La cultura, unica strategia di lotta per una Locride migliore

Dom, 29/12/2019 - 17:00

Anche quest’anno ho ricevuto il mio regalo di Natale, un regalo che penso possa essere per tutti i cittadini della Locride un dono che riguarda la consapevolezza di poter essere migliori, di poter pensare di cambiare, di avere ancora la speranza in un futuro positivo fatto di cultura e di sviluppo. Ebbene sì, anche se in queste ultime settimane c’è chi ci vuol far vedere ancora più brutta la nostra realtà, una realtà fatta di cosche che tutto dominano, di riunioni segrete, di politici al volere delle famiglie di ‘ndrangheta, di un futuro incontrovertibile, fatto di repressione, di arresti, di giudici eroi, di un destino segnato di terra di ‘ndrangheta. Io penso ancora che ci siano degli elementi che fanno ben sperare, e che oltre all’azione militare e della magistratura, siano altre le azioni da intraprendere per salvare questa terra dal suo destino.
Sabato scorso sono stato a teatro a Gioiosa Jonica, casualmente, perché mi ero dimenticato degli inviti ricevuti, devo ringraziare mio cugino Ercole che mi ha ricordato questo impegno. Ho passato veramente una bella serata, ho fatto un pieno di ottimismo, ho visto uno spettacolo realizzato sul bel libro di Renato Pancallo, con la regia di Vincenzo Muià. Vorrei mettere in evidenza che tutto era made in Locride, il libro, il regista, gli attori, il pubblico, mentre non sembrava di essere nella Locride, tutto troppo bello per essere vero, tutto troppo perfetto per essere concepito a queste latitudini. Due ore immersi in questa trama di fine ottocento, in un paese di fantasia che poteva coincidere con i nostri, con giovani attori del luogo che sembravano voler dimostrare che si può fare, che bisogna investire sulla cultura, che la cultura dà da mangiare, e inoltre alimenta anche il cervello. Avevo iniziato a scrivere per fare i complimenti a Renato Pancallo e Vincenzo Muià che con tenacia e abnegazioni si sono tuffati in questa esperienza che poteva sembrare utopica, ma mi ritrovo a scrivere della speranza che la loro opera ha risvegliato nella mia anima.
Anche perché per la Locride, questo è stato un anno di rinascita culturale, dai film ai libri, dalle mostre alle scuole. Nelle nostre pagine abbiamo raccontato di un fermento culturale che non riesce a trovare sostenitori tra le istituzioni, ma che nonostante tutto cresce e divulga conoscenza tra mille difficoltà. La cultura si può veicolare in vario modo e in posti diversi, ma nella Locride riesce a crescere come una pianta a cui non viene data acqua, una pianta che cresce nonostante il grande controllore non pensa sia necessaria. Invece per me, rimane l’unica via che può creare coscienza, l’unica strada che può portare conoscenza, il solo percorso che può aiutare lo sviluppo e la liberazione dal male più grande che è la criminalità organizzata. Il 2019 è stato un anno di crescita in tutti i settori: dal cinema dove si può parlare di vero fenomeno economico culturale, con la realizzazione di molti film e corti nel nostro territorio, da “Zero, Zero, Zero” di Sollima girato tra San Luca e l’Aspromonte ad “Aspromonte – La terra degli ultimi” di Calopresti già diventato un film cult sulla nostra storia, da “Angela” con Vanessa Incontrada a “Padre nostro” con Favino, per finire con “L’incontro” di Salvatore Romano. Una produzione che ha visto lavorare le nostre maestranze e ha visto nascere delle professionalità eccellenti. Il teatro ha ripreso una crescita notevole, basta ricordare su tutto la stagione estiva di Portigliola, e lo spettacolo di Antonio Tallura. Molti i video girati sempre nella Locride, uno su tutti quello di Vinicio Capossela girato a Riace. Abbiamo dedicato una copertina nel mese di agosto ai nuovi musicisti che si stanno affermando, senza dimenticare i noti, come per esempio Mimmo Cavallaro che ha esportato la nostra musica in Giappone e Australia. Ma il panorama musicale della Locride è in continua crescita, anche con le rassegne come “Restanza” di Bovalino, o la lirica quest’estate a Locri, e l’ormai prestigioso Festival Jazz di Roccella. Ogni settimana c’è almeno una presentazione di un libro, e sempre più sono gli scrittori emergenti, senza dimenticare le grandi opere che anche quest’anno hanno pubblicato Gangemi e Gioacchino Criaco. A questo bisogna aggiungere la crescita di livello di vari premi letterari come il “Mario La cava”. Moltissime le mostre di arte e la riscoperta dei musei, uno su tutti il “Musaba” di Mammola, oramai vero luogo di visite e conoscenza. Per finire, tante sono state le riviste internazionali che si sono occupate della riscoperta del nostro patrimonio archeologico e delle nostre bellezze.
Tanti sono i nomi che vorrei citare di persone di cui abbiamo scritto in questo anno sulle nostre pagine che hanno fatto cose eccezionali nel mondo della cultura. Questa riflessione spero faccia capire quanto sia necessario che tutti concorrano a sostenere chi nei nostri paesi cerca di insegnare e praticare cultura, l’unica arma che abbiamo per pensare a una Locride migliore.

Autore: 
Rosario Vladimir Condarcuri
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