La politica non è più l’anello di congiunzione tra territori ed Enti

Dom, 20/01/2019 - 11:20

Si spengono i fuochi piccoli e si accendono quelli grandi. Con i settantamila euro che la Manovra mette a disposizione di ciascun comune calabrese si potrà sistemare l'impianto di una scuola, un parco o pagare il debito di una manifestazione. Tutto utile, ma… punto. Siamo in presenza di una crisi globale e inarrestabile dei territori e i sindaci della Locride hanno deciso di chiedere quantomeno la riapertura del tavolo sulla sanità e lo sciopero generale, programmato neppure a breve, per la verità. È il Servizio Sanitario Nazionale che deve girare intorno al malato, non il contrario, a causa di paure e ritardi. Ci ritroviamo a parlare di umanizzazione quando altro non è che il semplice riconoscimento del malato come “persona” e non come un numero. Dipende probabilmente dallo scrupolo per la noncuranza delle istituzioni, con i medici e il personale costretti ad assumersi ammirevoli responsabilità, a essere osservatori più accurati dei pazienti. Gli ospedali sono come quelle strutture produttive a ciclo continuo che non possono fermare l'attività, non possono aspettare che Giulia Grillo faccia il tirocinio come Ministro o che Mario Oliverio riesca a darsi una linea sulla sanità. Ciò che i cittadini della Locride patiscono sfocia in una rabbia repressa. Il penultimatum che qualche sindaco aveva voluto dare, cioè le dimissioni sue e di tutti colleghi, era stato valutato (?) con diffidenza: “lo dice adesso che sta finendo la sua legislatura”, “potrei starci se avessi la certezza che nel mio comune non si candiderà nessuno”. Se non viene espressa per… banale egocentrismo, questa seconda posizione è del tutto condivisibile, perché non si deve consegnare allo Stato la gestione straordinaria degli enti. Fin qui l'affidamento ai Commissari prefettizi dei comuni, nel caso dell’infiltrazione mafiosa, spesso non è apparsa giustificata e mai ha sortito gli effetti voluti. I Comuni, è però vero, non hanno più un ruolo complementare rispetto allo Stato, non sono soggetti capaci di fare proposte che nazionalmente vengono assunte. Gli stessi sindaci della Locride debbono ammettere di aver fatto tante denunce ma di non averne spuntata una. Tanti di loro hanno un collegamento politico a livello sovracomunale solo se sono interpellati come capielettori, oppure se danno la disponibilità a entrare nelle liste. Riescono a mobilitare i cittadini, a ottenere e a garantire la gestione di alcuni servizi, a gestire i bilanci in maniera tale da fare sponda a politiche del lavoro? Le ultime legislature regionali hanno visto Presidenti impegnati a imporre le proprie esigenze sui territori, non già a raccoglierne gli indirizzi, con la conseguenza che si impoveriscono e si “corrompono” i gruppi dirigenti locali. Palazzo Campanella, meno che nei giorni delle sedute del Consiglio Regionale, è solitamente un deserto, i sindaci vengono cercati dai cittadini per ascoltare i loro disagi, ma non sono più nelle condizioni di fare da tramite tra i territori e gli enti.

Autore: 
Federico Lago
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