La Soprintendenza a Sculli: le nostre "radici" saranno salvate!

Lun, 25/04/2016 - 11:29
Il 15 e il 16 aprile scorsi è iniziata la mappatura dei primi cinquanta palmenti rinvenuti nella Locride

SOS ricevuto. In seguito al nostro articolo pubblicato lo scorso 3 aprile in cui abbiamo raccontato lo straordinario lavoro di salvataggio delle nostre "radici" da parte del professore Orlando Sculli, la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria ha risposto all'appello. Il 15 e il 16 aprile scorsi si è recata a Ferruzzano e, sotto la guida del professore Sculli, ha iniziato la mappatura dei primi cinquanta palmenti che lo stesso ha rinvenuto nella zona. Ricordiamo che il prof. Sculli ha restituito al territorio della Locride oltre 750 palmenti, tutti accuratamente schedati. Scavate nella roccia, queste vasche raccontano la storia di un mondo contadino e pastorale illustrando le tecniche di trasformazione dell’uva dal periodo greco ai giorni nostri. La Locride possiede il patrimonio di palmenti più ricco del mondo. Ne sono rimasti affascinati numerosi studiosi stranieri, come Patrick E. McGovern, docente di Antropologia all’università della Pennsylvania e direttore del Museum Applied Science Center for Archaeology della stessa università, Lin Foxhall esperta di archeologia classica dell’università di Leicester in Inghilterra, John Robbe, prof. dell’università di Cambridge, esperto in neolitico, Robert Winter docente di storia dell’arte nel Rhine-Renoir College del North Carolina, ma anche il prof. Attilio Scienza dell’Università Statale di Milano, studioso di fama internazionale dei vitigni e della loro storia. Oggi finalmente ad accorgersi di questo patrimonio di inestimabile valore culturale anche la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria.
Oltre ad aver riportato alla luce 750 palmenti, il professore Sculli ha preservato il nostro preziosissimo germoplasma, scrutando pazientemente in piccole vigne marginali della Locride e salvando ben 270 vitigni, tra biotipi e genotipi. Ad interessarsi di questo ricco arsenale contro l’erosione genetica, il CRA di Turi, il più grande ente italiano di ricerca in agricoltura, che sarà presente sul nostro territorio il prossimo 28 e 29 aprile.
Siamo davvero orgogliosi di aver dato il nostro piccolo contributo affinchè il prof. Sculli potesse ricevere la giusta attenzione per l'infaticabile e appassionatamente disperato lavoro di ricerca delle nostre “radici".

Autore: 
Maria Giovanna Cogliandro
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