La mala di Monasterace e l'occhio di bue di Punta Stilo

Sab, 21/04/2012 - 11:19
La mala di Monasterace e l'occhio di bue  di Punta Stilo

Ci hanno detto che la ‘ndranheta reggina è la più forte del pianeta. Bene.
Che ha un Pil di 44 miliardi di euro l’anno. E ci hanno detto ancora che a Monasterace opera una delle sue appendici più stimate. Eccellente. Lo abbiamo letto in Fratelli di sangue di Nicola Gratteri del quale non si può dubitare.
Dunque,  lo stimato e onorato   locale di Monasterace, tra estate e primavera,  mette  a segno l’incendio della farmacia  della Lanzetta sindaco  e, poi, poiché non comprende,  ne sforacchia  la macchina. con un paio di pallotole. Fu vera mafia?  Se non si scoprono i mandanti, è  improprio trarre conclusioni atterrenti. E intanto ragioniamo.
Capi mafia di primo livello avrebbero così deciso per un esproprio o per un appalto, diciamo, di  200mila euro. E al costo da  puntarsi addosso un enorme faro. Che ne illuminerebbe, tra l’altro, l’idiozia, e gli ‘ndranghetisti  idioti  non sono. Né così pusillanimi da ritenere la Lanzetta una minaccia per loro. Loro, padroni di cannamozze formidabili e di morti  non rinviate per due volte.
La ’ndrangheta è così stracciona da far dispetti di ruga?

Autore: 
Ercole Macrì