Le imprese “a partecipazione mafiosa”

Mar, 12/11/2019 - 12:00
Giudiziaria

La figura delle imprese a “partecipazione mafiosa”, quelle che sono sorte originariamente nella legalità, ma poi caratterizzate da cointeressenza e compartecipazione, costituiscono il frutto degli intensi e stabili rapporti creati dall’organizzazione mafiosa con i più vari settori dell’economia legale, non solo attraverso atti violenti, ma anche attraverso una reciprocità di interessi e su una compenetrazione di capitali e competenze.
L’impresa a partecipazione mafiosa si differenzia dall’impresa di proprietà del mafioso perché l’imprenditore con cui l’‘uomo d'onore’ si associa non è un prestanome, ma rappresenta anche i propri interessi. L’impresa a partecipazione mafiosa, comunque, pur non essendo espressione esclusiva dell’ambiente criminale, può essere anche un’impresa di servizio degli interessi dell’esponente mafioso ed un’impresa di riferimento per investire in modo “pulito” i suoi capitali.
Il mafioso può associarsi ad un altro imprenditore attraverso l’interposizione di un prestanome oppure in modo diretto ma non formalizzato, costituendo una società di fatto. In entrambi i casi la presenza degli interessi mafiosi resta celata a quasi tutti i terzi. La relazione societaria si fonda sulla parola, senza alcun documento che attesti il rapporto di compartecipazione del mafioso all’impresa.
In genere l’imprenditore apparentemente ‘pulito’ conserva, oltre alla titolarità, anche la gestione dell’azienda, pur impegnandosi ad operare al servizio degli interessi dell’esponente mafioso. La gestione economica e tecnica è esercitata dunque dal primo, mentre le grandi scelte strategiche sono compiute di comune accordo con il mafioso o direttamente da quest’ultimo.
In linea generale, si osserva che i mafiosi inducono gli imprenditori ad essere nei loro confronti ‘cooperativi’, anche se tale cooperazione può assumere diversi gradi e tonalità: non bisogna dimenticare che per alcuni operatori economici la mafia rappresenta un vincolo, per altri un’opportunità.
Nel primo caso, denominato ormai comunemente imprenditore – vittima, agli operatori economici è imposta una protezione passiva: essi sono assoggettati attraverso un rapporto non interattivo, fondato sulla intimidazione o sulla pura coercizione.
Questi imprenditori sono le vere vittime del sistema mafioso (e spesso, temendo lo sviluppo di simili rapporti, essi evitano di ampliare le loro iniziative sul campo economico, autolimitando la propria attività; essi, percependo la presenza mafiosa come rischiosa rispetto a nuove iniziative di investimento, cercano dunque, quanto più possibile, di ‘non dare troppo nell’occhio’) poiché versano in un effettivo stato di costrizione che, oltre a gravare pesantemente sul bilancio dell’azienda, incide anche sulle prospettive future.
Gli imprenditori collusi, invece, possono usufruire di un tipo di protezione attiva, stabilendo con i mafiosi un rapporto interattivo, fondato più che sulla coercizione, su legami personali di fedeltà; si stabiliscono in tal modo dei metodi e sistemi cooperativi nell’ambito dei quali i mafiosi cercano di manipolare a loro vantaggio le condizioni e le regole che condizionano lo scambio.
La cooperazione per questa tipologia di imprenditori è motivata dalla prospettiva di un vantaggio economico, dalla fede nel codice dell’omertà o, infine, dal fatto che è un “amico” a chiederla.
Dagli imprenditori che hanno instaurato un simile rapporto di scambio (e che quindi fruiscono di una protezione attiva), il gruppo mafioso pretende dal canto suo prestazioni diffuse, che possono assumere il contenuto più vario. Gli imprenditori collusi sono disposti a trovare con i mafiosi un accordo attivo dal quale derivano obblighi reciproci di collaborazione, scambio e lealtà. Tutto ciò spesso è il frutto di un vero e proprio calcolo razionale; la relazione diviene infatti reciprocamente vantaggiosa. Non si deve pensare, dunque, che essi siano semplici strumenti in balia dei mafiosi, poiché giovandosi del rapporto instaurato con l’associazione possono svolgere una serie di transazioni assai redditizie.

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