La Rosa segretario Provinciale di PRC

Dom, 18/12/2005 - 00:00

Il consigliere comunale di Gioiosa Jonica La Rosa è stato eletto Segretario Provinciale della Federazione di Rifondazione Comunista
Volto giovane, occhialini con montatura nera "modello liceo", sorriso fresco e convinto, è con noi, nella Nostra sede di Galleria Tasso, Antonio Angelo Larosa, consigliere comunale di Gioiosa Jonica, che sabato 10 dicembre u.s. è stato eletto quale Segretario della Federazione provinciale del Partito della Rifondazione Comunista. Lo riceviamo volentieri e qui di seguito ne pubblichiamo la conversazione avuta con lui in versione integrale.
Signor Larosa, complimentandoci con Lei per l’avvenuta elezione, Le chiediamo: come si è arrivati alla Sua elezione?
"Nel ringraziarLa per i complimenti formulati, Le posso dire che si è arrivati alla mia elezione in modo graduale, osservando un percorso a tappe assai proficuo. A Reggio, erano presenti i 57 componenti il Comitato politico del partito che ringrazio indistintamente per quanto è stato fatto nei miei confronti, e poi per l’esito che ne è scaturito".
Di fatto, com’è andata?
"Beh, ho registrato ben 49 consensi, quindi…"
…un plebiscito, insomma…
"Direi proprio di sì"
Ma anche una bella "polpetta", nel senso di una responsabilità abbastanza grande per Lei, o no?
"Penso di sì. Ci siamo ritrovati di fronte all’occasione immancabile di permettere al partito il classico "salto di qualità", dovendo, però, conciliare le due mozioni in campo, ovvero "Alternativa di società" e "Essere comunisti". Si è convenuto di dovere necessariamente ottemperare a tale situazione e per far questo c’è stata ampia convergenza, come detto, sulla mia persona".
Si sente di aggiungere altro?
"Che è doveroso rendere omaggio a Danilo Barreca (l’ex segretario provinciale di Rifondzione Comunista, ndr) per l’operato svolto a favore del partito. E dico questo non per una mera operazione di facciata…"
Lei parla di salto di qualità da parte di Rifondazione Comunista, come concretizzarlo?
"Ritengo che si possa lavorare ora con meno "zavorre", per così dire, con maggiore chiarezza, omogeneità ed unità d’intenti, fermo restando che sarà indispensabile un maggiore equilibrio a livello provinciale, allentando il "centralismo reggino" che c’è stato fino ad oggi".
Quali obiettivi intende perseguire nello svolgimento dell’attività politica, avrà pure una scala di priorità nel Suo programma…
"C’è priorità e davanti a tutto metto la lotta alla ’ndrangheta, unitamente a maggiore educazione alla legalità; poi, credo che ci debba essere spazio per una migliore partecipazione alla prassi amministrativa da parte dei cittadini, attraverso alcune forme che sono già al vaglio della politica locale, così come su scala nazionale: in tal senso, mi riferisco, per esempio, al diritto di voto da parte degli immigrati, considerando l’evolversi, lo sviluppo e i mutamenti in atto anche nella nostra società. Infine, è importante la tutela del territorio e dell’ambiente: a tale proposito, esprimo un "no" secco alla costruzione del Ponte sullo Stretto".
Perché?
"Perché penso che sia più costruttivo ed utile il potenziamento di ciò che già c’è e che consente di collegarsi con la Sicilia, piuttosto che la creazione di un’opera che, col tempo, rischierebbe di rivelarsi la più classica delle cattedrali nel deserto…".
Insomma, su questo punto, con Lei, non c’è proprio alcun margine di discussione…
"No, e la recente elezione a Sindaco di Messina del 37enne Francantonio Genovese lo sottolinea ulteriormente. Ad ogni modo, tanto dal punto di vista economico quanto dal punto di vista ambientale, con un impatto visivo che risulterebbe veramente negativo, il Ponte non apporterebbe alcun vantaggio. Per non dire delle infiltrazioni mafiose che sarebbero un po’ come fare la scoperta dell’acqua calda, sarebbero una cosa certa, anzi no, certissima…".
Intendiamo sottoporre alla Sua attenzione una Nostra proposta, lanciata circa due mesi fa, prima del delitto-Fortugno e di tutto ciò che ne è derivato, consistente nella costituzione quale parte civile, da parte dei Sindaci, nei processi contro la criminalità organizzata: Lei cosa pensa?
"Condivido, ma aggiungo che si può e si deve fare di più. Con la confisca dei beni, ad esempio: in Sicilia, ciò che era di proprietà di Totò Riina, oggi, è una scuola. Qui da noi ci sono stati già i primi approcci con alcuni beni "mafiosi" ai quali è stata data altra destinazione. Ma se ne potrebbero avere degli altri. In ultimo, sarebbe bene ciò che ho personalmente proposto qualche settimana fa con una frase da inserire negli statuti comunali di ogni comune, ossia "Questo Comune rifiuta la mafia". Una proposta apparentemente "leggera" ma dal grande significato etico-morale".
Anche Lei ha "abusato", in un certo senso, della parola "legalità" ma ci può spiegare come intende dare un risvolto positivo a questo importantissimo aspetto sociale?
"Non intendo inflazionare i miei discorsi con la parola "legalità" che, effettivamente, è super-utilizzata in quest’ultimo periodo. Penso che si debba lasciare spazio, in primis, alla repressione, compito precipuo delle Forze dell’Ordine. Ma poi bisogna dare sfogo ad una nuova forma, magari, di educazione, partendo dal basso, riappropriandosi dei valori umani che abbiamo colpevolmente perduto strada facendo negli ultimi decenni".
E i giovani di Locri? Crede che sia esagerato definirli come la "prima istituzione" della Calabria in questo momento?
"Mah…che dire?…Beh, una cosa senza dubbio è quella che li vorrei rivedere come erano prima del 16 ottobre, nel senso che sarebbe meglio se tornassero ad essere soltanto dei giovani studenti. E basta. Effettivamente si stanno "istituzionalizzando" un po’ troppo, stanno recitando molto arditamente il ruolo di VIP ma credo che non sia un bene andando di qua e di là, saltando di salotto in salotto. In definitiva, se si dessero ’na calmata farebbero una mossa molto azzeccata".
Anche perché, con ogni probabilità, tra qualche mese, allorquando si tornerà a votare, qualche politico piuttosto "attento" presenterà il conto chiedendo loro apertamente il voto…
"Mi auguro per loro che non sia così quantunque non si sia molto lontani dalla verità vera con questo Suo ragionamento…".
Per chiudere, dove va Rifondazione Comunista? Cosa vede in prospettiva?
"E’ condivisibile l’innovazione politica proposta e messa in atto dal segretario nazionale, Fausto Bertinotti, per il quale bisogna dare maggiormente spazio alla discussione, al dibattito, a confronto e meno alle "bandiere". Auspico uno spostamento dell’asse politico a sinistra per una completa e più schiacciante affermazione de "l’Unione". La vittoria è lì, ad un passo, servita su un piatto d’argento. Non si può fallire…". Si fallirà? Ai posteri (alias gli elettori) l’ardua sentenza.

Autore: 
Antonio Baldari
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