La sanità e i calabresi: è il tempo di partecipare

Dom, 29/11/2020 - 11:30

Il risultato del Tavolo Adduce (Ministeri dell’Economia e delle Finanze e della Salute) svoltosi a Roma lo scorso 8 ottobre, che ha certificato, per la Calabria, un disavanzo per il solo 2019 di 225 milioni di euro e il mancato adempimento dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), e i dati della Pandemia provenienti dal Bollettino della Regione ci devono indurre ad una profonda riflessione le cui conclusioni ci dicono che è tempo di partecipare per pretendere una profonda “riforma organizzativa” del Servizio Sanitario Regionale, che i calabresi attendono da 16 anni!
Infatti l’unico “Piano Regionale della Salute” risale al 2004! In 16 anni l’organizzazione della tutela della salute, grazie all’incremento dell’aspettativa di vita, a nuovi farmaci, a tecnologie sanitarie in continua evoluzione, alla telemedicina con l’aumento dell’assistenza da stazione remota, è profondamente cambiata in Italia, al contrario della Calabria dove, in modo gattopardesco, tranne qualche importante eccezione in alcune nostre Aziende Ospedaliere, tutto è rimasto sulla carta.
I dati del Covid-19 di questi ultimi 30 giorni, in Calabria devono farci fortemente preoccupare, perché siamo passati dai 100 ricoveri nelle Terapie Semintensive del 23 ottobre ai 435 ricoveri del 23 novembre, dai 9 ricoveri nelle Terapie Intensive ai 47 ricoveri ma, drammaticamente, abbiamo avuto 134 decessi negli ultimi 30 giorni contro i 105 degli ultimi 8 mesi!
La seconda fase della Pandemia ha trovato una “Medica Territoriale Desertificata” come abbiamo scritto il 1º luglio del 2019 nel documento fondativo di Comunità Competente, con Case della Salute inesistenti, senza Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) h 12 e Unità Complesse di Cure Primarie (UCCP) h 24 gestite dai medici di MMG, dai Pediatri di libera scelta e dagli Specialisti ambulatoriali previste nel lontano 2012, con Consultori senza personale, con i Presidi Ospedalieri senza personale, con apparecchiature sanitarie spesso obsolete nonostante i finanziamenti, con situazioni scandalose come gli oltre 14 milioni di euro per la messa a norma dell’Ospedale di Locri e mai utilizzati, o la Casa della Salute e l’Hospice di Siderno rimasti sulla carta, o lo stesso manufatto di Gerace a ricordarci lo sperpero di denaro pubblico in una regione dove i calabresi, poiché in “Piano di rientro”, pagano in più 98 milioni di euro di IRAP e IRPERF!
In questo momento dobbiamo avere la capacità di rispondere subito alle problematiche poste dalla Sars-Cov-2 e, contestualmente, costruire una nuova sanità a misura di persona con una serie di proposte che hanno le coperture finanziarie e sono sostenute da norme che non sono state applicate.
Pertanto dobbiamo chiedere con forza alla Terna Commissariale, come è emerso in un importante webinar del 16 novembre scorso organizzato dal Corsecom, le seguenti azioni:
1) attivare i posti letto di Terapia Intensiva (8) per Locri e (6) per Polistena, i posti letto di Terapia Semintensiva per i presidi di Locri e Polistena (10) e il restyling degli ospedali;
2) destinare 1 delle 3 ambulanze previste dal Commissario Arcuri per l’ASP di Reggio Calabria all’Ospedale di Locri;
3) assumere il personale per le Terapie Intensive, Semintensive e per l’ambulanza con i finanziamenti già assegnati alla Azienda Sanitaria;
4) assegnare parte dei 19 operatori sanitari e amministrativi, di cui al bando regionale della Protezione Civile, alla Medicina Territoriale per il Tracciamento del Covid-19;
5) potenziare il Laboratorio di Patologia Clinica di Locri con almeno due biologi per poter effettuare la processazione dei tamponi molecolari;
6) attuare il DCA 136/20 per assumere specialisti ambulatoriali e operatori sanitari per potenziare le “Cure Domiciliari”;
7) attuare, finalmente, il DCA 77/20, d’intesa con Invitalia (Incalzare), per il completamento del Poliambulatorio di Caulonia, della Casa della Salute e dell’Hospice di Siderno e dell’Ospedale di Locri (vergogna!);
8) istituire le Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) h 12 con i MMG e le Unità Complesse di Cure Primarie (UCCP) h 24 con MMG, Specialisti ambulatoriali, Pediatri, Medici di Continuità Assistenziale e infermieri presso la Casa della Salute.
Questo pretendiamo, anche perché noi calabresi abbiamo “contribuito” a ripianare, anche quest’anno, il debito, con 98 milioni di euro di IRAP e IRPEF in più rispetto agli altri italiani!

Rubens Curia
*Portavoce della Comunità Competente

Rubrica: 

Notizie correlate