L’estate sta finendo…

Lun, 04/09/2017 - 15:42

“L'estate sta finendo e un altro anno se ne va” (anche se solo sul calendario, viste le temperature ancora piuttosto elevate).
Un altro anno se ne va e già pensiamo che, seppur stanchi ma contenti di essere arrivati a fine stagione per poter recuperare ritmi compatibili con il proprio bioritmo, il vuoto post turismo d'agosto che fa kaos di piazze e strade e ombrelloni "formazione testuggine", il silenzio post fuochi d'artificio, feste popolari, festival internazionali, tarantelle e tamburelli vari, quello semmai è anche peggio!
“Sto diventando grande, lo sai che non mi va!”
Non mi va di pensare di nuovo alle tasse, ai soldi da trovare, ai problemi quotidiani, alle notizie tristi della tv, alla scuola che ricomincia (sono grande per il rientro a scuola ma resta tuttora questo uno dei miei incubi peggiori).
“In spiaggia di ombrelloni non ce ne sono (quasi) più”, giusto quelli della gente del luogo più qualcuno rotto, di quelli abbandonati da qualche turista incivile della domenica. E dopo ogni festa, dopo ogni Santo, dopo aver inaugurato castelli, scuole, circoli e quant'altro, dopo invasioni di ultracorpi, follia collettiva dilagante, cassonetti strabordanti, cibo fuor di misura (a colazione, pranzo e cena e se possibile anche lo spuntino notturno, tra una festa e l’alba), si ritorna alle proprie case di città lasciando noi che restiamo qua e non si sa chi poi starà peggio e se è più triste lasciare o essere lasciati.
E a chi quest'estate ha perso o ha trovato qualcosa, a chi ha fatto scoperte inaspettate sulla montagna d’argilla dietro casa, a chi ha ritrovato la via di casa, a chi la casa l’ha persa e pure un bosco, a chi si è emozionato dentro agli occhi di un bambino guardando i fuochi d’artificio, a chi si è tuffato in un mare ch’era uno specchio, a chi ha atteso il tramonto dentro l’acqua calda della sera, a chi deluso ha guardato il circo sentendosi grande, a chi ha cantato con il cuore di un bambino che sognava di essere un torero, a chi ha cercato per anni verità dentro le bugie e a chi forse ha smesso di raccontarne per un po’, a chi si è ripromesso che il prossimo anno si divertirà di più o si stresserà di meno, a chi ha detto che questa è l'ultima volta e che dall'anno prossimo si cambia spiaggia e mare, a tutti i sognatori e i naviganti, dedico la canzone dei fratelli Righeira, in piena atmosfera vintage, rassicurandolo sul fatto che al paesello una "branda" in più dove dormire la troviamo sempre, casomai uno all'ultimo minuto decidesse di venire e che Sì, l'"ospite" è vero che dopo tre giorni un po' "puzza" ma che le case vuote e silenziose sono sempre più tristi di quelle incasinate ed affollate.
Alla fine, amici cari, di sempre, di ieri e di oggi, tornate a trovarci anche la prossima stagione, le mamme cucineranno per noi e per voi quintali di braciole di melanzane, diverse tonnellate di frittelle di zucchina e una quantità spropositata di pasta di casa e polpette, sempre passando per due zeppole con le alici, giusto per non farsi mancare nulla come al pranzo di Natale!
E da noi, se proprio lo vuoi, trovi pure il Capodanno sul mare (proprio come quello dell’emisfero australe), per cui adesso soffrirò un po’ di nostalgia, è normale, ho chiuso gli occhi ch’era agosto e li ho riaperti ch’è già arrivato settembre, con la sua luce più gialla ma meno cocente.
“Già, è il solito rituale, ora manchi tu”. E seppur “una fotografia è tutto quel che ho, stanne pur sicura io non ti scorderò”, in questo eterno colpo di fulmine che ogni anno rivivo quando arrivi all’improvviso, mi strapazzi un po’, mi bruci e mi rubi il sonno per poi lasciarmi qui, sempre troppo presto.
Arrivederci amore mio, mandami una cartolina, arrivederci mia cara… Estate!

Autore: 
Daniela Rullo
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