Le incognite della Maturità al tempo del Coronavirus

Dom, 21/06/2020 - 16:00

L’emergenza sanitaria Covid-19, tra i variegati effetti negativi che ha comportato, ha indotto la scuola a rivedere le sue modalità di approccio didattico e, in particolare, ad assistere a un diverso Esame di Stato che, in virtù di un impatto immediato, può apparire, agli occhi di molti, semplificato. In realtà, a seguito di un’attenta riflessione, può rilevarsi che la maturità attesa, così riformulata, possa dare adito a numerose perplessità. Occorre, in primis, guardare ai veri protagonisti di questo esame, che si interfacciano in questa nuova esperienza, esternando dubbi effettivi sulle modalità di realizzazione dello stesso. Sono, invero, i maturandi il nocciolo duro di questo tanto temuto e desiderato esame che, in virtù delle modifiche approntate, quali, principalmente, l’esclusione delle tre prove scritte e la discussione di un elaborato delle materie di indirizzo in sede di interrogazione orale, rischiano di perdere il reale senso di questo fondamentale passaggio alla carriera universitaria o professionale, che si rinviene propriamente nel mettere in atto le conoscenze acquisite mediante un percorso chiaro e comprensivo di una serie di prove idonee a far ripercorrere allo studente quanto interiorizzato in precedenza.
In sintonia con quanto su espresso, le maggiori reticenze emerse in relazione alle peculiarità dell’imminente Esame di Stato si rinvengono nell’incertezza generata dalla consapevolezza di dover affrontare una pagina nuova della storia scolastica, che rappresenta “un unicum” della stessa. Si pone, infatti, rispetto alla figura dell’insegnante, una sfida complessa, ma anche positiva, di dare il massimo risultato con il minimo mezzo, non eludendo, anzi valorizzando, i criteri ispiratori della ratio e della valenza dell’Esame di Stato.
In merito all’opportunità della scelta di un’unica prova orale possono manifestarsi, eventualmente, punti di debolezza derivanti dall’impossibilità di poter sottoporre a una valutazione oggettiva la capacità di stesura e di argomentazione di una prova scritta, posto che l’assegnazione, prevista dall’ordinanza ministeriale del 16 maggio 2020, di un elaborato da svolgere al di fuori delle aule scolastiche e priva dei controlli dovuti si presta a essere non completamente idonea ad accertare l’autenticità della preparazione. Tuttavia, non va ignorato che le abilità di ciascun alunno sono il frutto di un percorso quinquennale, che investe ogni aspetto della sua formazione. Preso atto delle problematiche evidenziate, i docenti commissari stanno affrontando codesta delicata questione tenendo conto delle esigenze dei candidati, proponendo tematiche di loro interesse che siano in grado di esaltare la loro creatività. A tal proposito, l’obiettivo è quello tenere alta la motivazione degli allievi nella realizzazione di un Esame di Stato che sia prova, sebbene unica, della loro “maturità”, nel suo significato etico e civile.
In virtù di ciò, si ritiene che non esista una scelta giusta o errata; è, in realtà, l’approccio serio e l’impegno profuso dai protagonisti a conferirle l’essenziale dose di attendibilità.

Professoressa Maria Concetta Pisciuneri
Licei Mazzini Locri

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