L’astronomia mette radici nel cuore della Calabria

Lun, 03/09/2018 - 17:00

Urania, musa dell’astronomia, ha deciso di puntare sulla Calabria per far conoscere la bellezza del cielo stellato. Perciò a Savelli, comune italiano in provincia di Crotone, è sorto il Parco Astronomico Lilio. Intervistiamo uno dei suoi fondatori: il giovane astronomo amatoriale Antonino Brosio, che è la prova concreta di come la nostra Regione offra tante possibilità per chi ha il coraggio di mettersi in gioco.
Dove e quando sei nato?
Sono nato il 17 ottobre 1987 a Cinquefrondi, ma vivo a Rosarno in provincia di Reggio Calabria.
Come è nata la tua passione per l’astronomia?
Spesso mi capita di pensare come nasca questa idea fissa nella mente di un uomo, perché sicuramente non è una passione ma diventa un vero e proprio desiderio di spingersi verso l’ignoto. Credo comunque che sia qualcosa insita nel DNA e di questo ne ho avuto la conferma da quando, lavorando presso il Parco Astronomico Lilio, vedo centinaia di bambini, che già in tenerissima età, hanno una grande ammirazione nei confronti di questa bellissima scienza. Per quanto riguarda la mia vicenda personale, ho da sempre avuto il pallino verso l’astronomia, ma ho iniziato ad approfondire e ad affacciarmi alla parte pratica quando all’età di 12 anni i miei genitori mi regalarono un telescopio newtoniano da 150 mm e, puntandolo verso il cielo, che ancora non era inquinato dalle luci come quello odierno, dal terrazzo di casa ho avuto modo di scoprire e osservare i fenomeni astronomici più importanti.
Serve coraggio o coerenza per rimanere in Calabria?
Non penso che serva coraggio per rimanere in Calabria, non ci troviamo in una zona di guerra o nel Terzo Mondo. A mio avviso, il problema della Calabria è che la gente ha poco coraggio di mettersi in gioco, pertanto il sistema s’inceppa e non va avanti. Ciò che danneggia la nostra Regione è la mentalità e non mi stancherò mai di ripeterlo: andare fuori e realizzare i propri sogni lavorativi non credo sia più semplice cha farlo in Calabria, tuttavia la convinzione che lo sia porta i giovani a tentare altrove.
Che messaggio vuoi lanciare ai calabresi che lasciano la loro Terra e non fanno altro che criticarla?
Si può anche andare via, non mi sento di criticare o giudicare chi lo fa, ci possono essere migliaia di ragioni per cui si scelgono altri posti, ma che senso ha criticare la propria Terra? In genere chi lo fa, secondo me, non merita di ritornarci neanche per le vacanze…
“Con gli anni ho portato la Calabria ovunque, anche nello spazio”. Spiega questa frase.
Grazie alla mia attività divulgativa sono spesso stato ospite di importanti trasmissioni televisive e servizi ai TG nazionali in cui ho sempre messo in evidenza la mia Regione, trasmettendo un’immagine più bella di quella che spesso ci cuciono addosso. Ho inserito il nome della Calabria in tutti i miei lavori portando sonde di ricerca e progetti importanti ai confini con lo spazio. L’ultimo progetto realizzato, lo scorso giugno, si chiama EOS Project. Si tratta di una sonda all’interno di un programma di Alternanza scuola lavoro con l’istituto tecnico russo di Nicotera, che è stata lanciata con successo lo scorso 30 giugno, con cui abbiamo testato un rilevatore di muoni chiamato ArduSIPM, realizzato dal Professore Valerio Bocci dell’INFN e dall’Università di Roma.
Come nasce l’idea di costruire il Parco Astronomico Lilio?
Nonostante abbia tentato tantissime volte di realizzare un osservatorio astronomico in provincia di Reggio Calabria, fin da quando avevo 15 anni, non ho mai avuto successo a causa della poca fiducia da parte della politica verso questo tipo di strutture. Qualche anno fa ho scoperto che un Parco Astronomico era stato realizzato a Savelli nella Sila Crotonese. Il parco, che dopo il mio arrivo è stato intitolato a Luigi Lilio, astronomo del 1500, originario di Cirò, creatore del famoso Calendario Gregoriano, in realtà fu realizzato nel 2009 per volere del professore Filippo Frontera, docente di Fisica presso l’Università di Ferrara e originario di Savelli. Io ho avuto il merito di metterlo in funzione e fare in modo che tutti gli appassionati di questa scienza, abbiano la possibilità di incontrarsi, studiare, approfondire il cosmo e osservare gli spettacolari fenomeni che l’astronomia ci riserva.
Sono state incontrate molte difficoltà per la sua realizzazione?
Ci sono state parecchie difficoltà soprattutto burocratiche. Sicuramente la parte più difficile non è stata quella della realizzazione, ma far comprendere ai molti il significato del Parco e i benefici che può portare alla Regione.
Quando è stato inaugurato e cosa offre ai visitatori?
È stato inaugurato il 5 agosto del 2016 alla presenza di autorità politiche, civili e militari. Da allora ha funzionato a pieno regime senza fermarsi mai. Le attività, al suo interno, sono molteplici: lezioni spettacolari tridimensionali nel modernissimo planetario astronomico; laboratori didattici per bambini, dove è possibile realizzare spettacolari modellini degli oggetti dell’Universo; l’osservazione del Sole con filtri all’idrogeno Alpha; l’esplorazione notturna col telescopio del Sistema Solare e degli oggetti del cielo; osservazioni con il radiotelescopio per una visione del cosmo anche nelle onde radio. Il Parco, inoltre, essendo inserito in un ambiente naturalistico, offre la possibilità di effettuare pic-nic grazie alla presenza di barbecue e sedute, trascorrendo così rilassanti giornate.
Durante l’anno quanti visitatori arrivano e da dove?
In questi primi due anni sono arrivati dodicimila visitatori tra istituti scolastici, visitatori privati e gruppi organizzati da ogni parte del mondo.
Secondo te, cosa manca alla Calabria per prendere definitivamente il volo?
La voglia di fare, il coraggio di crederci e l’ottimismo.
Dove trovi la forza per inseguire i tuoi obiettivi?
La forza arriva dalla voglia di andare oltre, che sicuramente ogni individuo dovrebbe possedere. Siamo tutti figli delle stelle, nati da una supernova e questo dovrebbe bastare ad accendere quella curiosità di voler conoscere ciò che, al di là della nostra atmosfera, ci è ancora oggi ignoto.

Autore: 
Rosalba Topini
Rubrica: 

Notizie correlate