La Lega disattende le promesse escludendo i giovani dalla sua lista

Dom, 05/01/2020 - 17:30

Ci ha stupito non poco constatare che nella lista della Lega che concorrerà alle Elezioni Regionali del prossimo 26 gennaio non figura il nome di Carmine Bruno. Il giovane politico, di Roccella Jonica, è stato infatti negli ultimi anni una figura cardine dell’avamposto calabrese del Carroccio ed è tra i fondatori del movimento “Noi con Salvini” che ha anticipato l’arrivo al meridione del partito guidato dall’ex Ministro dell’Interno. Non solo, in questi anni Bruno ha seguito a Roma una scuola di partito che lo ha reso un militante leghista con M maiuscola e ha fatto parlare di sé per una discussa ospitata al Maurizio Costanzo Show e per la sua partecipazione a ben sei Pontide.
Un personaggio del genere, certamente conosciuto in tutta la costa ionica reggina, sarebbe stato a nostro parere un valore aggiunto per la lista che concorrerà a sostegno della candidatura di Jole Santelli presidente, tanto più che la strada del rinnovamento indicata dal leader Matteo Salvini sembrerebbe ben conciliarsi con la giovane età del nostro. Eppure, all’ufficializzazione dei candidati che concorreranno alle prossime regionali, in barba all’auspicato cambiamento che una schiera di giovani avrebbe certamente reso più convincente per l’elettorato, ci siamo ritrovati dinanzi a uno sterile elenco composto da molti elementi della vecchia politica e provenienti dalle più disparate formazioni politiche.
Abbiamo ragione di credere che parte della responsabilità di questa scelta “conservativa” sia da attribuire al commissario Cristian Invernizzi, un personaggio che in questi nove mesi di gestione della Lega calabrese ha fatto molto parlare di sé per i suoi modi burberi e sbrigativi e la sufficienza con cui ha trattato fin dal primo momento i suoi compagni di partito meridionali. Non reputiamo un caso, infatti, che proprio in questi giorni si sia parlato con sempre maggiore insistenza di una raccolta firme contro il commissario regionale, che ha evidentemente lui per primo idee poco chiare su quale direzione fare prendere al partito alle nostre latitudini.
Il trattamento riservato a Bruno, come ad altri giovani che avevano espresso l’intenzione di avanzare la propria candidatura tra i leghisti (come la dimissionaria Sabrina Cacobati a Taurianova), nemmeno si trattasse di pericolosi personaggi di cui avere paura, tutto lascia immaginare fuorché un partito in grado di far emergere volti nuovi della politica locale come sta accadendo in altre regioni d’Italia e, anzi, sembra far imboccare la strada di una debacle che potrebbe risultare piuttosto bruciante per i salviniani.
Abbiamo provato a contattare Carmine per sapere qualcosa in più dalle sue vive parole, ma, pur parlandoci di una fortissima delusione per il trattamento ricevuto, il giovane non ha voluto parlare contro il partito, lasciando piuttosto intendere che cercherà un confronto diretto con Salvini per avere delucidazioni su quanto accaduto in questa occasione. Non siamo in grado, dunque, di confermare o smentire le voci che insistono nell’affermare che Carmine sia pronto a lasciare la Lega, certo è che se questo è il trattamento che il partito riserva ai suoi figli illustri c’è da temere che in Calabria il Carroccio abbia fatto presto a omologarsi a quella politica altezzosa e vetusta che a livello nazionale ha promesso di rinnovare…

Autore: 
Jacopo Giuca
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