La pandemia restituisce al sud i suoi giovani

Dom, 22/11/2020 - 12:00

“South Working”, ovvero: lavorare al Sud. La pandemia rende possibile l’accelerazione di un progetto che ieri avremmo definito visionario, promosso dalla Fondazione “Con il Sud” e presentato durante una delle ormai familiarissime dirette Facebook. Il principio è semplice: le aziende e le tante categorie di lavoratori che hanno dovuto rimodulare l’attività da remoto lo facciano al meridione, potrebbero sfruttare interessanti agevolazioni fiscali e, soprattutto, permetterebbero a tanti giovani del Sud di costruire il proprio futuro nella terra natia. Il progetto “South Working” non si è limitato lanciare la proposta, ma a creare fin da subito una rete tra lavoratori, aziende ed Enti Pubblici che possono così sfruttare il ritorno in massa dei loro figliol prodighi per rilanciare le quote del territorio. Adesso starebbe proprio agli Enti Locali informarsi meglio su come trasformare bar attrezzati, biblioteche e librerie in luoghi in cui far lavorare in via telematica questi ragazzi (operando così il cosiddetto “coworking”) dando, perché no, nuova vita ai borghi antichi oggi in via di spopolamento o già fantasma. Dalla sua fondazione per opera di un gruppo di giovani professionisti, manager e accademici lo scorso luglio, il progetto “South Working” ha già creato una rete di 30mila contatti e sui social vanta oltre 7mila iscritti, con 2.500 dei quali a loro volta in contatto per condividere esperienze e scambiarsi buone pratiche. Qualche esempio di persone che sono potute tornare nella propria terra a lavorare lo abbiamo anche nella Locride, ma la strada da fare per sfruttare appieno questa opportunità è ancora molto lunga. Non disperiamo, però: il difficile, come sempre, era iniziare, e l’ouverture è stata davvero splendida.

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