L’ascensore si chiama con il dito…

Dom, 07/06/2020 - 11:00

C’è chi sale e c’è chi scende. Ma c’è anche chi rimane in attesa di “ascendere” perché l’ascensore si è volatilizzato. Dove sta si presuppone, ma non tutti conoscono la destinazione. C’è chi lo ha definito “l’ascensore fantasma”, c’è chi lo ha visto all’esterno di un palazzo del centro, c’è chi sostiene che sia stato installato in una casa privata ubicata in una via poco distante dal centro storico, sebbene non lontano dallo Stadio intitolato al “Barone Giuseppe Raffaele Macrì”.
C’è la Magistratura che indaga e che ha concluso le indagini sul “presunto” furto di un di un ascensore (Piattaforma marca ThyssenKrupp, modello OR 03 – matricola 9925698) di proprietà del Comune di Locri e installato nel teatro “Città di Locri”, sottraendolo alla struttura pubblica per installarlo a sua volta nell’abitazione di due privati cittadini, dietro corresponsione di una somma pari ad alcune migliaia di euro. Che poi sarebbero 7.500, anche se in molti hanno preferito non scrivere questo dettaglio “monetario”.
Il presunto autore che si sarebbe impossessato del “bene pubblico” viene indicato con le iniziali del suo nome e cognome, e lo avrebbe fatto in concorso con persone allo stato ignote, nel lontano 2012. Sono passati 8 anni da quella sottrazione e forse il reato è già prescritto. Comunque sia la notizia è che c’è stato un furto di un bene pubblico e quindi chi ci va di mezzo non può che essere il dibattito pubblico e, di riflesso, la politica locale. Io non so. Tu sai. Eri a conoscenza. Voi dove eravate. Intanto piove. Hanno preso di mira la Città. Indagate pure. Speriamo che si giunga al più presto alla verità. Ancora una volta c’è chi ha accompagnato l’imprenditore a denunciare il fatto. Via la giustizia. E qualcuno ha aggiunto: “Ma non si erano fregati pure una elettropompa?” La risposta potrebbe essere sempre positiva; “pare” che ci sia un verbale di consegna delle chiavi del Teatro risalente al 2015 (potrebbero essere passati 3 anni dopo l’asserito furto dell’ascensore “scomparso”), seguito al sopralluogo effettuato da tecnici e, “pare”, anche da altre persone.
Sono indagati per l’ipotesi di falsità ideologica in concorso tra loro, invece, tre tecnici che, nel 2015 sembra abbiano redatto un certificato di collaudo tecnico, amministrativo e statico “da ritenersi – scrive la Procura di Locri con tanto di firma in calce – ideologicamente falso, in quanto viene omessa l’assenza della piattaforma” sopra descritta “e del gruppo di elettropompa per l’alimentazione idrica degli impianti automatici antincendio”.
Come se non bastasse sono indagati per i reati di concorso formale e continuato e apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo o intrattenimento il legale rappresentante e il direttore artistico e organizzativo della società cooperativa che risulta essere concessionaria a titolo di comodato d’uso gratuito di tutte le strutture teatrali di Locri.
“Che Teatro!” Avrebbe di certo esclamato il poeta. “Che Commedia!” Avrebbe fatto eco il “sommo”.
La giustizia farà il suo corso. Attendiamo.
Per il momento, però, registriamo un colpo di scena. L’avvocato Eugenio Minniti, presidente della locale Camera Penale e dell’Osservatorio “Doppio Binario e Giusto Processo”, difensore della persona che si ritiene si sia impossessato dell’ascensore ha dichiarato ai nostri microfoni virtuali: «Ritengo che da una attenta lettura degli atti emerga come il mio assistito, allo stato, sia assolutamente estraneo in ordine ai fatti che gli sono stati contestati. Nei prossimi giorni, al fine di poter chiarire definitivamente la propria posizione sarà sentito in sede di interrogatorio (a seguito dell’intervenuta chiusura dell’indagine preliminare) dal p.m. competente presso il Tribunale di Locri». L’avvocato Minniti ha aggiunto: «Naturalmente si tratta di una vicenda piuttosto ambigua ed equivoca, nella quale il mio difeso paradossalmente riveste la contrapposta qualificazione di persona offesa del reato, essendo stato ingiustamente calunniato da taluni soggetti, il cui narrato andrà debitamente verificato nelle opportune sedi processuali. A tal fine evidenzio come a carico del mio assistito esistono solo le contraddittorie e inverosimili propalazioni della asserita parte persona offesa (persona diversa dall’Amministrazione Comunale indicata nell’avviso quale persona offesa) assolutamente prive di alcun riscontro estrinseco, le quali peraltro sono assolutamente contrastate da oggettive emergenze investigative e processuali, che saranno dovutamente rappresentate in sede di interrogatorio dinanzi al pubblico ministero».
Alla prossima novità.

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lr
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