La scrittura dei reclusi aiuta ad affrontare l’emergenza Covid-19

Dom, 29/03/2020 - 19:00

Un gruppo di avvocati e magistrati hanno escogitato un modo insolito di affrontare la detenzione domiciliare per Corona Virus. Cogliendo la sfida lanciata da Antonella Sotira, 45 autori si sono dati appuntamento su un gruppo Facebook e con le applicazioni di messaggistica, chat telefoniche e video chiamate, anche durante le ore notturne, hanno scritto ben 60 racconti brevi e brevissimi sul “Coronamood”.
Antonella Sotira, avvocato ideatrice del Premio “IusArteLibri: Il Ponte della Legalità”, appassionata lettrice e psicosintetista, conduce da anni corsi di scrittura creativa per fini terapeutici e aggregativi. Non è la prima volta, infatti, che i racconti ispirati, istruiti, editati dei suoi “allievi” vengono pubblicati. Lo scrittore Andrea Bocconi, noto psicoterapeuta, ha supervisionato il laboratorio con le sue lezioni online, offrendo preziose analisi letterarie della tecnica del racconto breve da Cecov a Pirandello e suggerendo i temi degli esercizi.
Oltre al veterano Bocconi, gli autori già noti, anche grazie al Concorso IusArteLibri, sono i magistrati Giacomo Ebner, Angelo Martinelli e Maria Rosaria Rizzo, i professori Giovanni Iorio e Gianni Spallone, gli avvocati Giovanna Corrias Lucente, Giuliana Barberi, Irma Conti, Anna Sistoapoli, Monica Schipani, Anton Emilio Krogh, Giuseppe Belcastro, Giuseppe Cherubino, Alberto Campisi. Non è mancato l'apporto dei poeti, dal sommo calabro Dante Maffia alle poetesse Maria Buongiorno e Antonella Pagano.
Il titolo della raccolta è stato coniato dalla coppia Ebner - Di Napoli, che nel nome stesso del maledetto virus, hanno tratto l'ispirato messaggio di speranza, che rimanda alla famosa battaglia di Zela, l'odierna città di Zile, in Turchia.
L'insperata e immediata vittoria del grande Giulio Cesare, nel maggio del 47 a.C.,  contro Farnace, re del Ponto, stando a Plutarco, venne comunicata al Senato romano con la succinta frase "Veni, vidi, vici" (Venni, vidi, vinsi). Esempio imperituro di sintesi comunicativa, che ha ispirato la sfida della brevità dei racconti che da un range di 51 parole (come nel racconto "Tram" di Bocconi) non oltrepassa il quello delle 950.
Unica eccezione concessa è quella data al Giudice Caetani, il personaggio della vignetta e dei racconti del giudice Ebner, che addirittura regala al pubblico il futuro "sequel" della giustizia post virus. La penna della famiglia Ebner è provvida: difatti anche la vignetta della copertina e quelle all'interno del libro sono state create dal fratello Stefano.
La Sotira ci tiene a far sapere che ci sono ben 8 racconti scritti da bambini, i suoi nipotini e il figlio Ernesto Hermes: gli unici a non aver temuto il limite delle cento parole. L'iniziativa è stata occasione di incontro intimo e fraternizzante con gli autori, alcuni semplici conoscenti, che ci ha consentito di contenere la paura, la sofferenza e la preoccupazione di questo drammatico momento. Dai racconti trapela tristezza, disperazione ma anche tanta tenerezza e speranza. Molti sono carichi di humor e ironia, di metafore con licenza poetica, e tutti egualmente densi di pietas e humanitas. La creatività è sempre una risorsa terapeutica a cui bisogna saper attingere nei momenti di crisi.
Un plauso va alla casa editrice Bastogi, il cui titolare Angelo Manuali è tra gli autori, che ha accettato di pubblicare in questo difficile momento e  di aderire al fine benefico del libro: i proventi verranno infatti devoluti alla Croce Rossa di Reggio Calabria per contribuire alla gestione dell’emergenza sanitaria Covid.
E ovviamente il plauso a tutti gli autori che hanno scritto.
Visto che non mancheranno le buone difese, lasciamo ai Lettori l'ardua sentenza sulla piacevolezza del libro e alla loro generosità la voglia di comprarlo o regalarlo.

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