La storia dell’Italia Unita attraverso una collezione di marcofilia

Lun, 14/09/2020 - 13:00
I francobolli & la posta

La creazione di un’azienda postale unitaria responsabile del servizio su tutto il territorio nazionale in larga parte unificato nel 1861 (e poi completato nel 1866, 1870 e 1918), ha determinato anche la progressiva adozione di sistemi unificati di bollatura delle corrispondenze, attraverso diverse modalità negli anni evolutesi, apposti manualmente e meccanicamente. Facciamone una carrellata.

Gli annulli in dotazione ai normali uffici postali
Dopo l’unità d’Italia, in alcune zone continuarono a essere utilizzati gli annulli di epoca ducale. Si tratta di un settore assai ampio e variegato, che da solo avrebbe occupato tutta la rassegna. Molto presto però furono forniti a tutti gli uffici gli annulli a doppio cerchio e a cerchio piccolo, definiti “sardo-italiani” per la loro origine precedente all’Unità.
Nel secondo dopoguerra gli annulli in dotazione agli uffici postali ebbero fogge molto variegate, in ragione della molteplicità dei fornitori delle singole Direzioni provinciali PT.

Annulli delle collettorie
Tornando ai primi anni dopo l’Unità, una importante innovazione della rete postale avvenne nel 1863 con l’istituzione delle collettorie postali per la distribuzione e raccolta della corrispondenza nei comuni rurali privi di ufficio postale, attraverso l’opera dei “portalettere rurali collettori”, pagati in parte dall’amministrazione postale e in parte dai comuni interessati: sono presentati solo bolli e annulli che sono peculiari ai servizi di collettoria.
Annulli dei tipi illustrati e che illustreremo vennero utilizzati con iscrizioni diverse da servizi analoghi delle agenzie e dei recapiti postali, dalla posta militare, su tram, treni, piroscafi e navi mercanti e da guerra, da uffici staccati presso manifestazioni filateliche (la 1ª fu l’esposizione marittima di Napoli nel 1871) e ognuno di queste tipologie potrebbe essere una potenziale specifica collezione marcofila contenendo la rassegna una selezione di questo ricchissimo settore di studio.

Annulli meccanici
Dopo alcuni esperimenti, nel 1879, negli uffici postali principali entrarono in uso regolare le prime macchine bollatrici meccaniche, azionate a pedale, dotate di obliteratrici meccaniche che potevano imprimere 250 annulli al minuto. Dal 1911 entrarono in funzione obliteratrici che potevano avere in dotazione la targhetta o un gruppo di linee orizzontali od ondulate. Non mancò l’uso di obliteratori che sostituirono le linee a targhette di tipo propagandistico, pubblicitario (quest’ultime durarono solo dal 1923 al 1925), commemorativo.
La meccanizzazione postale continuò fino ai giorni nostri con alcune innovazioni che non ne hanno cambiato l’anima.

Annulli provvisori o di emergenza
Nell’autunno 1893 a tutte le Direzioni provinciali fu fornito un annullo datario “senza nome di paese, da valere per sostituire temporaneamente i bolli ordinari degli uffizi e delle collettorie che dovessero essere ritirati per riparazioni. Questi annulli vengono di solito definiti “muti”. Bolli provvisori furono poi impiegati in circostanze particolari come catastrofi e conflitti, che determinarono la temporanea indisponibilità di quelli normalmente in uso.
Sul finire degli anni ’30 entrò in uso un diverso tipo di muto, di forma ovale con sbarre verticali. Oltre queste due tipologie principali di annulli provvisori, occasionalmente vennero impiegati anche impronte di tipo diverso.

Si i conclude questa carrellata, come stimolo a improntare una collezione di filatelia marcofila per periodo, per tipologia, per paese, per regione della marcofilia dello stato unitario o anche successivo atta a illustrarne la varietà e complessità, senza la pretesa di esaustività. Per ragioni di spazio non ho ad esempio trattato i bolli accessori (usati per indicare particolari servizi, instradamenti, interruzioni del servizio), i bolli per identificare i quartieri postali e i postini addetti al giro di recapito, i contrassegni di franchigia, o ancora le bollature utilizzate dalle ditte del recapito autorizzato o che recapitavano la corrispondenza con propri mezzi, che costituiscono ulteriori interessanti settori di collezione. L’augurio è che questo articolo dal taglio “divulgativo” possa suscitare l’interesse di nuovi appassionati e ravvivi quello di chi già conosce la marcofilia, ma ancora non ne è collezionista.

Autore: 
Frana
Rubrica: 

Notizie correlate