La Calabria non è più tempo per noi giovani

Dom, 12/01/2020 - 17:00

Sembra che non abbia mai preso una penna tra le mani. Sembra che la pellicola avvolta attorno alla bobina di ciò che sono stata si sia cancellata all'improvviso, bruciata come quella volta in gita di terza media quando tirai fuori il rullino dalla macchina fotografica maldestramente e persi ogni scatto.
Ho voluto credere nella Calabria, ci ho creduto davvero, e ho scritto tanto in questi anni in sua difesa. Molto probabilmente continuerò a farlo. Ma oggi mi sento tradita. La Calabria non è più tempo per noi giovani. E sottolineo tempo, non posto. Il tempo della Calabria se lo sono presi i disonesti, gli scorretti, i marci dentro. Quelli che facendo credere di combattere i delinquenti sono diventati più canaglie di loro, perché fingono di tenderci una mano ma è una mano bugiarda. Quelli che in nome dei soldi e della fama vendono l'anima al diavolo. Quelli che parlano di progetti e di sviluppo ma oltre a parlare non muovono un dito. Quelli che ai giovani vendono aria fritta, impanata bene bene e fritta. Avrei voluto combatterli nel mio piccolo, mi ero illusa di poterlo fare - ingenua vanità! - ma adesso si sono fatti davvero troppi e ogni giorno che passa si moltiplicano cedendo a questa degenerazione.
La Calabria resta un posto bellissimo ma quelli del nostro tempo ci stanno cacciando via, uno alla volta. Non avrei mai pensato potesse succedere anche a me, ma devo rassegnarmi. "Quando un popolo individualista come il nostro perde la fiducia in se stesso e nelle istituzioni che lo reggono - ci aveva avvertiti anni fa lo scrittore e giornalista Curzio Malaparte - l'immoralità diventa una forma di viver civile e la mediocrità invade la cosa pubblica". Non ne posso più di questa immoralità e di questa mediocrità che quotidianamente si esibiscono in uno squallido balletto; mi hanno rubato il sonno e, ciò che è peggio, i sogni. Ho provato a resistere ma, all'ennesima beffa, il richiamo della dignità si è fatto sentire.
Forse il tempo degli onesti un giorno farà capolino sulla Calabria e sull'Italia. La speranza, almeno un po', rimane. Ma fino a quel giorno spererò da lontano.
Grazie alla redazione e a tutti i lettori di Riviera che mi hanno voluta bene, e ancora più grazie a chi non me ne ha voluto perché, involontariamente, mi ha aiutato a crescere e a farmi le ossa.
Mi raccomando: abbiate cura di voi.
E, chissà, forse un giorno ci rivedremo!

Autore: 
Maria Giovanna Cogliandro
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