La costa Jonica può diventare d'Avorio. Perché l'Africa ha bisogno di crescere

Lun, 28/10/2013 - 17:13

“Comune gemellato con…”?. Qualche altro comune, naturalmente. Anche fosse situato dall'altra parte del mondo. Quando s'incrocia un cartello con tale scritta, ci si chiede questo gemellaggio a cosa serva. La risposta è che, se la cosa è seria, porta vantaggi economici e di sviluppo. Reggio Calabria e Costa d'Avorio (Africa occidentale), come la vedete? Più nel dettaglio, comune di Siderno e quello di Doropo, villaggio ivoriano che si propone come capofila. Il primo ambito di collaborazione sarebbe l'agricoltura. Perché in Costa d'Avorio di terra da coltivare ce n'è in abbondanza. Quel che manca sono le risorse economiche e le competenze per lanciare un settore dormiente. La provincia di Reggio può inviare in missione chi di agricoltura ne mastica. Ma anche tele-medicina e edilizia e import-export e formazione.
L'ex vicepresidente del Consiglio comunale di Siderno, Jole Figliomeni, nel lontano 2007 - dalle colonne del nostro giornale - sosteneva l'importanza di non abbandonare la Calabria. Invece, proprio lei, dall'aprile 2011 vive nella République de Côte d'Ivoire, dove è consulente aziendale nel settore dell'editoria. Vicende familiari che cinque anni or sono erano del tutto imprevedibili, l'anno spinta a fare esattamente ciò che non riteneva giusto facessero le 'eccellenze' della Locride: rendersi partecipi della 'fuga di cervelli' dall'Italia. Poiché in patria il lavoro non c'è, quale occasione migliore per farsi valere dove sono ricercatissime le professionalità? Ciò non toglie che dal lontano stato affacciato sul golfo di Guinea, Jole non continui a pensare alla propria terra imprigionata in uno stato di paralisi quasi terzomondista. Quindi lancia un messaggio a tutte le associazioni locali che possano essere interessate al suo disegno.
Oggi, dopo dieci anni di guerra, la Costa d'Avorio è uscita da una stretta che ha impedito qualsiasi progetto di crescita. Agognato da una classe dirigente che si dà da fare alla ricerca di un 'alleato'. “Ma la domanda è sempre più alta dell'offerta”, spiega Figliomeni. L'idea dell'ex amministratrice di Siderno è offrire un riscatto sia alla Calabria - ma senza chiudersi ad altre zone interessate al sodalizio - sia a quell'angolo del 'continente nero'. “Vorrei che s'instaurasse uno scambio culturale”, che favorisca due territori depressi, seppure per motivi diversi. E' quindi tornata per qualche giorno a 'casa', portando con sé un rappresentante istituzionale di Doropo. “Al quale, la cosa più difficile è stata spiegare l'istituto del commissariamento per sospetti di legami con la mafia”.
 

Autore: 
S.M.
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