La UIL FPL denuncia l’assenza di rilevatori automatici delle presenze

Mer, 30/09/2015 - 11:32

Riceviamo una mail con la nota in oggetto indicata a firma del direttore Gestione Risorse Umane/Responsabile anticorruzione e trasparenza, dott. Pietro Emilio, di richiamo a norme di legge oltre per l’osservanza e rilevazione delle presenze. Sulla questione più volte , la scrivente O.S. era intervenuta con varie richieste di istallazione di rivelatori automatici delle presenze, senza peraltro avere avuto riscontro .
In ogni caso e ad ogni buon conto prima di entrare nella disamina della nota in oggetto, dobbiamo osservare che al solito si predica bene ma si razzola male.
Infatti vorremmo capire cosa il dott. Pietro Emilio, nelle sue qualità, ha fatto per rimettere a posto situazioni più volte denunciate dalla scrivente, rispetto a :
- mappatura e ricognizione mansioni superiori, incarichi, referenze, eccetera non formalmente affidate con atti dell’Azienda;
- cosa ha fatto per mettere fine all’indebita percezione di indennità di posizione organizzativa prorogata illecitamente poiché affidata nel 2010 per tre anni dalla Commissione antimafia , al collaboratore amministrativo in servizio all’ufficio stipendi e più volte mantenuta in servizio dal collocamento in pensione;
- cosa ha fatto per riassegnare i professionisti-infermieri, psicologi, medici, eccetera, che anziché svolgere il loro compito svolgono mansioni amministrative, alcuni dei quali utilizzati nell’ufficio risorse umane da lui diretto;
- come e con quali atti è stata istituita la fantomatica scuola di formazione aziendale e quali atti hanno determinato la dotazione organica di detto “presunta” u.o.;
- quali sono i provvedimenti e se, sono stati presi, per la fantomatica scuola di formazione aziendale, che in oltre un anno ha predisposto solo due dei corsi contenuti nel piano per la formazione;
- con quali atti sono stati assegnati medici, infermieri ed altro personale all’interno di tale fantomatica scuola formazione;
- cosa ha fatto per restituire ai loro compiti contro gli abusi perpetrati per cambiare qualifiche da infermieri a collaboratori amministrativi, anche in assenza dei prescritti titoli per la copertura del posto;
-cosa ha fatto per la cessazione degli abusi dell’art. 18 del CCNL dirigenza Medica ed SPTA, che alcuni soggetti percepiscono indebitamente da anni;
- cosa ha fatto sul presunto avviso in base al quale a “laureato in medicina o laureato equipollente” (ci dica se e quale è), si ritrovano a capo di uffici e/o servizi e causa questi incarichi illegali successivamente intenteranno causa contro l’Azienda per le mansioni superiori esercitate con esborso di centinaia di migliaia di euro;
- cosa ha fatto nella sua qualità per accertare la regolarità dell’iter per la valutazione degli incarichi dirigenziali;
- cosa ha fatto o fa per le gare d’appalto le cui procedure sono in corso da anni, nel mentre si prorogano sine die, spesso con prezzi lievitati, nonostante il codice degli appalti vieti assolutamente qualunque proroga.;
- se ha attivato le procedure di legge per coloro i quali sono oggetto di rinvio a giudizio per fatti connessi all’attività di servizio (es.: i dirigenti Sarica e Minniti);
Infine, il dott. Pietro Emilio, nella sua qualità si è autodenunciato:
- Perché la sua utilizzazione è avvenuta in palese violazione delle norme sul reclutamento del personale, a esclusiva domanda presso l’ASP, senza alcun bando di evidenza pubblica;
- perchè non può essere incaricato di struttura complessa, in quanto non è dipendente in organico nell’ASP;
- perchè non può avere affidato l’incarico ex-art. 18, in quanto il suo è un utilizzo provvisorio da altro Ente ed inoltre lo stesso incarico è stato gia affidato, illecitamente, per la terza volta, al dott. Luvarà Fortunato, sullo stesso posto.
Questi alcuni degli interrogativi che poniamo. Per quanto attiene la nota in oggetto ravvisiamo, ancora una volta, il tentativo maldestro di far cadere sulle spalle dei lavoratori incolpevoli, inefficienze e carenze di chi preposto a tali scopi e per questo pagato, latita dalle sue responsabilità. La sospensione del pagamento delle indennità al personale che le effettua non può essere la soluzione.
I provvedimenti sanzionatori andrebbero presi nei confronti chi non è intervenuto per tempo per ripristinare gli orologi dove mancano e installarli dove non ci sono, ove si consideri che sono passati cinque anni dall’accorpamento delle tre ex-ASL.
Invece assistiamo ancora una volta a doglianze e lamentele, ma mai nessuno che indichi colpevoli o responsabili, solo generiche accuse. Tutti colpevoli nessun colpevole.
Con la presente si chiede a tutti gli indirizzi, ognuno per la parte di propria competenza, di intervenire per porre rimedio a tutti gli abusi sopra elencati che sono solo una piccola parte delle problematiche dell’ASP di Reggio Calabria.
La Segreteria Provinciale UIL FPL: Nuccio Azzarà, Nicola Simone, Francesco Politanò

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