L’Aiga di Locri fa il punto sulle novità legislative

Lun, 15/06/2015 - 09:36

Venerdì 12 giugno 2015, alle ore 16.30, a Siderno presso il Grand Hotel President, si è tenuto il Convegno sul tema “La sospensione del procedimento con messa alla prova. Aspetti operativi e problemi applicativi ad un anno dell’entrata in vigore della legge 28.04.2014 nr. 67”.
Un incontro promosso dall’Associazione Italiana Giovani Avvocati – Sezione di Locri per tracciare un primo bilancio e fare il punto sulle novità presenti nella legge 67 del 2014 che ha introdotto l’istituto della sospensione del procedimento con messa alla prova dell’imputato.
All’indirizzo di saluto della Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Locri, Avv. Gabriella Mollica, sono seguiti gli interventi sul tema dei relatori Dott. Mario La Rosa, Giudice del Tribunale di Locri, della dott.ssa Maria Domenica Luppino, dell’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna di Reggio Calabria, dell’Avv. Vincenzo Nobile, del Foro di Locri, e dell’Avv. Michele Vaira del Foro Foggia, nonché Segretario Nazionale AIGA. Ha moderato gli interventi l’Avv. Serena Callipari, Presidente AIGA Sezione di Locri.
Il nuovo istituto, seppur carente in alcuni punti, rappresenta, senza dubbio, un importante passo avanti verso le prescrizioni europee. Con la messa alla prova il legislatore ha inteso infatti perseguire obiettivi quali quello di offrire un percorso di reinserimento alternativo ai soggetti processati per reati di minore allarme sociale e deflazionare il carico dei procedimenti penali attraverso l'estinzione del reato dichiarata dal giudice in caso di esito positivo della prova, tenendo conto delle esigenze di tutela della persona offesa.
Sono stati anche affrontati i profili controversi del nuovo istituto e messa in evidenza la lacunosità della previsione normativa. In particolare, i relatori hanno affrontato la delicata questione dell'applicabilità delle nuove norme della legge n. 67 del 28 aprile 2014 nell'ambito di quei processi che, alla data di entrata in vigore della suddetta legge, avvenuta il 17 maggio 2014, hanno superato la fase processuale entro la quale può essere dall'imputato formulata, a pena di decadenza, la richiesta di sospensione del procedimento con messa alla prova. La mancanza di una disciplina transitoria, dedicata alla soluzione di questa problematica, ha infatti indotto i Giudici di legittimità a rimettere la questione alle Sezioni Unite, attesa la delicatezza della materia e la possibilità di soluzioni interpretative in radicale contrasto, afferenti il regolamento di diritti di rilievo costituzionale.
I relatori si sono soffermati, poi, sull’elaborazione del programma da sottoporre al giudice e sulla necessaria indagine sociale per conoscere gli imputati e le loro condizioni di vita. Un’attività complessa, che richiede diversi mesi. Tempi che rischiano di rallentare la marcia della messa alla prova se gli uffici non verranno rafforzati. È stata messa in evidenza, inoltre, la difficoltà nell’individuare le strutture che possano accogliere gli imputati.
L’evento ha costituito certamente una concreta opportunità di confronto su un tema che è oggetto di discordanti opinioni ed è di ampio interesse per i giovani penalisti e non, come confermato dalla numerosa partecipazione dei circa 100 professionisti del diritto.

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