifrare...
Io non mi definisco, io m’impegno e opero nell’ambito di una militanza e di battaglie civiche con persone e negli ambiti dove individuo e condivido rappresentanze di bisogni, diritti. Questo convenzionalmente viene definito “agire dal basso” da parte di chi analizza sociologicamente le dinamiche di lotta aggreganti.
Invoco l’unità delle forze del centro sinistra, perché nel paese, e nella nostra regione è una scelta obbligata dalla fase corrente.
Il “vorrei ma non posso”… confesso che mi riesce difficile intendere il senso della domanda, ma ancor più mi sorprende l’affermazione di “criptata” data alle mie conversazioni, specie da parte di una intelligenza fine come quella che mi pone le domande. In ogni caso credo che si debba sempre dare il massimo dell’impegno nelle cose in cui ci si crede e che possibilmente abbiano una praticabilità.
Perchè ha declinato l'invito del governatore Oliverio?
Il mio appello non era un atto che poteva essere vivisezionato e prelevato in singole parti da singoli protagonisti alla candidatura per la presidenza della Regione.
Il mio appello è una base inscindibile in cui o si registra l’obiettivo dell’Unità o è nullo.
Pertanto non credo che si debba fare contorsionismi per ricercare singole interlocuzioni.
Quali altri big di partito l'hanno contattata?
Ci si rapporta ai movimenti e al movimento che trova di volta in volta gli strumenti d’interlocuzione. Il rapporto non è con i big, ma correttamente e in modo garbato vanno date risposte trasparenti a chi avanza volontà di dialogo, rappresentando sempre la stessa risposta per quanto riguarda l’appello.
Chi si aspetta un impegno diretto delle sardine alle prossime elezioni regionali - ha lasciato intendere in una recente intervista - rimarrà deluso perché il cantiere si aprirà dopo la tornata di fine gennaio. Perché non è ancora tempo di aprire un cantiere?
Un cantiere non si avvia nel pieno di una tempesta di vento, acqua e fulmini. Semmai bisogna chiamare uomini e donne a raccolta per dare il proprio contributo per fronteggiare tali intemperie.
Se cantieri si apriranno, saranno cantieri diffusi, dove si dovrà mettere al centro la persona, i bisogni, il welfare diffuso, il valore del lavoro.
Sono questi i cardini intorno ai quali ancorare un progetto per una nuova stagione della sinistra. Questo vale ancor più per la Calabria.
Da chi è composta la Calabria che non abbocca?
La Calabria che non abbocca è composta da tutti e da tutte coloro che non hanno l’orizzonte valoriale e di pratica politica “SalviMeloni”; che fronteggiano la deriva eversiva dell’arcipelago delle organizzazioni dell’estrema destra; che fa dell’anti ‘ndrangheta una pratica e non un'evocazione culturale o di facciata, insomma l’anti ‘ndrangheta come fulcro di una azione diffusa contro tutte le congreghe occulte o meno ad essa riconducibili.
Il filo conduttore della "rivoluzione ittica" è la fratellanza. Ci si è gia battuti oltre due secoli fa per questo principio. Serve, per così dire, un richiamo come avviene con i vaccini?
La “rivoluzione ittica” non ha trovato una nuova ideologia, la “fratellanza” diventa una pratica, e come è nota, una pratica diffusa e radicata nel corpo vivo della società, diventa un anticorpo attivo e reagente, per tanto non ha bisogno di vaccini.
Quali imperdonabili colpe riconosce a chi negli ultimi vent'anni ha avuto in mano le redini della politica calabrese?
Non ho mai condiviso l’idea che destra e sinistra siano eguali. Ma sono fermamente determinata a contrastare, criticare: chiunque operi per impedire, ognuno per il ruolo che gli compete, la crescita e lo sviluppo delle condizioni di vita delle Popolazioni Calabresi; chiunque non abbia perseguito fino in fondo una trasparenza del Palazzo, facendo delle istituzioni locali un corpo separato dal tessuto sociale; chiunque abbia profuso prebende e benefici per un cerchio magico di affari e famiglie; chiunque abbia praticato il trasversalismo, lo abbia alimentato e  fatto diventare  una pratica diffusa, facendolo assurgere a cultura; chiunque abbia impedito, rallentato, distorto il senso di rilancio e raccordo della Calabria con il resto del Paese e con l’Europa; chiunque non abbia saputo dire dei "no" anche al suo schieramento di appartenenza, allorché si effettuavano scelte penalizzanti il sud, la Calabria, il lavoro.
Mai una classe dirigente locale ha trovato il coraggio di manifestare, organizzare il proprio NO al governo centrale, accompagnata dalla propria gente.
I candidati alle prossime elezioni regionali la fanno ben sperare?
Queste ore che ci separano dalla data di presentazione della candidature alla presidenza della giunta regionale ci diranno se c’è una classe dirigente capace di un colpo d’ali, a partire dagli attori in campo. Ma temo che sia proprio impossibile che dei panzer possano volare!
Pertanto le donne e gli uomini che si ritrovano a dover condurre una battaglia di difesa democratica si determineranno come meglio credono, nell’ambito delle candidature non solo a presidenti di regione, ma anche a  consiglieri nelle singole liste che li sorreggeranno.
Ognuno si assumerà le sue responsabilità, e spero che ciascuno, per la responsabilità che porta, sappia trarre le dovute conseguenze a fronte di una eventuale sconfitta, che irresponsabilmente, tutti, rischiano di fare registrare.

Autore: 
Maria Giovanna Cogliandro
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